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-13km, giornata lenta, tanta pratica.-
Buonasera cari lettori, come va ? Io oggi bene, e stasera non avrò molto da raccontarvi.
Stamattina mi son alzato alle 6:30, rilassato e rigenerato. Mi son goduto la colazione, la solita. Fette biscottate, yogurt e banana. Che dire, ormai è parte essenziale della mia morning routine.
Ho aperto la finestra, luce. Le giornate iniziano ad allungarsi, questa cosa mi rende gioioso. Lettura, scrittura e ordine. Questo è ciò che più mi rende felice all’inizio di ogni giornata per sentirmi più produttivo.
Spesa, panificio, camminata all’aria aperta e si inizia. Dalle 10 fino a tardo pomeriggio mi son concentrato a studiare e apprendere le nozioni per usare la nuova fotocamera. Ci ho dato dentro. No distrazioni, soltanto una meritata pausa pranzo con del buon pane fresco e uova e si riparte. Video su video, dai settaggi alle funzioni che ha, e più vado avanti a capirne qualcosa più divento curioso.
Finisco, ore 17. Decido di andare a correre. Son felice. Il mio animo è tranquillo e ho appena concluso 13km neanche sentirli. Cena, mi riposo in letto, scrivo e mi concedo una buona tisana.
Domani è giunto il momento di iniziare a fare pratica in campo. Venezia, sarà la mia fonte primordiale per fare pratica. A me e te.
A domani.
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-Ordine e sensazione di vuoto.-
Buonasera cari lettori, come state ?
Oggi è stata una giornata chill, ho lavorato questa mattina in grossa attesa dell’arrivo della mia nuova macchina fotografica. Ed è così che annuncio l’arrivo della mia nuova fujifilm x100vi.
Son super gasato di imparare ad usarla e creare nuovi video, ma sopratutto questa sarà la mia everyday cam che porterò sempre con me, ovunque.
Sveglia presto, 8 ore di lavoro. Capisco di essere più nervoso del solito, la fame aumenta, sento pressione, vorrei mangiare già il pranzo alle 10 di mattina. Capisco bene quando c’è qualcosa che non va in me. Mi prende una fitta di fame allo stomaco incontrollata. Ebbene si, devo convivere con questa condanna.
Oggi pomeriggio mi son rilassato, ho scartato la macchina fotografica e ho deciso di fare una cosa che non facevo da tempo.
Ordine.
Ho investito 2 ore del mio tempo a fare ordine della mia camera. Erano mesi che procrastinavo questo compito, ma avevo bisogno di sistemare e svuotare le cose. Si, non si tratta solo di ordine dell’ambiente ma ordine mentale. Il poter lavorare alla scrivania senza distrazioni e sentire una sensazione di calma e pulito. Son dell’idea che per lavorare bene abbiamo bisogno di un ambiente sano e pulito, non circondati da cianfrusaglie e oggetti insignificanti sopra la nostra scrivania. Ho ordinato tutto, dai mobili, ai cassetti agli armadi dei vestiti. Ne sentivo proprio necessità, veniva da dentro.
Pomeriggio trascorso così, tra pulizia, ordine e curiosità verso il nuovo acquisto. Questo sarà il mio mezzo da battaglia per la costruzione della mia carriera e vocazione più grande, il Matteo artista. A volte ripenso agli anni passati, di quando ero piccolo. Di quanto odiassi scrivere, leggere e essere una persona creativa. Era una condanna per me, se solo qualcuno mi avesse parlato di arte, scrittura solo al pensiero mi nauseava.
Ed, ora mi guardo e penso, tra me e me, di quanto io sia emotivamente e mentalmente coinvolto in tutto ciò che una volta odiavo. Amo scrivere, documentare, fotografare e amo il design. Per me, la vita è arte. Osservare, capire e comporre. Immortalare, condividere e godere di lavori fatti.
La mia vita è cambiata radicalmente nel giro di anni, e ad essere sincero anche troppo. Ho subito un sacco di mutazioni nel corso della mia adolescenza, ed ora mi trovo a gestire grossi cambi. Negli ultimi 3 anni, ho cambiato costantemente la mie credenze, passando dal voler essere un investitore, al diventare un fitness influencer, al filmmaker al fotografo. Ma mai, come ora, sento una vocazione così forte che mi chiama, sull’essere un artista. Un fotografo. Un viaggiatore. Un curioso che cerca di catturare ricordi e scene di vita tramite una fotocamera. Son immensamente grato di questa versione nuova di me stesso. Ad oggi posso dire che sia la versione di cui sento appartenere di più tra le varie.
Io voglio metterci tutto me stesso per perseguire questa vocazione. Poter diventare un fotografo, storyteller e regista a tempo piena. Amo tutto ciò.
Oggi pomeriggio son andato in palestra dopo tanto tempo, è stato liberatorio. Ogni tanto mi fa bene staccare dalla corsa e concedermi del meritato riposo.
Ma, son stato colpito da un senso di vuoto abissale. Come se stessi sprofondando in una buca infinita, senza fondo. Costantemente in volo verso un qualcosa senza fine. Angoscia, ansia, tristezza, delusione. Pervaso da queste sensazioni, come una coperta che mi avvolge, e un cappio che stringe, mi sento soffocare da codeste emozioni. E cerco, cerco la via di scampo, trovando una scala per risalire. E’ dura, molto. Quando vengo pervaso da tutto ciò divento apatico con chiunque mi stia accanto. Perché ? A cosa cerco di scappare ? Son finzione o realtà tutto ciò che provo.
Devo trovare la forza per spezzare questa resistenza che mi rende un procrastinatore seriale. Ultimamente ho ripreso a usare parecchio il telefono, trascurando le mie vocazioni. La resistenza sta dominando e io sto perdendo. Ma cosa mi separa dalla mia vocazione alla realizzazione ? La resistenza.
La devo battere.
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-Una long easy run, addestramento lavorativo e un meritato panino.-
Buonasera cari lettori, oggi sarò breve.
Un ottimo inizio di giornata. Pane, yogurt greco, banana e burro di arachidi. Cosa chiedere di più.
Oggi sul menù 24km ritmo lento, le mie gambe sfrecciavano, come fulmini. Il mio respiro sotto controllo, un buon battito e un meritato stop nel panificio di fiducia per fare rifornimento. Amo, letteralmente, amo il profumo del pane caldo. Ma sopratutto ciò che mi rende felice è il rapporto che si sviluppa con le persone che conosci. Son immensamente grato a chi lavora nel panificio, a cui ogni volta mi trattano con gioia e simpatia. E ovviamente, mi deliziano di buon pane.
Pranzo, doccia e via a lavoro. Sebbene le mie aspettative lavorative siano sotto terra, e la voglia di addestrarmi sia altamente in discussione, ma non perché sia un buon annulla, ma perché mancano gli stimoli necessari all’interno del luogo in cui lavoro. Il clima non è sano, la gente è invidiosa e son tutti pronti a pugnalarti le spalle. Da parte dell’azienda vieni trattato male, non ti viene riconosciuto nulla. E noi sopportiamo.
Ma oggi, ho colto con gioia il fatto di addestrarmi. Forse perché ero da solo e non c’era confusione, ed esterno da occhi indiscreti. Ho apprezzato l’addestramento fatto con il mio capoturno. E’ davvero una brava persona. E’ riuscito a farmi piacere ciò che stavo facendo, riaccendendo in me una piccola fiamma di voglia di imparare. Nonostante il settore non sia il mio, e benché questa vita non mi appartiene.
Ma, per la prima volta dopo tanto ho veramente apprezzato il capire cose nuove, l’essere curioso per qualcosa di cui io non sia minimamente interessato. Il tempo scorreva, la conversazione fluiva e la curiosità si faceva spazio.
Stasera a cena, come simbolo di gratitudine per l’ottimo allenamento svolto, mi son voluto premiare. Due fette di pane caldo, con formaggio alle erba, verdure grigliate e roast beef. Il mio amore per il roast beef è qualcosa che va al di fuori del normale. Una dei cibi che apprezzo di più nonostante io non sia fun della carne ma prediliga il pesce e derivati.
Grato per questa giornata, immensamente grato e fiero del mio lavoro e dell’ottima corsa svolta. Sto apprezzando a pieno la preparazione alla maratona e ciò mi rende felice. Corro senza pensieri e pressione, godendomi ogni singolo km dal primo all’ultimo.
Fisicamente sto una bomba, mangio bene, dormo bene e mi delizio ogni tanto di buon cibo. Ramen, cibo locale e bevande locali. Son molto felice di aver superato la mia fase di abbuffate e binge eating. Sto imparando a mangiare per godermi le cose e non solo per riempire lo stomaco a sfinimento soltanto per stress e nervoso.
A domani cari lettori, eccitato in attesa dell’arrivo della macchina fotografica. Non vedo l’ora!
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-Tempo run, sole e un ottimo ramen.-
E si conclude così, questa settimana piena di angosce e paranoie ma anche gioie.
Ho ripreso la mia routine, certo non al 100%, ma l’ho ripresa. Stamattina mo meditato, letto, scritto e son andato a lavoro. Il tempo è volato, anche se sento sempre una sensazione di pesce in una bolla di vetro.
Sto solo aspettando il momento di saltare fuori.
Oggi avevo le gambe indolenzite, preoccupato ma entusiasta di correre. Avevo bisogno di correre forte, sfogarmi e passare del tempo con me stesso. Che dire, ottimo allenamento portato a termine, le scarpe nuove spingono veramente tanto.
Ho iniziato a correre al parco, girarci attorno. Per molti può sembrare noioso, ma io sto veramente amando questa cosa. Mi sento libero, il mio animo si tranquillizza e corro, senza meta e giro, giro e giro senza pensieri. Dove tutto prende un senso, tra me e il mio respiro, e le mie gambe che vanno, come un treno a piena velocità.
Post corsa, gambe leggere, fisico felice e animo buono. La sensazione che ti da la corsa appena finisci e porti a termine i tuoi obiettivi é impagabile. Mi sento bene, ho scaricato tutta la tensione che avevo addosso, e ora e tempo di una cosa sola.
Ora, ci godiamo un bel ramen in compagnia. Che dire, io non sono una persona da grandi pretese, ma il ramen è il mio comfort food. Quel cibo che mi da felicità, che mi rende grato di ciò che ho e mi riscalda il cuore. Ne avevo proprio bisogno, son felice e provo molta gratitudine.
Domani 26km, son contento e non vedo l’ora. Poco più di un mese, il tempo che separa me dalla mia prima maratona. Son un po nervoso ma felice allo stesso tempo. La preparazione sta andando a gonfie vele, io mi godo tutti gli allenamenti e amo correre. Ci siamo, siamo carichi e pronti a prenderci tutto.
Ora, ci godiamo la cena e l’ottima compagnia di un amico, mentre assaporiamo un buon ramen avvolto da una conversazione intrigante.
A domani cari lettori.
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-Stanchezza, overtraning, telefono e shopping pazzo.-
Buonasera cari lettori, oggi la giornata è di poche parole.
Un buon risveglio, una corsa forzata con dolori qua e la, niente meditazione solita routine. La stanchezza si fa viva, la procrastinazione all’ordine del giorno e null’altro.
Sento particolare tensione ad andare a lavoro, mi sta pensando assai. Odio il non far nulla, e spendere il mio tempo in cose che non mi appagano.
Ho bisogno di stimoli, di aria nuova, di persone che rafforzano il mio cerchio. Io ho estremamente bisogno di persone che stanno affianco a me con cui condividere passioni. Amo fotografare, è un dato di fatto. Sarà una di quelle cose che mi accompagnerà nella mia vita.
Voglio farne il mio lavoro, la mia ragione per cui voglio svegliarmi la mattina e essere felice di fare ciò che amo.
Creare, viaggiare e fotografare.
Nient’altro.
Padrone di me stesso, preservando la mia felicità e il mio IO interiore. Vivendo una vita degna di essere ricordata e vissuta, facendo ciò che amo, con le mie mani. Sarà dura, si. Ma il passo più difficile che devo superare è iniziare.
Devo iniziare ad agire, non parlare e basta. Che cazzo parlo a fare, devo agire!
Ho comprato una nuova macchina fotografica, sono eccitato. Mi serviva? Ecco, forse no. Ma una cosa devo dirvi. Non ho vizi, non fumo, non bevo e non vado a feste. Non ho macchina, casa, mutuo e finanziamenti. Ho 24 anni, se non lo faccio ora. Sto investendo su qualcosa che mi serve per lavorare. Per crearmi qualcosa di mio. Si, non è necessario avere una macchina nuova, ma se mi aiuterà a perseguire i miei sogni e ad abbattere la paura del postare ne sarò grato.
E’ stata una bella spesa certo, ma una è la vita. Ho sudato anni di lavoro, ho accumulato e speso soltanto nell’ultimo anno. Son mega eccitato di scattare con la nuova macchina. E’ da mesi che ho la sony e non ho mai postato, sarà ora il momento buono ?
Io credo nelle mie potenzialità, so cosa voglio. So chi voglio essere, e cosa voglio fare. Sogno una città dove vivere, ho la pelle d’oca ogni volta che ne parlo. Ne sono innamorato. Mi brontola lo stomaco solo a pensarci.
Parigi.
Ti amo Parigi.
Ti vedo, ti sogno ti desidero. Arriverò, è una promessa.