-Lentezza, a tratti noiosa a tratti doverosa. Imparando, a vivere in maniera più lenta e meno frenetica.-
Buon pomeriggio, cari lettori, e buona domenica.
Oggi risveglio sorprendente, con un peso di 81,15 kg, riscontrando così una perdita di 0,45 kg in questa settimana. Sono molto contento di come sta procedendo il mio percorso con la corsa e con l’alimentazione. Ieri ho dedicato la serata a mio fratello e ho preso sonno verso l’1:30, di conseguenza questa mattina la sveglia è stata alle 7:45.
È stato un bel risveglio, una domenica iniziata nel modo giusto. Un bicchiere di acqua calda, una buona meditazione e una brezza tagliente che entrava dalla finestra aperta in camera. Nulla di meglio per iniziare un doveroso giorno di riposo. Sì, avete capito bene: oggi è giorno di riposo.
Ho fatto una bella colazione, una buona tazza di caffè doppio con latte di mandorla e un sorriso in faccia. Ed è così che dovrebbero iniziare tutte le giornate: vive, felici e lente. Senza la foga di dover fare più cose possibili e occupare ogni singolo secondo della nostra vita. Con la capacità di prenderci del tempo per noi, riflettere, capirci e prendere atto di chi siamo.
Ho letto le raccolte dei pensieri di Marco Aurelio, ho fatto journaling e poi mi sono disteso sul divano, nel nulla totale, semplicemente a rilassarmi senza pensare a nulla. Sì, nonostante io sia spesso tormentato dall’idea di sprecare la mia vita se non faccio nulla di produttivo, oggi l’ho presa alla leggera.
Sono andato in palestra a fare un’ora di cyclette, ma molto easy, giusto per sudare un po’ e sentirmi vivo. Esatto: sentirmi vivo. Perché è questo che lo sport mi fa sentire. Vivo. Mi fa rendere conto che sono sano e che mi sveglio ogni mattina con la possibilità di essere e fare ciò che desidero davvero.
Ho fissato la data della mia prima maratona: 26 aprile, Padova. Sono un po’ teso, ma fiducioso. Tre ore: il tempo che vorrei battere. Una sfida contro me stesso che, a dirla tutta, mi tocca fino a un certo punto, perché corro principalmente per piacere e per bisogno. Ma a volte è bello mettersi in gioco e darsi obiettivi ambiziosi. Questo lo è, soprattutto considerando che la maratona sotto le 3 ore era un obiettivo per il 2026.
Oggi ho anche finalizzato i miei due profili social, sui quali voglio iniziare davvero a postare. Sì, avete capito bene: voglio farlo sul serio e smettere di procrastinare. È da troppo tempo che lo rimando. Ho diviso i profili in base a ciò che voglio comunicare: uno legato a me, alle mie corse, al mio atteggiamento e alle mie esperienze di vita; il secondo dedicato esclusivamente alla divulgazione di immagini e video legati alla fotografia di strada, come un diario di emozioni impresse su pellicola.
Sono molto contento di ciò che voglio creare. Unire sport, moda e fotografia è ciò che amo. Voglio farne un lavoro, vivere di ciò che amo, secondo le mie scelte e possibilità, rendendo conto solo a me stesso. Sono molto felice delle decisioni che sto prendendo.
Oggi ho deciso anche di deliziarmi con due fette biscottate e una crema alla nocciola. È stato bellissimo, e soprattutto molto gratificante. Mettere tutte le mie energie durante la settimana per allenarmi duramente e mangiare in modo equilibrato mi fa apprezzare ancora di più questi piccoli momenti di libertà. Nocciolata, granola, miele: il mio comfort food. Insieme, ovviamente, a sfogliati francesi e a una buona tazza di specialty coffee.
Sto imparando ad apprezzare queste piccole cose, invece di sfogare le mie ansie nel cibo spazzatura che, all’apparenza, sembra gratificante ma poi non lo è affatto. Preferisco godermi del cibo vero, dei buoni dolci e una bella ciotola di ramen. Nulla di più e nulla di meno.
Forse potete prendermi per pazzo o per strano, ma per me del pane con la crema di nocciole o una bowl di yogurt con granola, miele e burro di arachidi valgono più di mille altri cibi. Sono queste piccole cose, a cui spesso non diamo importanza, che per me hanno un grande valore. Quando mi concedo questo cibo, il mio umore è puro, felice e rilassato.
In questi 33 giorni ho capito molte cose. Sto cercando di comprendere meglio me stesso e di creare il mio destino, ma una delle lezioni più importanti è stata imparare a vivere tutto con più serenità, senza vedere il cibo come veleno o come sgarro. Vivermela così mi danneggia e basta.
Sto imparando a vivere più lentamente, a condizionare i miei pensieri in modo positivo e a sostituire quelli negativi con impulsi sani. Ci sono ancora momenti in cui vedo il cibo solo come numeri e non come esperienza, e mi faccio mille paranoie, ma piano piano, al mio ritmo, sto cambiando.
È già un grande passo non interpretare più il cibo come veleno, non usarlo più come arma contro la depressione o la tristezza e trovare un equilibrio prediligendo cibo vero e non spazzatura. Sto iniziando a mangiare in modo più sostenibile, scegliendo alimenti a km zero, pane fresco invece di quello confezionato e riducendo il cibo processato. Non è una fissazione, ma una questione di etica e sostenibilità. Inoltre, il semplice fatto di andare in panificio o al mercato mi rende felice: mi permette di interagire con le persone e scegliere consapevolmente ciò che mangio.
Sono fiero di come sta andando il mio percorso. Ho ancora molto da migliorare, ma negli ultimi 30 giorni ho imparato più che negli ultimi due anni. Sto imparando ad analizzare la mia mente e i miei pensieri con più chiarezza, cercando il mio io più profondo attraverso la meditazione.
Certo, non tutti i giorni sono stato al 100%. Ho avuto momenti di tristezza, malinconia, stress e nervosismo, fino ad avere problemi di digestione. Ma ora voglio concentrarmi solo su adesso. Oggi sto bene, e voglio pensare solo a oggi. Il passato non esiste più e il futuro deve ancora crearsi. Allora perché rimuginare su ciò che è stato o immaginare ciò che verrà, se l’unico momento reale è l’ora?
Ora vi saluto, cari lettori. Vado a celebrare il compleanno di mio fratello: è tempo di passare la serata con la mia famiglia.
Buona domenica !