-Una corsa lunga, una mente calma e sensi di colpa con il cibo.-

Buonasera, cari lettori, e buon sabato.

Stamattina sveglia presto. No, non per andare a lavoro: oggi è sabato, e questo vuol dire una sola cosa… corsa lunga della settimana. Mi sono svegliato proprio bene, ho meditato e mi sono nutrito con buone fonti di carboidrati e una sana dose di miele per rendere più dolce il risveglio.

Ho finito il libro Flow. Devo dire che è davvero un ottimo libro: molto teorico e scientifico, ma mi ha colpito profondamente. Mi sono segnato tutte le pagine con le citazioni che ritengo fondamentali. Sto prendendo seriamente in considerazione l’idea di comprare un’agenda dove annotare tutte le frasi che mi colpiscono, per tenerle sempre con me. Credo proprio che lo farò. Anzi, lo farò.

Corsa tra nebbia e solitudine: 19 km nel menù. Se all’inizio le lunghe distanze mi facevano paura — sia perché le credevo noiose, sia perché certi numeri mi spaventavano — ora sono diventate il mio momento preferito della settimana. Mi piace correre, correre a lungo, in solitudine. Solo io, il mio respiro e le gocce fredde che scendono dalla fronte. Il sale che si deposita sulla pelle, rendendola ruvida e biancastra.

Non so bene come descrivere la sensazione che provo durante la corsa: libertà? O forse è semplicemente quel momento in cui finalmente stacco la testa dai mille pensieri e mi concentro solo su ciò che sto facendo. Per ora posso solo dire che correre, e correre a lungo, mi fa sentire isolato dal resto del mondo. Il tempo scorre, ma con un ritmo tutto suo. A volte un’ora sembra un minuto, altre volte quel maledetto minuto sembra durare un’eternità. Ma va bene così: prendo tutto con gratitudine.

Sono molto contento di come è andato l’allenamento: battito basso, respiro profondo e concentrazione fino all’ultimo. Sono felice, davvero.

Oggi ho anche portato mio fratello ad allenarsi con me. È stato un bel momento di condivisione. Ho fatto anche la mia tappa fissa al panificio di fiducia e, come sempre, ho preso il solito pane speciale del sabato. Sono felice, e lo so.

Nel pomeriggio ho trascorso del tempo con il mio amico Thomas, una delle poche persone su cui posso davvero contare. Non siamo amici da tantissimo e a volte percepisco quella sottile tensione quando si entra in discorsi più sensibili ed emotivi, ma credo fortemente che sia una bella persona e un ottimo amico. Con lui ho trovato più amicizia vera che in relazioni portate avanti per anni. Spesso, durante le nostre conversazioni, entro in uno stato di flow: quando il dialogo diventa coinvolgente, il tempo vola. Sono davvero contento di averlo conosciuto. È raro, oggi, trovare persone con un’anima buona, non opportunista e non cattiva.

Sebbene mi fossi promesso di non parlare di calorie e di non tracciare tutto, dicendomi che avrei assaggiato ogni cosa senza paranoie, oggi non è andata così. Avrei voluto mangiare una bella fetta di cheesecake questo pomeriggio. Invece ho optato per lo yogurt greco. Devo migliorare su questo lato: se prima avevo problemi con le abbuffate, ora mi trovo ad affrontare l’esatto opposto, privarmi del cibo e contare mentalmente le calorie.

Oggi quella torta me la meritavo. Era il premio per due allenamenti belli tosti. Sì, ho sbagliato. Ma come ogni cosa, si migliora. Si impara. Domani è il compleanno di mio fratello: non voglio essere ossessionato dalle calorie, ma nemmeno esagerare con il cibo processato. Devo imparare a godermi il buon cibo senza pensare sempre a numeri che, paradossalmente, non esistono davvero.

Devo imparare a gratificare i miei sforzi. Amo il cibo, è vero. Amo provare nuovi sapori, esplorare, assaggiare. Prometto a me stesso che lo farò senza farmi problemi. La prossima volta prenderò quella fetta di cheesecake che meritavo. Promesso. Basta numeri, basta pensare che una singola fetta di torta possa rovinare tutti i miei progressi. Il cibo è benzina per il corpo e la mente, ma è anche bontà, curiosità e desiderio.

Questa sera mio fratello compirà 18 anni. Cavolo, come cresce. Fino a ieri ne aveva 14, e ora ne ha 18. Il tempo vola, molto più in fretta di quanto pensiamo. Stasera dedicherò il mio tempo a lui e festeggeremo insieme. Sono molto fiero di come sta crescendo. Ha tanto da imparare, certo… ma chi non ne aveva a 18 anni?

A domani, lettori.
Vi auguro una buona domenica 🤍