• Day 27/75- Una luce da dentro

    Day 27/75- Una luce da dentro

    -E si accese la lampadina dentro di me, tra pensieri, progetti e immaginazione.-

    Buonasera, cari lettori.

    Ieri sera, cercando ispirazione sui social su quale potesse essere la mia strada, il mio scopo nella vita, qualcosa si è mosso. Dentro di me è come se si fosse acceso qualcosa: un sentimento represso da tempo ha trovato spazio per uscire e cercare attenzione da parte mia. Questa volta ho cercato di dargli ascolto, di accogliere questo bagliore di luce che proveniva da dentro me stesso.

    Ho provato un’emozione super positiva nell’accoglierlo. Ho iniziato a sorridere, ho iniziato ad avere i brividi e sono stato pervaso da un’onda di eccitazione. Talmente forte che non sono riuscito a prendere sonno subito. Avevo la testa che scoppiava, che cercava di captare ogni segnale di euforia possibile dall’interno. Ho tenuto gli occhi spalancati per un po’, finché non mi sono addormentato.

    È stato magico. È stato bellissimo. Era da tanto che non provavo emozioni così. Ma è successo. Ho deciso di dare ascolto a quella voce, dopo tanto tempo.

    Tutto è iniziato con il desiderio di riconnettermi con la natura, di esplorare l’immenso. Così ho deciso che intraprenderò la mia carriera da fotografo e videografo di natura e hiking. Voglio portare contenuti legati al trail running, all’hiking e ai viaggi. Voglio raccontare le mie avventure in modo cinematico, trasmettere l’emozione che provo quando viaggio e cammino attraverso la mia videocamera. Catturare e trasmettere. Far provare emozioni a chi mi guarda, farlo immedesimare nella mia avventura.

    Voglio esplorare tutte le Dolomiti. Voglio visitare tutti i bivacchi del Veneto e documentarli. Voglio essere un travel content creator che fa hiking, trail running e running. Questa è la mia nicchia, è ciò che sento forte e presente nel mio cuore.

    Non mi importa del successo o di altro: lo voglio fare per me stesso. Voglio creare, ma creare a modo mio. Trasmettendo una storia, trasmettendo emozioni. E luce sia. Questo segna un nuovo inizio. La rinascita di Matteo.

    Voglio essere un travel content creator internazionale: viaggiare, fare sport e documentare. Voglio poter prendere parte a spedizioni o progetti con brand del mondo hiking e running. Voglio diventare un punto di riferimento in questo settore. Io lo visualizzo e so che lo diventerò.

    Ora faccio una promessa pubblica, che in primis serve a me stesso. Prometto che sceglierò resilienza e costanza a discapito di qualsiasi cosa. Prometto che ricercherò la continuità e non la fretta di dover fare o di voler ottenere certi risultati. Piccoli passi, uno dopo l’altro. In primis per me stesso, per la persona a cui sono più grato.

    Questo passaggio segna la data 01/02. Da qui, grandi cose avverranno.

    Questa mattina ho fatto una bella meditazione. Più che meditazione, ho passato 12 minuti nel mio laboratorio creativo. Ho visualizzato tantissimo: tutto ciò che voglio fare e ciò che io, Matteo Raschini, otterrò e diventerò. Lo vedo e lo sento forte e chiaro. Non c’è spazio per emozioni negative, solo per positività e resilienza.

    Da oggi si inizia a lavorare. So che è inverno e sarà meno fattibile bivaccare, ma intanto lavoro sodo: faccio ricerca dei luoghi e dell’attrezzatura da portare con me. Parte così il mio progetto hiking, progetto Dolomiti. Documento e creo film.

    Io sarò un art director di tutto rispetto. Lo prometto.
    Continuità e costanza. Lo prometto.

    A domani, lettori.


  • -Una giornata di sole e una settimana di disciplina, ma dentro restano domande, stanchezza e il bisogno urgente di ritrovare una direzione. Un pensiero sincero tra corsa, silenzi interiori e voglia di natura.-

    Buongiorno, cari lettori.
    Oggi il sole splende, il vento soffia e si respira buona aria. Mi sono svegliato veramente rilassato. Ho dormito 8 ore e, per la prima volta nella mia vita, il mio sleep score è stato di 100! Che dire: una buona dormita.

    Sono molto contento di aver completato un’ottima settimana di corse. Ho portato a termine 80 km questa settimana, veramente un gran bel numero. Ne sono molto fiero.

    Se da un lato di questo sono felice, dall’altro oggi il mio mood è nero. È da questa mattina che mi sento perso, non capisco cosa voglio fare della mia vita e sono molto stanco e triste della piega che sta prendendo. I miei genitori non capiscono che io odio il mio lavoro attuale e che vorrei muovermi all’estero. D’altra parte, mi sento veramente perso: ci sono giorni come oggi in cui mi alzo e non riesco a fare altro se non stare a letto, leggere e avere un costante senso di fame che mi porta a voler mangiare qualsiasi cosa trovo in dispensa.

    Oggi il mio peso sulla bilancia segnava 81.6 kg, circa 1 kg in più rispetto a domenica scorsa. Ho ripreso ad avere problemi di intestino e digestione; era da un po’ che non si presentava questo problema e, di solito, ne soffro in periodi in cui sono fortemente stressato e provato dalla vita. Sto accumulando molta ritenzione idrica e faccio fatica ad andare in bagno. L’ultima volta che ho avuto questo problema era durante il mio ultimo periodo buio. Ora si è ripresentato e spero di non portarmelo avanti a lungo, anche se so che è solo nella mia mente che posso controllare come reagire ai problemi che incontro sulla mia strada.

    È stata una settimana molto difficile. La maggior parte di questi giorni li ho vissuti in modo così cupo che non so più cosa fare. Ho provato momenti di gioia che mi hanno fatto stare bene, ma sono stati molto più frequenti i momenti di ansia, tristezza e risentimento nei confronti delle scelte che sto prendendo. Mi trovo in un punto della mia vita in cui anche fare le minime cose che vorrei portare a termine mi sembrano lontanissime, e ogni volta che provo a lavorarci sopra vengo travolto da un mantello di noia e tristezza che mi porta a lasciare tutto e dire: “Domani farò”.

    È già da tempo che dico così. Ogni volta dico così. Non lo faccio apposta, ma non riesco a muovermi da dove sono ora. Mi sento con i piedi nelle sabbie mobili di una fitta palude. Mi sento intrappolato in un mondo che non riesce a darmi nulla, in cui non riesco a esprimere chi voglio essere né ciò che voglio fare. Mi sento con il fiato sul collo.

    Io so cosa voglio. Lo visualizzo sempre. I miei pensieri, ogni volta che creano film mentali, sono fermi su quattro cose: fotografia, trail running, viaggi e corsa. So cosa voglio, lo so per certo. È tutto dentro di me, ma non riesco a concretizzare nulla di ciò che provo. Nonostante i miei pensieri siano forti e chiari, non appena cerco un metodo per dare forma ai miei desideri o al mio io interiore, vengo colpito da uno tsunami di tristezza e noia, a tal punto da diventare apatico. Tutto ciò che provo viene sedato in 0.2 secondi.

    Questo mi porta a chiudermi in me stesso, a non avere le forze di alzarmi, a stare con le mani in mano a rimuginare sulle mie scelte e sulle mie emozioni negative. Si crea un vortice di negatività intorno a me, in cui rabbia, ira e tristezza prendono il sopravvento su ogni cosa.

    Io devo trovare una soluzione. Devo trovare la mia via, la mia strada, e riaccendere la motivazione dentro di me per raggiungere i miei obiettivi e dare una giusta direzione alla mia vita. Proverò a rialzarmi, arto dopo arto, spostamento dopo spostamento. Devo rimettermi in piedi.

    Ultimamente sto provando un forte sentimento che mi sussurra, come un vento gelido all’orecchio, di riconnettermi con la natura. Sento un magnete che cerca di attrarmi verso le montagne e voglio dare ascolto alla mia voce interiore. Dalla settimana prossima lo farò: voglio passare più tempo in natura.

    Passiamo ora al recap settimanale delle mie statistiche.
    Stamattina il mio peso sulla bilancia è di 81.6 kg, +0.95 kg rispetto a domenica scorsa. Ho avuto uno sleep score medio di 88, con 7 ore e 34 minuti di sonno, in aumento rispetto alla settimana scorsa. Ho totalizzato 70 minuti di meditazione, con un +10 rispetto alla scorsa settimana. Quantità di caffè: 6, ma oggi devo ancora berne uno, quindi penso saranno 7, come la settimana scorsa. Ho passato una media di 2 ore al giorno davanti allo schermo, di cui 42 minuti sui social, leggermente migliorato rispetto alla settimana precedente.

    Che dire, nonostante il mio mood sotto terra e il fatto che per tutta la settimana mi sia lamentato dei miei fallimenti e delle mie ansie, la settimana nel complesso è migliorata rispetto alla scorsa, e anche con ottimi risultati. Molto contento di ciò. Peso in aumento, ma poco mi importa.

    Questa settimana niente binge eating. Mi sono goduto una fetta di torta in compagnia della mia famiglia e un bel piatto di gnocchi fatti a mano ieri. Sono felice di non sfogare più i miei sentimenti sul cibo, o perlomeno, se provo fame nervosa, mangio una carota. Sta diventando una cosa molto frequente: sto mangiando verdura in modo quasi compulsivo. Adoro tutto ciò che è coltivato.

    In ogni caso, sono felice di riuscire a controllarmi con il cibo, di aver smesso con le abbuffate e di non sopprimere più i miei sentimenti con cibo spazzatura e processato. Sto dando priorità a cibo vero, fresco e non di produzione intensiva: dal pane, alle uova, al pesce. Sono molto felice di tutto ciò e del fatto che non considero più il giorno di sgarro come tale. Prima, mangiare un piatto di gnocchi fuori dieta lo vedevo come uno sgarro; ora lo considero semplicemente un giorno normale, in cui mi godo dell’ottimo cibo fatto in casa.

    Detto ciò, oggi voglio rilassarmi e cercare di passare al meglio questa giornata piena di sole. Nonostante moralmente mi senta sotto terra, proverò a renderla migliore.

    Buona domenica, cari lettori. 🌞


  • Day 25/75 – Oggi gnocchi !

    Day 25/75 – Oggi gnocchi !

    -Un sabato tra corsa, palestra e gnocchi e un ottimo tè bianco in compagnia.-

    Buon pomeriggio, cari lettori, come state? Buon sabato!
    Oggi è davvero una bella giornata.

    Sono molto felice oggi: mi sono alzato dopo aver fatto una bella dormita rigenerante e la mia morning meditation e sessione di scrittura. Che dire, oggi voglio un po’ raccontarvi la mia giornata e com’è andato il film di ieri.

    Questa mattina, dopo una bella colazione, mi aspettavano 20 km di corsa. Che dire, all’inizio sono partito un po’ svogliato, a causa di un dolore al polpaccio e, ovviamente, si sa: quando si corrono distanze così lunghe, a volte la noia ti pervade e prende possesso della tua testa.
    Ma dopo i primi chilometri le gambe andavano, andavano forte. Il dolore al polpaccio è sparito, il battito cardiaco era sotto controllo, cuffiette alle orecchie e sono andato super spedito.

    Nei primi chilometri mi ha accompagnato mio papà, poi ho proseguito da solo. Come al solito, e come ogni sabato prima di correre, sono andato al panificio a comprare il pane fresco. Questo è senza dubbio uno dei miei mantra mattutini, assieme al bicchiere di acqua calda. Anche se il tragitto per arrivarci è corto, il solo fatto di entrare, scegliere il pane e annusare il profumo di pane caldo appena sfornato mi rende felice. Mi fa stare proprio bene.

    Oggi, per pranzo, avevo proprio voglia di gnocchi! Allora ho deciso di prepararli fatti a mano e condirli con un bel sugo di pesce. Beh, che dire, è stato veramente un bel pranzetto. Sono proprio contento di come sono venuti: avevano una consistenza ottima e il sugo era ben condito, salato al punto giusto.

    Questo pomeriggio sono andato a bere una buona tazza di tè con il mio amico Thomas. È stato veramente un bel pomeriggio e il posto in cui siamo stati aveva una bellissima atmosfera. Resta il fatto che sto ancora pensando agli gnocchi di oggi a pranzo, da quanto erano buoni.

    Oggi sono proprio soddisfatto di come è andata la mia giornata. Sono soddisfatto del buon allenamento fatto, di un buon piatto cucinato con amore e di una buona tazza di tè in compagnia.

    Vi avevo promesso che avrei parlato del film di ieri, quindi oggi vi faccio una piccola recensione. L’hype che provavo per questo film è stato confermato: è stato veramente fantastico. Per la prima volta dopo diverso tempo non mi sono addormentato al cinema, né tantomeno ho usato il cellulare. Me lo sono proprio goduto ed è incredibile come sia riuscito a tenermi incollato allo schermo.
    Ciò che mi ha colpito di più è stato il modo in cui l’attore ha recitato in maniera impeccabile, e un grande merito va anche ai registi, perché sono rimasto davvero colpito dai colori e dalle inquadrature. Veramente bellissimo, un film che merita di essere visto.

    Concludo così la mia giornata, piena e ricca di emozioni, di buon tempo trascorso in ottima compagnia e della mia dose mattutina di felicità che mi regala il panificio.
    Grato di questa giornata, grato di tutto ciò. E un ringraziamento a me stesso per l’ottima corsa fatta questa mattina.

    Buona serata e buon weekend, cari lettori! 🌿


  • -After long day, sometimes all you need is a dark room, a screen, and a story.-

    Good afternoon dear readers, and happy Friday.
    Today I promised myself that I would try to be as happy as possible, to use my time well, and to somehow look for the positive side of things. And honestly, I have to admit it: time at work, even if it was heavy, passed very quickly. I didn’t live it with anger or resentment toward others, and not even toward myself. I simply tried to stay in the moment.

    Of course, I won’t deny it — thoughts still wander through my head — but I’m trying to give them the right weight. Today I faced the day in a calmer way. Was it my approach that changed, or simply the fact that tomorrow I don’t work and can finally rest? I guess we’ll find out on Monday. For now, another workday is over.

    Even if the workload isn’t intense, it creates a deep physical and mental tiredness. Every time I leave that place, I feel drained, without energy or motivation to complete all the things waiting for me. Still, this week I held on. It wasn’t easy. There were more bad days than good ones. I carried a lot of suppressed anger and resentment inside my body, so strong that it blurred my view of reality.

    I felt regret, sadness, and even anger toward myself and others. I want to change the way I look at work. I know — deeply — that this is not the job made for me, and that I constantly feel trapped. But if I only focus on the negative sides, my mental endurance collapses. It becomes unbearable.

    Trying to face work from a different perspective might help me reduce stress and protect my mental energy, so I can focus on my projects instead. Being more relaxed would mean fewer negative thoughts invading my mind, fewer dark mental movies that drain everything positive inside me. So yes, I want to face this situation in a more constructive and calm way. I don’t want to spend my days drowning in negative and heavy thoughts anymore.

    Yesterday, in the end, I let myself go. I ate the cake for my mom’s birthday. I wanted to make her happy. I didn’t eat pizza, but I shared the dessert with her. I’m happy I did that. It felt like a small victory against my eating disorder. One point for me. I’m proud of that.

    I just came back from a 13 km run. Physically, I’m tired. Mentally, I feel strong enough to run for an hour without major problems. I’m running without music lately. I’m trying to listen to my body, to stay with my thoughts, and to enjoy the present moment. Music helps during long runs, that’s true, but I really enjoy listening to my breath and my body. It almost feels like meditation. Focusing on breathing in and out, emptying my mind, and staying in the moment without drifting too far.

    Yesterday, after my run, I felt some pain in my calf. After oil and massage, I thought it was gone, but today my legs were still stiff, and at the end of the run I felt some tension again. I booked a physiotherapy session. It’s an expense, but I prefer to invest in my health, take care of pain early, and run peacefully instead of ignoring it until it becomes something worse. Prevention is better than cure.

    Tomorrow I don’t work, but a 20 km run is waiting for me. A tough session, for sure. But like everything else, it can be overcome. Honestly, after this dark week full of emotional repression, tomorrow’s run feels like the least difficult challenge I’ll face.

    Today I feel good. In one hour I’ll be at the cinema with Thomas, watching a movie. It’s been a long time since I last went to the cinema, and tonight I really want to enjoy it. I’ve been waiting almost a month for the release of Marty Supreme, and I’m genuinely excited. When I saw the trailer, I immediately loved it, and I promised myself I would go see it as soon as it came out. Today is that day.

    What also makes me happy is sharing time with a friend, talking, laughing, and enjoying a simple moment together. Despite the tiredness, I can’t wait to sit in that chair and enjoy the evening.

    Tomorrow I’ll tell you how the movie was.
    Have a good evening, dear readers. See you tomorrow.


  • Day 23/75 – When My Body Says Enough

    -I keep trying to push forward, but today I felt clearly that something inside me is asking to stop and be heard.

    Good evening, dear readers.
    Today was another day on shift, but this time I chose to work from 6 to 2. It gave me a bit of breathing space, but still, I feel like someone is breathing down my neck. Every day I try to wake up and meditate, to find my inner center, to be positive, kind, and joyful—but I can’t. This work schedule makes me feel sick. It makes me feel like a hamster trapped in a cage. I truly can’t take this shift anymore, and it’s only been four days.

    Since this week started, my mind has been full of negative thoughts. On top of that, stress is showing up in my body again, especially in my gut. I feel it clearly—my body is full of stress, unresolved discomfort, and aversion toward a job that doesn’t represent me. I also feel anger toward myself, because I’m not making choices based on my own values and standards, but on those of others. I keep living this frantic, misaligned life, forcing myself to swallow it. But the truth is, I can’t swallow it anymore.

    Every day I feel a knot in my throat tightening more and more. How far can I go like this? When will this agony end? Even though I read many books about the law of attraction and human psychology, and I know very well that starting the day with negative thoughts only harms me, I still wake up already thinking badly. This creates a domino effect—thoughts feeding other thoughts, minute after minute, hour after hour—until the evening comes and I’m so full of discomfort that I have to release it by training excessively just to suppress it.

    The problem is that I’m not solving the root issue. I’m only numbing it. Training and running help me forget for a moment, while my focus is on what I’m doing. But as soon as I come home and I’m alone in my room, the monster under the bed comes out. I feel sadness and melancholy about the situation I’m living in, and about the fact that I’ve been trying to survive like this for two years. Two years where, little by little, like a sandcastle eaten away by the wind, I’ve been breaking down.

    I keep going stroke by stroke, with heavy weights tied to my legs. How long can I resist like this? Today after my run, I started feeling pain in my left calf. I really didn’t need that. I’ve been in a good training phase lately, everything going well, and now this shows up. I hope it’s just temporary. Training matters a lot to me. Consistency matters. I want at least one thing in my life right now to keep standing strong.

    Today was my mom’s birthday. I bought her a cake—chocolate and mascarpone cream. I’m happy I did that. I owe a lot to my family, even if I struggle to show it. I often respond with bitterness and take things too personally. I know I’m wrong. But when you no longer know who you are, even small things make you irritable. Still, making her happy with that cake meant something to me.

    She asked if we could eat pizza together for her birthday, and I said no. My eating disorder, my fear of “cheating,” won today. I know this probably hurt her. I know a pizza wouldn’t ruin my body—but I’m scared. I’m obsessed with how I look, terrified of undoing everything I’ve built. I know this approach is wrong, and I feel guilty. I promised myself I would eat with my family during celebrations, but today I couldn’t. I’ll try to be present at the table anyway, to show my presence even if my mind is elsewhere.

    My thoughts today are dark—anger toward my job, toward the environment, toward people I don’t feel aligned with. My mind jumps between that and the urge to just leave everything behind and go as far away as possible. I want to explore. I need to see what’s outside this small bubble I’ve built. I need to find myself.

    I want to spend more time in nature, walking alone in the mountains, in silence. I want to meditate on who I am and find answers to this inner pain. I need to find myself—for me, and for the child inside me who keeps trying to guide me toward the path I’m meant to take. Maybe I should listen to that voice more, instead of suppressing it with fear-filled thoughts.

    I wish you a good evening, dear readers.
    See you tomorrow.
    To a better day.