-Tanti km sulle gambe, sveglia presto e dialogo interiore.-

Buonasera, cari lettori.
Oggi scrivo con un po’ di ritardo rispetto al solito e questa sarà una riflessione breve sulla giornata.

Come sempre, sveglia presto alle 4:30. La solita routine che ormai mi accompagna da 35 giorni: tazza di acqua calda, scrittura e 15 minuti di meditazione. Oggi mi sento molto stanco, sono arrivato a fine giornata davvero esausto. Forse per la sveglia che suona in piena notte, o forse semplicemente perché ho corso 16 km e ora la stanchezza e la debolezza si fanno sentire.

Nonostante il turno di lavoro 6–14, sto cercando di farmi piacere le ore che passo lì, e devo ammettere che ultimamente il tempo scorre più veloce del solito. Sarà merito dell’autocontrollo che sto esercitando su me stesso, o forse del fatto che mi ci sto abituando, ma sono contento di non stare più male come nelle scorse settimane. Ricordo bene quando mi svegliavo ansioso e andavo a dormire con un nervoso addosso che mi faceva sentire davvero provato nei confronti della vita che stavo conducendo. Non facevo altro che piangermi addosso, lamentarmi e reagire con astio e sofferenza a qualsiasi cosa mi venisse detta.

Ora le cose stanno procedendo leggermente meglio. Riesco a trovare anche le minime cose belle in mezzo a un mare di aspetti che non vanno e che vorrei cambiare. Sto cercando di farmi andare bene tutto, senza giudicare, ma prendendone semplicemente atto.

Forse è anche il fatto di essermi posto l’obiettivo della maratona che mi spinge a essere motivato e presente in ogni allenamento che porto a termine. Sto amando la disciplina della corsa. Adoro muovermi, spostarmi, respirare e stare in tranquillità tra me e i miei pensieri. Ho smesso di portare il telefono con me: niente musica, niente distrazioni. Solo io e me stesso. Io, i miei pensieri, le perplessità e gli sbalzi di umore.

Voglio correre. Correre lontano, in montagna. Ho l’obiettivo personale di chiudere la maratona in 3 ore, e so che ce la farò. Dopo la maratona ho deciso che mi dedicherò alle ultra. Voglio gareggiare in competizioni di lunga distanza, in montagna. Anche solo guardare video di queste corse, vedere la fatica delle persone e la soddisfazione sui loro volti, mi mette la pelle d’oca. Sento i brividi. Sento qualcosa dentro di me che si muove, che mi dà una sensazione di adrenalina e gioia.

Io voglio diventare un ultra trail runner. Voglio partecipare alle gare più importanti e dare il meglio di me stesso. Non si tratta di competitività o di sfidare gli altri, ma di una competizione sana con me stesso, di stare bene con ciò che sono. Correre, e correre lontano, mi fa sentire vivo. Vivo nel muovere il mio corpo in mezzo alla natura, insieme ad altre persone che condividono questa stessa passione.

Voglio viaggiare, correre e creare contenuti legati a ciò che amo.
Io ci credo. Io ci riuscirò.