• Ep.16 – Boost naturale

    -Ottimo sonno, sole splendente e una buona mattinata.-

    Ore 6:00am, suona la sveglia.

    Mi sento fresco, rigenerato. Come se il pranzo di domenica fosse acqua passata.

    Guardo il garmin, sleep score 100. 8 ore di sonno, hvr basso, e il mio corpo è rigenerato. Mi guardo allo specchio…mi vedo super bene. I miei timori e paranoie riguardo il mega pranzo di domenica son svanite. Aver mangiato tutto quel cibo, ed essermelo goduto a pieno non ha fatto altro che migliorare i miei livelli di cortisolo, riempire le mie scorte di glicogeno che oramai erano vuote, e darmi energia a sufficienza per affrontare gli allenamenti.

    Sono felice di vedermi bene, e son contento di aver iniziato così questa settimana.

    6:20am. Mi preparo il caffè, faccio la mia amata colazione. Leggo, scrivo e mi godo un buon risveglio. Oggi, ho voglia di correre presto. Mi metto le scarpe, e vado. 9km molto easy portati a casa, e come solita tappa : Pane fresco !

    Non posso dire di aver avuto una buona giornata se no ho comprato il pane in panificio. Son veramente grato di avere la possibilità di permettermi di comprare del pane fresco. Immensamente grato.

    Torno a casa, faccio il letto ed è già ora di andare in palestra. Ma prima, decido di ricaricare le mie energie. Oramai snack consolidato nella mia routine di allenamento, due fette di pane bianco, banana e miele. Il giusto bilanciamento di carboidrati, per sostenere i miei allenamenti.

    Dopo più di una settimana che non toccavo i pesi, oggi faccio la mia seconda sessione della settimana. E siamo solo a martedì !

    Spesa veloce, pranzo con pane fresco e uova. Una goduria. Sebbene mi venga sempre rinfacciato il fatto che i miei pasti siano noiosi e ripetitivi, io non trovo nulla di più buon del pane con formaggio spalmabile e una dose di proteine sopra. Chiamatemi noioso, ma io AMO ciò che mangio.

    Preparo la cena da portare a lavoro, il mio snack da godermi con il caffè e si vola a lavoro. Il tempo è passato veloce, mi son goduto questa bella mattinata.

    Son pronto ad affrontare una nuova giornata.

    A domani cari lettori.


  • Ep.15 – Carbo coma

    -Sonno pessimo, stanchezza cronica e ottima ripresa con la corsa.-

    Buon pomeriggio cari lettori.

    Oggi c’è un sole pazzesco, la giornata è perfetta se non fosse che è iniziato tutto non nel migliore dei modi. Ore 10:30pm ieri, prendo sonno. La mia pancia è super piena e faccio fatica a dormire.

    Ieri, mi son abbuffato in maniera poco intelligente. Ho mangiato fette di pane con la nutella alla sera, nonostante fossi già pieno. Chiaro segno di ansia. Lo so bene, e ne sono consapevole di ciò che ho fatto.

    L’unica cosa che mi salva è che il mangiare questo quantitativo di carboidrati ha riempito le mie scorte di glicogeno dopo mesi di deficit pesante e oggi stavo al settimo cielo fisicamente.

    Tralasciando questo episodio, dopo essermi addormentato mi alzo due volte. Una delle quali sento un reflusso molto pesante. Son rimasto sveglio per 1 ora intera, causando così uno scombussolamento al mio risveglio questa mattina.

    Ore 6:00am, mi alzo nonostante la mia sveglia fosse alle 07:30am. Mi alzo, bevo acqua e mi accorgo di avere il frigo vuoto. Riprendo sonno e mi alzo alle 08:00am.

    Faccio la spesa, tutto ancora destabilizzato da una notte poco piacevole. Mi sento drenato, esausto. Torno a casa, faccio colazione e sistemo la spesa. Mi faccio il letto, spalanco la finestra e faccio entrare un pò di aria pulita.

    Nel frattempo, sono in divano a guardare i social e scrollare come un cretino. Attendo 2 ore e mi vesto. Oggi riprendo a correre dopo 1 giorno di fermo post 38km. Avevo proprio bisogno di riposare ieri e godermi quel cibo. Nonostante ho esagerato con le porzioni, ciò mi è servito per ricaricarmi un pò.

    Mi vesto, inizio a correre. Nessun dolore, respiro facile e gambe che vanno. Se da un lato mi son detto parole tutta la mattinata, per non essermi controllato ieri, da un lato son felice che riesco ad allenarmi con estrema facilità e sebbene appena sveglio ero privo di energia, mentre correvo mi son sentito particolarmente energico.

    Finisco di correre, son veramente felice di stare così bene. Di aver recuperato così in fretta dopo 38km di sabato.

    Pranzo, il solito. Pane, sfilacci e verdure. Caffè e relax. Mi pianifico con cura i caffè, ristoranti e musei da vedere a Copenhagen. Ho deciso che non correrò come un dannato per vedere più cose possibili. Ma godermi questa città senza pressione.

    MI godrò dei buoni caffè, visiterò in modo leggero, e andrò alla scoperta della città nel modo più spontaneo possibile.

    Certo, mi son pianificato qualche posto storico da vedere, ma non penso entrerò e farò il turista come ho sempre fatto. Voglio godermi 5 giorni di break. Voglio correre, farmi la spesa, camminare o pedalare lungo le ciclabili, e rilassarmi davanti a un cardamom bun e un ottima tazza di caffè o matcha.

    Nulla di più. questo voglio ed è esattamente ciò di cui ho bisogno.

    Registrerò il mio primo video youtube, creerò contenuti per la mia pagina social e cercherò di fare un pò di connessioni.

    Da oggi inizia ufficialmente la prima settimana di scarico pre maratona. Il lavoro grosso è stato portato a termine con successo. 1 mese e mezzo di preparazione, sudore e focus. Mese e mezzo in cui ho dato tutto me stesso, in cui ho cercato di fare del mio meglio. Ho completato tutti gli allenamenti e i lunghi che dovevo fare. Ho saputo destreggiarmi con grande successo.

    Quel che è fatto è fatto. Ora si scarica, ci si gode gli ultimi allenamenti e si cerca di arrivare pronti il 26 aprile. 42km di pura gioia mi si aspettano in quella data.

    Sarò io, le mie gambe e la strada da percorrere.

    Nulla di più.

    Siamo pronti.

    Oggi, ho fatto giorno di doppio. Nel pomeriggio, son andato a fare una piccola sessione di allenamento in sala pesi. Ora che correrò meno, ho intenzione di ritornare più spesso in palestra. Non solo perché voglio riprendere un pò di volume ma anche per cercare di recuperare e rinforzare le gambe. Chi corre sa bene di quanto sia importante allenare le gambe in palestra.

    Era da più di una settimana che non andavo in sala pesi. Ora che ho concluso l’ultima settimana impegnativa di corsa, cercherò di andare almeno 3 volte di cui 2 volte darò focus alle gambe. Voglio arrivare alla maratona super in forma, e con delle gambe cariche. Pronte a dare tutto. Questa maratona non mi spaventa. Mi sento pronto, e mi prenderò tutto ciò che mi spetta.

    Sarà la mia prima maratona, e il mio obiettivo principale è finirla, e di godermela. Certamente vorrei concluderla con i tempi che mi son prestabilito e sicuramente lo farò, ma in primis devo ricordarmi che devo godermi di più queste cose, e non badare solo al risultato ma anche al processo.

    Nel pomeriggio, ho affrontato una lunga seduta di self talking con me stesso e il mio diario. Era da parecchio tempo che non mi analizzavo così a fondo, e oggi son andato veramente deep.

    La giornata è quasi volta al termine, mi godrò una buona cena assieme alla mia famiglia, mi guarderò un bel film e leggerò qualche pagina del libro iniziato da poco.

    Sebbene, io in questo periodo sto avendo zero voglia di leggere, cerco sempre in qualche modo di non rompere questa abitudine. Leggo anche solo 10 pagine, ma lo faccio. Anche contro voglia. Ho provato sulla mia stessa pelle, cosa vuol dire interrompere un abitudine per più di 2 giorni. Si finisce con il perderla.

    Quindi almeno sul diario, lettura e daily journal cerco di essere costante. Di andare anche contro voglia e farlo. Non importa se poco o tanto, ma farlo. Questo è il giusto approccio.

    Non devo interrompere le mie routine. Rotta 1 volta, rotta 2, rotta per sempre.

    Non c’è nulla di male nel interrompere le abitudini per un giorno, può succedere. Ma l’importante è non farlo per 2 giorni consecutivi.

    Detto ciò, io vi auguro una buona serata. Ora mi concederò un buon film, accompagnato da una buona cena.

    A domani.


  • Ep.13/14 – Pasqua

    -Long run, cena con Thomas e… Pasqua.-

    Buon pomeriggio cari lettori, vi auguro una buona Pasqua e di trascorrerlo con serenità in famiglia.

    Oggi, mi son goduto un buon pranzo assieme alla mia famiglia. ho un pò esagerato, ho mangiato molto ma son felice. Un buon pranzo non rovina tutti i miei progressi, sopratutto dopo una bella corsa portata a termine ieri.

    Ieri non son riuscito a scrivere il mio daily post quindi lo recupero oggi con un breve riassunto.

    Giorno 04/04, sveglia alle 6. Colazione, la solita. Sento un pò il corpo teso, sento la pressione di dover affrontare un 38km con il tendine del femorale dolorante. Attendo 1 ora post colazione, mi preparo i miei gel, la mia borraccia di acqua e sali e siamo pronti.

    Faccio un leggero stretching, sospiro e prego che tutto vada bene, consapevole che ho un leggero dolore. Ma non mi importa. La mia voglia di portare a termine quell’allenamento è più forte di ogni altra cosa.

    Ci sono solo io e quella dannata corsa, la più lunga finora. La mia testa c’è. Le gambe un po meno ma sono in pieno focus.

    Parto, musica alle orecchie e ascolto il mio corpo. Km dopo km, gel dopo gel, le gambe iniziano a girare. Il dolore si allevia, il mio respiro inizia a fluire leggero come una libellula.

    Son felice. Corro e sorrido. Sorrido per tutti i sacrifici che ho fatto, per tutti i km che ho macinato in questi mesi e della costanza che son riuscito a mantenere.

    Rifletto su tutta la motivazione che mi ha permesso di portare a termine un percorso tosto e che mi ha messo a dura prova tra piccoli infortuni e volte in cui avrei non voluto correre.

    La mia mente è forte, è pronta a tutto. Io sono pronto, a mangiarmi quei dannati 42km.

    Ieri, il sole splendeva sopra la mia testa. Un aria fresca mi asciugava il sudore, e la mia pelle diventava sempre più salata. 10 giri completi del parco, 5 gel e 1 litro di acqua. I km scorrono a una velocità impressionante, fatico a rendermene conto. Arrivo a 38km con tranquillità. Il mio tendine chiede pietà, lo ascolto.

    Finisco, mi siedo e mi bevo un gatorade al sole nel parco. Sono felice. Quasi non piango dall’emozione. Ciò mi ricorda di cosa sono capace. E del fatto che non sono inutile come penso, e se credo in qualcosa io posso ottenerla.

    Concludiamo la settimana con 110km, wow. Picco più alto fatto finora. Son felice ma leggermente stanco.

    Prendo la bici, torno a casa. Pane, sfilacci di cavallo e fragole, non potevo chiedere di meglio. Un ottimo pasto rigenerante e gratificante.

    Il pomeriggio lo passo in cucina a preparare e organizzare tutto il menù per oggi, 5 aprile, giorno di Pasqua.

    Preparo il vitello, cotto alla perfezione.

    Mi lavo, mi vesto e mi vedo con Thomas. Un ottimo pomeriggio a Padova, a farci un bel giro assieme, a parlare del più e del meno e arriva il momento di decidere cosa mangiare.

    Crudo di pesce, un pacchero ai gamberi e un buon tiramisù. Si, ogni tanto mi tolgo via anche io certi sfizi. Celebro la fine di una lunga e faticosa preparazione con un ottima cena con un buon amico. Son felice di aver trovato una persona così, genuina, brava e di buon cuore.

    Grazie Thomas, per esserci. Sei una brava persona.

    Finiamo la serata a Venezia, in buon buon cocktail bar. Io bevo un alcolico dopo mesi. Un buon fermentato di kombucha, e me lo godo. Ore 23:30, iniziamo ad avviarci verso la macchina. Sono cotto, son pieno di sonno, e mi si aspettava una sveglia presto per questa mattina.

    5 aprile 2026, 07:00am.

    Sveglia, mi alzo e vado a ritirare i dolci per il pranzo. Ancora un pò indolenzito da ieri, e con i postumi del sonno. Ritiro i dolci, torno a casa e faccio la mia solita colazione. Mangio, mi bevo un buon flat white e inizia una lunghissima mattinata ai fornelli.

    Dalle 8:00am alle 12:30am, tra primi, secondi e contorni. Cucino con amore, passione e perfezione. Si, io son un perfezionista nato in cucina. Per me tutto deve essere perfetto. Niente deve essere fuori posto, e tutto deve essere cucinato alla perfezione.

    Quando cucino, mi sento bene, lo faccio con il cuore. Per me, cucinare per qualcuno è la forma di amore più grande che esista. E questo è il mio modo per esprimerlo verso gli altri. Prendermi cura delle persone che amo, metterci passione nel cibo e vedere la loro reazione.

    Ho sempre avuto questo approccio con il cibo, anche quando ero fidanzato. Ho sempre cercato di esprimere il mio amore attraverso una forma di comunicazione diversa dal solito. Trasmettere emozioni e sentimenti, cucinando.

    Non si tratta del cibo in se, ma dell’atto stesso.

    Attenzione alla materia prima, ai condimenti, all’impiattamento. Tutto deve essere perfetto, curato e cotto bene.

    Oggi ho cucinato tutto. Antipasti con pasta sfoglia e feta greca, bruschette con salsiccia e stracchino. Bigoli all’anatra, cannelloni ricotta e spinaci e vitello tonnato. Tutto è stato buonissimo. Mi sento super pieno, anche perchè oltre al pranzo ho voluto togliermi via uno sfizio appena tornato a casa.

    Del buon gelato. Erano mesi, e mesi che non ne mangiavo. Ho preso talmente tanto a cuore la mia preparazione e la mia alimentazione che oramai mi ero dimenticato di certi sapori.

    Ma durante questi mesi non si è trattato di privazione, ma soltanto del fatto che amo ciò che mangio regolarmente. Il pane con il salmone o sfilacci, son cibi che mangerei costantemente senza stancarmi.

    Amo mangiare bene, amo vedermi bene e sentirmi pieno di energie. ma a volte bisogna lasciarsi andare.

    Ed oggi, è uno di quei giorni. La fine e la gratificazione di una preparazione. Pasqua. Momento in cui si sta tutti assieme e si condivide del cibo. Sebbene mi sento un pò in colpa per aver mangiato così tanto, fino a esser pieno come un uovo, sono felice.

    Chiedo sempre tanto dal mio corpo, e oggi ho voluto ricompensarlo con un buon pranzo.

    Felice e grato di questa giornata.

    Domani, si ritorna alla routine.

    Partono così, le ultime 3 settimane di tapering pre maratona. E sono un sacco felice che tra 6 giorni partirò per Copenhagen !

    Sono al settimo cielo, non vedo l’ora di visitare questa città. Erano mesi, che sognavo questa meta. E ora sta per diventare realtà.

    Domani mi strutturerò un piccolo itinerario, anche se l’unico scopo che ho, è di godermi 5 giorni di tranquillità, tra musei di architettura e specialty coffee.

    -6, Copenhagen.

    Colgo l’occasione per esprimere la mia gratitudine verso:

    -Me stesso, per il buon percorso che sto affrontando verso la mia prima maratona.

    -La mia famiglia che mi supporta in tutto e per tutto.

    -La mia ex ragazza che ha saputo sopportarmi e formarmi al meglio.

    -Thomas, che è un ottimo amico.

    A Dio, che sei sempre con me in tutti i miei momenti di alti e bassi, e cerchi sempre di aiutarmi in tutto. Che trovi sempre un metodo per farmi rialzare da tutti i miei momenti di negatività e depressione. Grazie.

    A domani, cari lettori.


  • Ep.12 – Agli sgoccioli

    -Cattivo sonno, agitazione e ultima corsa pre lungo.-

    Buonasera cari lettori, oggi la giornata non è iniziata nel migliore dei modi. Stanotte, mi son alzato a mezzanotte e mezza perché i miei hanno genitori hanno discusso con mio fratello.

    Mi son alzato alle 6, con stanchezza e tensione addosso. All’ultimo momento ho deciso di andare a fare mattina a lavoro per potermi godere di un bel pomeriggio con un bel sole che splende.

    Ho fatto colazione in super velocità, mi son preparato il pranzo e son corso via. Non ho avuto il tempo di fare la mia morning routine e sinceramente mi è pesato assai.

    Il fatto di non svegliarmi sereno, di godermi una buona lettura e scrivere mi fa stare male. E cosa più straziante è quando tutto inizia con sentimenti ed emozioni negative.

    Odio, stanchezza e rabbia. Ciò che mi ha tormentato per tutta la mattina. Turno 7-15, tutto ok. Il tempo ci ha messo un pò a passare ma anche oggi portiamo a casa il pane. Finisco lavoro, esco e ammiro il sole.

    Regalo più bello non potevo avere. Aria fresca, un sole enorme e gente serena. Faccio la spesa in vista di Pasqua, ci siamo. Le cose son tutte pronte per essere cucinate e io sono estremamente felice di passare del tempo in famiglia.

    Una sola cosa mi turba. Ho dolore al tendine femorale. E ciò sta andando avanti da qualche giorno. Ho un pò di paura perché domani ho il lungo più importante di tutta la preparazione. 38km mi si aspettano.

    Oggi, ho avuto un sacco di dubbi su questo mio dolore e sto sperando con tutto me stesso che si plachi.

    Finisco la spesa torno a casa, mangio pane e miele. E son pronto. 16km da portare a casa. Il verdetto finale per capire se domani correrò o meno.

    La mia voglia di allenarmi oggi è sotto terra. Sarà per il cattivo umore che mi ha travolto stamattina o per la stanchezza accumulata.

    Ma non cedo. Prendo, mi metto le scarpe e esco.

    Musica alle orecchie, un pò di tremore per il tendine e inizio a correre.

    Mi studio, capisco se riesco ad andare avanti. Il dolore sparisce, le gambe iniziano ad andare, il mio battito è basso e i respiri sono docili e sereni.

    Mi son mangiato questi 16km in velocità senza accorgermene. Ho tenuto il piede sul freno, non ho spinto e mi son goduto la corsa. Finisco di correre, son felice. Anche oggi, ho ricevuto la mia cura ai dolori e mali.

    Son sereno, sorridente e affamato. Prendo una bici, mi godo questa bella giornata e rientro a casa dopo una bella corsa. Grato di me stesso, e della fatica che viene ripagata.

    Cena, pane, uova e formaggio. Son contento ed il mio stomaco è felice.

    Ora, ghiaccio e massaggio e concentrato per domani. Sarà una lunga mattinata, ma io ce la farò. Son pronto.

    A domani cari lettori, buona serata


  • Ep.11 – Non sento nulla

    -Giornata piatta, 14km e spesa per Pasqua.-

    Pre 6:30. 8 ore di sonno.

    Garmin mi dice che il mio stato di salute è in sovra allenamento.

    Colazione, inizio un nuovo libro. A dire il vero inizio un libro che ho letto in passato che occhi mi è saltato agli occhi.

    Almanacco di Naval Ravikant.

    Leggo una ventina di pagine, leggo un paragrafo del daily stoics.

    Arrivano le 8, mi distendo in divano. Ho un periodo strano. Vengo preso da attacchi di piattezza. Momenti in cui, non provo nulla. Se non miseria. Ma una cosa riesce a tenermi in piedi.

    L’idea che domenica è Pasqua , e quindi potrò sbizzarrirmi a cucinare, la mia corsa giornaliera e il viaggio che ho prenotato per settimana prossima.

    Il resto passa tutto in secondo piano. Eppure mi ripeto sempre dove voglio essere e cosa voglio fare. Ma non ne sto trovando le forze. Mi sto accomodando a una realtà che paradossalmente non mi corrisponde.

    Cado come una piuma. Cado, ma senza fare rumore. Una discesa lenta, docile. A volte, colto da un soffio di vento ritorno in alto. Vedo la speranza, sento il fuoco dentro di me. Mi sento rinnovato. Ma poi, con la stessa agilità con cui son risalito, vengo, lentamente, riportato a uno stato di caduta abissale.

    Cado, dondolandomi a destra e sinistra tra tristezza, compassione e procrastinazione.

    Passo tempo sul divano, a desiderare una vita diversa. Una vita che visualizzo, che sento di poter raggiungere ma che non ho voglia di raggiungere.

    Paradosso mondiale, non so neanche io come si possibile. La voglia matta di cambiare vita ma non avere di forze di prendere azione.

    Come la possiamo chiamare ?
    Non so neanche io come chiamare questa cosa, so solo che sta accadendo ciò. Ed io, mi ritrovo in questa brutta situaiOne, a volte scomoda a volte non la sento.

    Ma c’è, è presente e anche in maniera preponderante. La chiamo resistenza. Fa oppressione sul mio petto, mi rende inquieto e assai burbero. Non riesco a controllare la mia rabbia, rispondo in maniera cattiva. Ma poi, me ne pento. Capisco che, tutta la rabbia che cerco di tirar fuori corrisponde a momenti di tristezza che provo.

    È l’unica cura che ho è la corsa, ed è proprio lei il vento di cui vi parlavo prima. Fonte di aria che mi spinge in alto per un periodo di tempo limitato. Finire di correre, andare al mercato, bere un buon caffè mi fa resuscitare.

    Ma è tutto come un altalena. Su e giù.

    Alterno momenti di gioia con momenti di tristezza, mi sento in un loop continuo. È tutto parte da una sola cosa. La voglia di lasciare tutto, cambiare vita, lavoro e città e trovare me stesso.

    Sapete, dicono che scappare da dove sei per andare in altre città non risolverà i tuoi problemi. Ma io non sono d’accordo. Penso che vivere in una città che non ti rappresenta e sentirsi un pesce fuor d’acqua è peggio.

    Ti mette a dura prova. Ti sfida a un livello tale che tendiamo per finire di perdere la voglia di lottare ed adagiarci a una vita che non ci piace.

    La maggior parte della gente si ritrova in una città che odia, con un lavoro che fa perché deve e con sogni nel cassetto mai realizzati.

    La resistenza li ha battuti. Si sono adagiati a una vita priva di significato a cui non hanno saputo lottare fino in fondo.

    Questa per me è paura vera, la paura di adagiarsi a una vita che non mi rappresenta soltanto perché non ho avuto le forze di lottare.

    Ma io non cedo. Io lotterò fino all’ultimo dei mie respiri. Combatterò con i denti e le fiamme. Anche se ora mi sto lasciando un po andare non significa che ho dato bandiera bianca, io lotto. Io gioco a lungo termine. Io ce la farò.

    Resistenza non ti temo.