-Ordine e sensazione di vuoto.-

Buonasera cari lettori, come state ?

Oggi è stata una giornata chill, ho lavorato questa mattina in grossa attesa dell’arrivo della mia nuova macchina fotografica. Ed è così che annuncio l’arrivo della mia nuova fujifilm x100vi.

Son super gasato di imparare ad usarla e creare nuovi video, ma sopratutto questa sarà la mia everyday cam che porterò sempre con me, ovunque.

Sveglia presto, 8 ore di lavoro. Capisco di essere più nervoso del solito, la fame aumenta, sento pressione, vorrei mangiare già il pranzo alle 10 di mattina. Capisco bene quando c’è qualcosa che non va in me. Mi prende una fitta di fame allo stomaco incontrollata. Ebbene si, devo convivere con questa condanna.

Oggi pomeriggio mi son rilassato, ho scartato la macchina fotografica e ho deciso di fare una cosa che non facevo da tempo.

Ordine.

Ho investito 2 ore del mio tempo a fare ordine della mia camera. Erano mesi che procrastinavo questo compito, ma avevo bisogno di sistemare e svuotare le cose. Si, non si tratta solo di ordine dell’ambiente ma ordine mentale. Il poter lavorare alla scrivania senza distrazioni e sentire una sensazione di calma e pulito. Son dell’idea che per lavorare bene abbiamo bisogno di un ambiente sano e pulito, non circondati da cianfrusaglie e oggetti insignificanti sopra la nostra scrivania. Ho ordinato tutto, dai mobili, ai cassetti agli armadi dei vestiti. Ne sentivo proprio necessità, veniva da dentro.

Pomeriggio trascorso così, tra pulizia, ordine e curiosità verso il nuovo acquisto. Questo sarà il mio mezzo da battaglia per la costruzione della mia carriera e vocazione più grande, il Matteo artista. A volte ripenso agli anni passati, di quando ero piccolo. Di quanto odiassi scrivere, leggere e essere una persona creativa. Era una condanna per me, se solo qualcuno mi avesse parlato di arte, scrittura solo al pensiero mi nauseava.

Ed, ora mi guardo e penso, tra me e me, di quanto io sia emotivamente e mentalmente coinvolto in tutto ciò che una volta odiavo. Amo scrivere, documentare, fotografare e amo il design. Per me, la vita è arte. Osservare, capire e comporre. Immortalare, condividere e godere di lavori fatti.

La mia vita è cambiata radicalmente nel giro di anni, e ad essere sincero anche troppo. Ho subito un sacco di mutazioni nel corso della mia adolescenza, ed ora mi trovo a gestire grossi cambi. Negli ultimi 3 anni, ho cambiato costantemente la mie credenze, passando dal voler essere un investitore, al diventare un fitness influencer, al filmmaker al fotografo. Ma mai, come ora, sento una vocazione così forte che mi chiama, sull’essere un artista. Un fotografo. Un viaggiatore. Un curioso che cerca di catturare ricordi e scene di vita tramite una fotocamera. Son immensamente grato di questa versione nuova di me stesso. Ad oggi posso dire che sia la versione di cui sento appartenere di più tra le varie.

Io voglio metterci tutto me stesso per perseguire questa vocazione. Poter diventare un fotografo, storyteller e regista a tempo piena. Amo tutto ciò.

Oggi pomeriggio son andato in palestra dopo tanto tempo, è stato liberatorio. Ogni tanto mi fa bene staccare dalla corsa e concedermi del meritato riposo.

Ma, son stato colpito da un senso di vuoto abissale. Come se stessi sprofondando in una buca infinita, senza fondo. Costantemente in volo verso un qualcosa senza fine. Angoscia, ansia, tristezza, delusione. Pervaso da queste sensazioni, come una coperta che mi avvolge, e un cappio che stringe, mi sento soffocare da codeste emozioni. E cerco, cerco la via di scampo, trovando una scala per risalire. E’ dura, molto. Quando vengo pervaso da tutto ciò divento apatico con chiunque mi stia accanto. Perché ? A cosa cerco di scappare ? Son finzione o realtà tutto ciò che provo.

Devo trovare la forza per spezzare questa resistenza che mi rende un procrastinatore seriale. Ultimamente ho ripreso a usare parecchio il telefono, trascurando le mie vocazioni. La resistenza sta dominando e io sto perdendo. Ma cosa mi separa dalla mia vocazione alla realizzazione ? La resistenza.

La devo battere.