• Day 74/75 – 36km

    -Long run, pane alla frutta e chilling.-

    Buon pomeriggio cari lettori, come state ?

    Oggi il cielo è nuvoloso, la temperatura è ottima e mi son svegliato molto rilassato. 8 ore di sonno, sleep score di 99, vogliamo dirlo ? Ottimo.

    Sveglia alle 6.30am, colazione con fette biscottate, yogurt, banana e burro di arachidi. Ormai è la mia preferita e per nessun altra cosa al mondo la cambierei.

    Un pò di ansia pervade il mio corpo, non capisco se si tratta di ansia dovuta al fatto che mi sento perso o del fatto che sto per correre 36km. Avete capito bene, 36km. Mangio, medito e scrivo per scaricare un pò di tensione.

    Mi metto sul divano, attendo, attendo e attendo che la digestione faccia il suo dovere. Mi preparo, 4 gel e una borraccia con sali, sono pronto sto per partire.

    Scendo le scale, il cuore inizia a battere, e ci prepariamo. Guardo dritto verso il sole, tiro due respiri profondi e avvio il garmin.

    Ora non si torna più indietro. Ci siamo dentro del tutto.

    Inizio a correre, non percepisco fatica ma paura, paura di una distanza a me sconosciuta, ma fa nulla, io continuo a correre. I battiti salgono, anche senza percepire fatica effettiva. Questo vuol dire solo una cosa, ansia da prestazione.

    Mi guardo dentro me stesso, respiro e mi dico di quanto io sia forte, e continuo a ripetermi : “mind over body”. Me lo ripeto per un centinaio di volte. Il respiro piano piano inizia a calmarmi, il battito si stabilisce e inizio a trovare il mio flow.

    Non ho musica, non ho nessuno. Son le 8:45 e son appena entrato nel parco, in cui correrò per altri 30km al suo interno. La mia mente è forgiata a livelli altissimi, a tal punto da correre un percorso di 3.5km per 9 volte. Sono forte, lo percepisco.

    Guardo l’orologio, segna 7km, abbiamo appena percorso 1 giro del parco. Bene, ne mancano altri 8.

    Corro, corro, mi faccio accarezzare dall’aria fresca e continuo il mio giro. Corro guardando la laguna di Venezia, il rumore dell’acqua salmastra e il profumo di sale. Mi godo ogni singolo momento, e capisco di quanto io debba essere grato, non solo di poter correre ma di vivere una vita che molti altri sognano.

    Ci soffermiamo sempre a lamentarci di quanto schifosa sia la nostra vita, delle cose che vogliamo cambiare, e delle disgrazie che ci capitano. Ma non ci fermiamo mai un minuto, a renderci conto che la vita che stiamo vivendo molte persone la desiderano più di ogni altra cosa.

    Siamo degli stolti, ingrati delle cose che abbiamo, e consumisti. Vogliamo sempre di più, di più e di più. Ora mentre scrivo, voglio prendermi un minuto per esprimere la gratitudine che provo per questa vita magnifica che sto vivendo.

    Sono grato, per vivere, per correre e per avere la possibilità di decidere cosa voglio fare. Eternamente grato.

    Continuo a correre, i pensieri che mi pervadono son principalmente basati sulle ultime righe che vi ho riportato. 2 ore e 50 minuti la corsa di oggi, di cui 2 ore e 30 minuti passate a interrogarmi sulla mia vita. Ponendomi dubbi, senzazioni e desideri che voglio raggiungere.

    Vago, tra pensieri positivi e negativi. Mi punisco, di come a volte spreco il mio tempo in gratificazioni momentanee di poca importanza, e di come la resistenza si abbatte su me stesso. Mi fa pressione, e la sento. Ultimamente sta cercando di colpirmi anche mentre dormo, e questa cosa è assai frustrante. Lasciamo dormire in pace dannazione.

    Invece no, mi colpisce anche la.

    Guardo l’orologio, siamo a metà. Inizio a consumare il mio carburante, i miei gel. Mi sento carico, le gambe vanno e la testa è presente. Soltanto che la mia ansia sale, non a causa della corsa, ma del fatto che ho inveito contro chi cammina con le racchette al parco.

    Ciò mi crea frustrazione. So bene che dovrei lasciar stare queste situazioni inutili, ma a volte esplodo. faccio ancora fatica a evitare queste cose, e molto spesso mi ritrovo ad agire con impulsività e rabbia. Devo imparare ad agire con calma e indifferenza.

    Siamo a ridosso dell’ultimo blocco di corsa di 11km a 4:30, son contento. Son felice che ci stiamo avvicinando alla fine. Il traguardo è dietro l’angolo. Procedo con lucidità, km dopo km senza accorgermene.

    Manca sempre meno, e i miei pensieri costanti si riducono a uno solo. Cosa compro al panificio oggi ? Potrà suonare strano ma per me comprare il pane fresco al sabato è un rituale che difficilmente riesco a farne a meno. Pane di montagna, pane con la frutta e una focaccia per mio fratello.

    Ahhhhhhhh ci siamo, compro il pane e percorro l’ultimo km. Sento il sale in faccia, la sete si fa sentire e il profumo del pane caldo mi motiva a correre. 36km portati a casa con facilità. Sto bene, le gambe son leggermente indolenzite ma nulla di eclatante, e mentalmente sto una favola.

    Salgo le scale, soddisfatto. Mi cambio, mi lavo e mi distendo in divano. Riposo, meritato riposo. Attendo un po, ed è ora del pranzo. Come ve lo posso spiegare, che per me il pane fresco con avocado, formaggio alle erbe e salmone sono il mio comfort food. Ed è proprio così che decido di pranzare. Una sorta di premio, di privilegio per ringraziare il mio corpo e la mia mente dello sforzo sostenuto.

    Mangio con gratitudine, mi assaporo il salmone, e il formaggio spalmabile. Dio mio, quanto è dannatamente buono. Lo divoro così velocemente che neanche me ne accorgo. La fame è tanta, devo reintegrare. Ma, aspettate, c’è il panfrutto. Me ne taglio una fettina, e procedo a mangiarla. Albicocca, noci, uvetta, le mie papille gustative stanno festeggiando. Il mio corpo mi ringrazia e la mia mente si è nutrita a dovere.

    Settimana da 105km, immensamente grato che le mie gambe riescano a sopportare un effort simile. Se solo mi guardo indietro al 13 gennaio, quando decisi di intraprendere questo percorso, sorrido. Sorrido perchè mai avrei pensato che nel giro di 2 mesi sarei riuscito a progredire così in fretta e con così tranquillità. Amo correre, forse è questa la differenza.

    Vedete, il segreto è proprio questo. Fallo con amore. Ama follemente ciò che stai facendo. Ogni fatica, dolore e sofferenza svanisce. Dall’inizio ad ora non ho mai pensato di mollare, ho sempre creduto in me, e nonostante l’obiettivo ambizioso che mi son posto, son sempre stato costante e devoto. Certo, anche io molte volte corro senza voglia, o con stanchezza addosso. Ma è proprio qua che si distingue un amatore da un professionista. Io mi presento ogni giorno, che sia bello o brutto, che sia in forma o meno, ma son sempre qua presente a fare ciò che devo. Non invento scuse, non procrastino ma eseguo.

    Devo usare questo approccio anche nel mio lavoro. Non posso usarlo solo nella corsa, ma devo farlo anche verso la mia carriera. Ho tanti sogni che voglio raggiungere, e la maggior parte delle volte procrastino.

    Ho sconfitto la resistenza nella corsa, ma non ancora nel mio lavoro. Devo riuscirci. Io ti batterò cazzo.

    Ultimamente, i miei pensieri son tutti indirizzati su una cosa sola, Parigi. La sogno, la vivo nella mia mente, e sogno ad occhi aperti il mio futuro lì.

    Io, una corsa mattutina, la mia baguette sotto al braccio e la mia fujifilm al collo. Io, il mio lavoro da fotografo e regista, e il mio appartamento con un terrazzino.

    Sogno, immagino e vivo nella mia testa tutto ciò. Se è vero che per arrivare dove si vuole bisogna manifestare e attrarre, solo dio sa quanto sto manifestando in questo periodo. Passo ore, a scrivere e immaginare quella città. E’ diventata la mia ossessione, qualcosa che non posso fare a meno.

    Da quando son stato la prima volta e l’ho vissuta veramente qualcosa si è acceso dentro di me. Un piccolo punto di luce, che nel corso degli ultimi due anni è diventata un fuoco ardente. Vive dentro di me, si alimenta e non si spegne mai. Ma è li forte che mi sostiene.

    Io vivrò a Parigi, ad ogni costo.

    Son grato di aver ripreso a meditare ed oggi è il giorno 2 in cui re instauro quell’abitudine. Anche oggi 5 minuti, il minimo certo. Ma il giusto per renderla appetibile, e non stancarmi di farlo.

    Oggi pomeriggio uscirò a fare un giro con Thomas, il mio amico. E chi lo sa, magari mi delizierò di qualche pietanza ottima.

    Penso che oggi me lo sia meritato, dopo tale sforzo e traguardo, mi son meritato una buona cena e ovviamente una buona tazza di specialty coffee. Non potete capire di quanto io sia ossessionato dal profumo e dal sapore che ha il caffè. So bene che andrebbe moderato e bevuto con parsimonia, ma è più forte di me. Ogni sorso che faccio, mi rende felice.

    Siamo quasi giunti al giorno finale della challenge, domani sarà il day 75. Da qui si chiuderà il primo capitolo di questo blog, e accoglieremo con amore il prossimo capitolo che ci accompagnerà per un bel periodo.

    Domani farò il resoconto di questi 75 giorni, cosa abbiamo portato a casa e cosa ho imparato, dove ho peccato e dove c’è da migliorare.

    Ora cari lettori, vado a godermi questo bel pomeriggio.

    A domani cari lettori, vi voglio bene.


  • Day 73/75 – Malinconia

    -Consumato, esausto, e con un enorme peso sulle spalle.-

    Buonasera cari lettori, oggi sarò breve.

    Stamattina ottima corsa con variazioni a ritmo gara, doccia e via al mercato. Ho approfittato per portarmi con me la mia nuova macchina per scattare un po di scene quotidiane.

    Adoro scattare e immortalare la spensieratezza e disinvoltura delle persone quando vengono colte da una fotocamera. Le sensazioni che ho quando scatto son ineguagliabili. Avere la macchina in mano, curare i dettagli delle varie situazioni mi rende felice.

    Spesa fatta, uova e cibo fresco, che nutre il mio corpo.

    Stanotte ho avuto un brutto colpo dalla resistenza, è come se mi avesse aperto il cranio e messo dentro la visione peggiore della mia vita. Mi son alzato di colpo alle 5 di mattina, son andato in bagno e frame della mia vita mi sono apparsi.

    Scene di me, che mi piangevo addosso del fatto che non riuscirò mai a raggiungere i miei obiettivi, e del fatto che non sarò mai chi voglio diventare.

    Ciò oggi mi ha reso un po triste, abbattuto e svogliato. Ma son certo di una cosa. Che se ora la resistenza sta agendo in questo modo è perché ha capito che son vicino, vicino a prendermi ciò che mi spetta.

    Oggi ho ripreso a meditare come promesso, 5 minuti per iniziare di nuovo. Meglio 5 che niente. Respiri profondi, e nient’altro. Non forzo nulla, agisco e prendo le cose come vengono.

    Detto ciò, turno 14-22 a lavoro, e ora sono a casa a scrivere, pronto ad andare a dormire per poter affrontare la sessione di corsa più lunga mai fatta. Ebbene si, domani son 36km. Wow, non stento a crederci. Prima volta il vita mia. Darò il meglio di me stesso, promesso. E come ogni corsa lunga, mi delizierò di qualche ricetta post corsa, per celebrare questi traguardi che per me son molto importanti.

    Chiudo questa giornata un po triste, e malinconica. Dove penso sempre a quanto stia in qualche modo sprecando la mia vita, e di quanto mi sento inutile a volte. Ma allo stesso tempo, capisco di quanto son fortunato ad avere ciò che ho, e di quanta gente in questo momento stia desiderando ciò che ho. Quindi ciò mi fa stare meglio e mi fa capire di quanto io debba essere grato di ciò che ho.

    A domani cari lettori.


  • Day 72/75 – Festa del papà.

    -Astio, impulsività e un allenamento con i fiocchi.-

    Buonasera cari lettori. Oggi giornata non nera, ma molto agitata. Mi sa che sia il caso di tornare a meditare. Son giorni che procrastino questa pratica nella mia routine, ma è giunta l’ora. Devo riprendere questa mia buona routine che prima avevo. Posso confermare con certezza, e l’ho provato sulla mia pelle, che quando si interrompe una buona abitudine per più di 2 giorni consecutivi si tende a perderla e procrastinarla se la forza di volontà non è così forte come vogliamo.

    Un pò me ne pento, perché meditare mi aiutava ad iniziare la giornata con meno astio e meno negatività nei pensieri e azioni, e quini riprenderò questa abitudine da domani mattina appena sveglio.

    Si, quando vogliamo rimetterci al lavoro su un abitudine il primo passo è stabilire un giorno e orario preciso. In modo da non aver modo di procrastinarla. Usare un promemoria, preparare già la sera prima la sedia son cose che aiutano. Dai Matteo, da domani riprendi pure questa abitudine.

    Ho deciso che ufficialmente mi prenderò un giorno off alla settimana dove non utilizzerò il cellulare per tutto il giorno. O meglio dire, no social, o attività allo schermo con un impatto ad alto rischio per la mia salute. Si, sebbene credo che i social siano fondamentali per lavorare e farsi conoscere, bisogna saper riconoscere quando se ne sta abusando, e io lo sto facendo.

    Sabato o Domenica sarà il mio giorno off, dove blocco le app, e posso solo ascoltare musica o guardare video su youtube inerenti alla fotografia o podcast.

    Son felice di questa cosa ? Certamente. Voglio usare quel giorno per scattare tutto il giorno con la mia macchina fotografica, magari cambiare location, ecco Trieste ! Sarà la mia prossima meta per scattare e fare video. Mi metterò a studiare un po di scatti e scene.

    Bene, dopo questa piccola riflessione sulle mie abitudini e imposizioni non forzate passiamo a oggi, al vero succo della giornata. Ciò che mi ha turbato e reso una persona non dico cattiva, ma un pò impulsiva e all’ottimo allenamento portato a termine.

    Oggi turno mattutino, 7-15. Non era previsto, ma stamattina ho spalancato gli occhi alle 5:17, per chissà quale motivo. Ma non ne faccio un drama, mi alzo e colgo a pieno quello che la giornata può darmi.

    Mi preparo, vado a lavoro e ascolto musica jazz in macchina. Fuori c’è il sole, si sta benissimo, aria fresca sul mio viso e sorriso stampato. Giornata lavorativa iniziata bene, se non che, giunge voce del fatto che qualcuno mette in giro voci forvianti a mio conto. Cerco sempre di ignorare queste situazioni, certo dentro di me esplodo in un modo che non vorrei, pensando sempre le peggio cose, ma finora ho sempre cercato di mantenere la calma e sorvolare queste dicerie di poco conto. Ma oggi, ho perso la pazienza. Sapere che qualcuno parli costantemente il modo cattivo su di me, e di cose non vere oggi non mi è andata giù.

    Si ho passato mezz’ora a pensare come affrontare questa cosa, se sorvolare il tutto o agire, e oggi ho deciso di agire. Non per il fatto di mostrare la mia forza e prepotenza, ma per ristabilire ordine. Si, potrà sembrare sbagliato, e lo è, lo so bene. Ma a volte va presa iniziativa e cercando nel modo più educato far capire le cose come stanno, e cercare di agire in modo ferreo ma con eleganza. Affrontare queste persone e rimetterle in riga, in modo tale che certi errori non vengano ripetuti.

    Spero che abbia capito che certe cose non vanno fatte, altrimenti amen. Io non ho più intenzione di avere a che fare con certa gente, e se ricapiterà, cosa che son più che sicuro, ho decido che farò finta di nulla. Non darò ancora il privilegio a certe persone di toccare la mia libertà e felicità interiore.

    Prendo e lascio andare, ce la vie. Questa da oggi sarà la mia filosofia, parlatene male di me stesso, ma non mi toccherà più. Minimamente. La mia calma interiore è più importante di queste situazioni inutili.

    In men che non si dica arrivano le 15, torno a casa e penso :”vado ad allenarmi ora o stasera ?” decido così di allenarmi subito e fare una doppia sessione. Decisione migliore non potevo prendere, nonostante oggi la voglia di fare 13km era poca, ho chiuso a mani basse la miglior corsa mai fatta.

    13km, passo 4:55, battiti medi 121bpm. Aria per le mie orecchie, il mio battito basso, il respiro lieve e solo dal naso, le gambe che volano. Sensazione migliore non poteva esserci. Ho finito con il sorriso, veramente. Questa cosa mi ha rallegrato la giornata. E ne sono molto grato.

    2 sessioni chiuse oggi, corsa e pesi. Le gambe son fresche, la mia mente è focus, e non ho dolori. Tutto procede secondo la tabella di marcia, e son molto molto contento. Mi sento carico, super in forma, e con tanto da dare. Un obiettivo si sta avvicinando sempre di più. La maratona.

    Poco più di un mese mi separa dal raggiungimento di questo traguardo, e io son pronto. Carico a prendermi tutto e dare tutto me stesso. Le 3 ore son sempre più realtà. 4:15 al km per 42km, io ci riuscirò. La mia fame è tanta. Mi prenderò tutto, promesso.

    Sabato nel menù 36km, e come al solito me li mangerò in men che non si dica.

    Sto arrivando a una conclusione, del fatto che appena finirò la maratona, certamente continuerò a correre, ma l’allenamento non sarà il focus centrale della mia vita. Voglio poter dare il meglio di me stesso nella mia carriera da artista, e puntare a raggiungere i miei obiettivi artistici e social. La corsa sarà alla base della mia settimana, ma sarà solamente un side.

    Il focus primario post maratona si sposterà sul lavoro. Sul conseguimento e miglioramento del mio lato artistico.

    Inizierà ufficialmente dal 27 aprile, la road to Parigi. Si chiuderà il primo capitolo di questo blog, basato su routine e tante ore di allenamento e sofferenze passare assieme. Sebbene siamo quasi al termine dei 75 giorni, prolungherò questa challenge fino al 26 aprile, giorno in cui esordirò nella mia prima maratona.

    E poi, con molta nostalgia di questi giorni passati assieme, dove mi son messo a nudo davanti a voi, dove ho espresso ogni mia singola emozione e stanchezza, si aprirà lui.

    Paris, j’arrive.

    Capitolo molto importante per me, ma che tengo veramente a cuore.

    Ora vado a godermi la festa del papà, con il mio caro babbo. oggi, l’ho viziato con le paste, son veramente felice di far qualcosa per lui. Zeppole al pistacchio, niente di più.

    A domani cari lettori. buona serata.


  • Day 71/75 – Tutto nella testa

    -19km di tapis roulant, ritorno al lavoro.-

    Buonasera cari lettori, si torna al lavoro.

    Dopo 2 belle giornate passate a scattar fotografie e godermi un finto inizio di primavera, si riprende. 14-22 il turno di oggi. Come potete ben capire sto scrivendo a fine turno, certo avrei potuto farlo questa mattina…ma preferisco fare un resoconto alla fine della giornata, tra me e me, chiuso nella mia camera a riflettere.

    Oggi vento forte, pioggia, non il massimo. Ci avevo sperato negli scorsi giorni, di un ritorno della primavera, ma è stato solo un emerito bleff.

    Sveglia alle 6, colazione, diario, lettura, e mi godo la mattina. Mi vesto, esco.

    Guardo fuori, piove, il vento soffia e l’incertezza sale. 19km da fare, sale l’ansia. Che fare ? Rischiare di non chiudere un allenamento o farlo sul tapis roulant. La scelta mi pare ovvia. Tapis roulant.

    Sebbene correre in palestra possa sembrare una noia mortale, quando i tuoi obiettivi sono forti e fondati e la tua mente è presente al 100%, ho capito che nulla può fermarti.

    Oggi ne ho avuto la prova, 1 ora e 37 minuti su quel cazzo di rullo. No musica, solo il rumore dei mie passi e il sapore di sale sul viso.

    Km dopo km, goccia di sudore dopo l’altra, giungo al termine. Son felice, ho chiuso un ottimo allenamento, a preparazione procede a gonfie vele e sono super in forma. Sto bene, il sonno è perfetto, il mio cibo è qualitativo e son sempre rigenerato. 7/8 ore di sonno, ciò di cui ho bisogno.

    Domani andrò a correre la mattina presto, per poi darmi al mio lavoro, la fotografia. La mia vocazione. E’ tempo di dargli ascolto. Di studiare, fare pratica e mettersi in gioco.

    Resistenza, a me e te. Io ti batterò.


  • Day 70/75 – Fotografia di strada

    -Tra le calli di Venezia, una tazza di caffè americano e un diario pieno di pensieri.-

    E mentre ascolto the girl from Ipanema, decido di scrivere e parlarvi della mia giornata.

    Un dolce risveglio, 6 di mattina. Colazione, dolce colazione. Sempre la solita, accompagnata però da un dolce caffè al caramello con latte di mandorla. Sebbene so che vi avevo detto di limitare la caffeina, amo troppo il caffè.

    Certo, rispetto a prima ne bevo meno, ora soltanto 2 fatti bene al giorno ma veramente bere quella tazza e assaporarne l’aroma mi rende felice la giornata. Attribuisco la felicità a una tazza di caffè, sembrerà strano ma l’aroma che sento e la corposità che percepisco è afrodisiaco. Le mie papille gustative impazziscono e il mio umore diventa felice e rilassato.

    Oggi, fremevo dalla voglia di uscire a Venezia a fotografare e provare la mia nuova macchina fotografica. Ore 8 di mattina, mi vesto. Cappotto nero, mocassini borsa di tela, libro, diario e ovviamente la mia macchina fotografica.

    Prendo il bus, fantastico sul mio futuro da fotografo e director, la mia mente divaga e si mi faccio prendere dai frame che la mia immaginazione produce. Io, Parigi, una croissant e tenuta da corsa. 7 di mattina, Montmartre, corsa verso il Sacro Cuore, il sole splende, la gente inizia a svegliarsi e io torno a casa. Mi vesto, mocassino con calzino bianco, cappotto e t-shirt. Nulla di complicato ma qualcosa di confortevole per me.

    Matcha, colazione e fotocamera al collo. Bicicletta alla mano, e vado a lavoro. Ora gli son innumerevoli le variabili che la mia mente produce mentre penso a questa cosa, da fotografo di strada, a direttore creativo, a regista a content creator, ma il fattore fondamentale resta sempre lo stesso, io a Parigi con una macchina fotografica.

    E sembrerà strano di quanto io sia confuso sul mio futuro ma, la fotocamera è sempre al centro di tutto. Tante combinazioni, ma una variabile.

    Arrivo a Venezia, inizio a preparare la mia guerra creativa, mi accingo a prendere la macchina che si trova sul mio collo, e inizio a scattare. Dio mio, quanto vorrei cancellare le foto che non mi piacciono, ma non lo faccio le lascio la. Scatto, cammino e una cosa fondamentale, osservo.

    La cosa che amo della fotografia di strada, è che mi tiene presente in ogni istante. Il fatto di dover osservare qualsiasi persona, situazione e luce non mi da modo di vagare con la mente e corpo, ma devo essere PRESENTE sulla situazione. Osservare, capire e comporre la mia sinfonia.

    Perché é così che identifico le mie foto, sinfonia. Un connubio di tanti fattori espressi attraverso un immagine. Il poter far capire alla gente cosa ho osservato in quel momento solamente con un immagine mi rende felice.

    Cammino, cammino e scatto. A volte penso a quanto brutti siano certi scatti, ma cerco di non pensarci. Arrivo nel mio bar, fronte canale. Mi siedo su una sedia di legno rivolta verso il sole. Mi faccio travolgere dai suoi raggi, e esprimo gratitudine al sole, di come illumina la persona che sono.

    Son seduto lungo il canale, gambe una sopra l’altra e ordino. Caffè americano grazie. Tazza piena, sole che splende e diario alla mano. Scrivo, prima scrivo di quanto io sia grato e felice della mia vita, delle mie possibilità di scelta e poi inizio a buttar giù pensieri e immagini. Immagino la mia vita parigina, la casa dove vorrei abitare e cosa vorrei fare. Ne escono frasi che rappresentano situazioni e routine, sorrido e penso a quanto tutto ciò un giorno sarà realtà.

    Vedete, sempre più spesso il nostro cervello entra in modalità di overthinking. Passiamo da un pensiero all’altro o ci rattristiamo di quanto indietro siamo nella vita rispetto agli altri, e di come non stiamo facendo nulla per cambiare la nostra vita. Io in primis, sono una di quelle persone la. Devo imparare ad apprezzarmi giorno per giorno, e guardare il mio cammino, senza fare paragoni con altra gente.

    Capisco come, i social son diventata il nostro punto debole. Sebbene, io li consideri la miglior arma a livello lavorativo, perché ti permette di farti conoscere per ciò che posti, come lavori, creazioni e arte. Da un altro lato ci costringono a paragonarci costantemente egli altri. Ciò crea in noi sconforto generale, ansia e tristezza perché ci sentiamo essere inferiori e non realizzati. Voglio veramente imparare a non paragonarmi agli altri. Seguire la mia strada, e basta.

    Oggi ho realizzato e preso coscienza di un altro punto fondamentale. Ho sempre pensato che io dovessi postare per uno scopo ben preciso, o per forza piacere a qualcuno. Ma ciò non ha fatto altro che creare in me ansia, sconforto e debolezza. Noi dobbiamo creare e postare ciò che piace a noi. Mi rendo conto che noi non per forza dobbiamo mostrare o fare qualcosa a uno scopo preciso, ma dobbiamo farlo perché lo amiamo. Postiamo qualcosa perché ci piace il nostro risultato, non per compiacere a qualcuno. Il tal modo lo facessimo, stiamo vendendo la nostra musa. Colei che ci segue e ci protegge quando stiamo facendo ciò che amiamo. Creare con lo scopo di un fine ben preciso è una cosa da meschini. Devi creare e prendere azioni perché hai a cuore ciò che fai.

    E se sto parlando in terza persona, in realtà l’unica persona a cui sto parlando è me stesso. Perché a volte mi rendo conto, anzi la maggior parte delle volte mi rendo conto che cerco sempre di trovare l’approvazione e la compiacenza degli altri verso qualsiasi cosa io faccio.

    Devo farlo perché lo amo. Postare solo ciò che è allineato con me stesso, che più mi rappresenta e seguire la mia vocazione. Devo smetterla di farmi prendere e trascinare dalla resistenza verso gratificazioni apparentemente appaganti ma che non fanno altro che distrarmi dal mio obiettivo principale.

    Lei lo sa, sa come distruggermi, come tenermi impegnato lontano dalla mia vocazione, perché sa bene di cosa io sia capace di fare. E fa di tutto, per cercare di trascinarmi altrove. Lei ci gode a vedermi così. perché sa che sta avendo la meglio.

    Ma io devo essere più forte, combatterla. E non c’è arma migliore che decidere di smettere con le gratificazioni senza senso e prendere azione verso ciò che il nostro cuore vuole.

    Devo seguire la mia vocazione basta, e iniziare. Non inventare scuse inutili per cercar di sviare dalle mie priorità.

    E così tra una cosa e l’altra finisco il mio caffè, scrivo due pagine del diario, leggo e prendo il sole. Son le 10, mi alzo e mi incammino senza meta inseguendo le luci. Si, amo i riflessi, le luci e le geometrie che il sole crea. Cerco di fotografarle in tutte le sue sfaccettature, cerco situazioni di vita comune da immortalare. Tante sono le volte che sbaglio a esporre, che sporco gli scatti, ma poco importa. Come posso pretendere di essere perfetto alla prima uscita ? Ci vuole tempo, e pratica. La costanza un giorno ripagherà, ma non è questo che cerco, non è il compenso. E’ essere grato degli scatti che faccio, e poterli condividere per far percepire le mie prospettive. Questo è ciò che voglio.

    Son le 12, lo stomaco inizia a chiamare con qualche brontolio. E mi siedo nel bus, libro in mano e mi godo il rientro a casa. Il tempo vola, il libro mi prende. Leggo sempre lo stesso libro da 1 mese, perché lo sento mio. Lo sento allineato a me stesso. Finché lo sentirò così continuerò a leggerlo.

    Pane, formaggio morbido alle erbe e frittata con erba cipollina. Questo è il mio comfort food. Non c’è altro da aggiungere. Mi distendo in divano, e stranamente succede una cosa insolita. Prendo sonno, dormo come un bambino innocente avvolto da una coperta. Era da tanto che non succedeva, e non mi è dispiaciuto affatto. Mangio qualcosa, mi riempio lo stomaco e bevo il terzo caffè della giornata. Passano le ore, arriva il tempo di correre. 10km, come non sentirli. Respiro facile, le gambe son fresche e vado, come un soffio di vento. Allenamento portato a termine con successo senza fatica. Gambe presenti, testa pure. Manca sempre meno, alla mia prima maratona. Mi sento pronto. Non vedo l’ora.

    Ora mi accingerò a prepararmi una buona di tazza di tè con melatonina e andrò a dormire come un bambino, pronto ad affrontare una nuova giornata piena di avventure e pensieri, possibilmente positivi.

    A domani cari lettori, è stato un piacere raccontarvi della mia giornata.