-Una giornata di stanchezza, impulsività e sogni-

Buonasera, cari lettori.
Come state?

Oggi è stata una giornata piovosa, fredda e malinconica. Ho iniziato la mia giornata alle 4 del mattino, pronto per affrontare una luuuuuunga mattinata di lavoro. Come sempre, ho iniziato con la mia meditazione giornaliera, la mia tazza di acqua calda e una mente pensierosa.

Ultimamente, ogni mattina mi ripeto di avere pensieri positivi, di essere buono con tutti e di essere felice. Puntualmente, però, arrivo a fine serata — o meglio, a fine turno di lavoro — sentendomi consumato. Mi sento avvolto da un mantello di apatia, come se ogni mio spiraglio di buone intenzioni venisse sommerso da un carico esorbitante di noia, malinconia e tristezza.

Sono due giorni che non vado in palestra e sto solo correndo. Sono mentalmente stanco, e avere una mente stanca mi fa sentire debole anche fisicamente. Non ho le forze. Domani però penso che ci andrò. Io sono più forte dei miei pensieri, sono in grado di combattere. Io sono un guerriero.

A mio discapito devo dire che oggi è stata proprio una bella sessione di corsa. Ho gestito in maniera egregia il carico di allenamento. Sta ormai diventando una routine: mettere le scarpe, fit check allo specchio, cappello veloce e via a macinare chilometri. Non nascondo che per i primi dieci minuti di riscaldamento le mie gambe sembrano doloranti e pesanti come due sacchi di cemento, ma poi tutto svanisce. Dalla stanchezza ai pensieri, tutto si fa chiaro, tutto diventa piacevole.

Il poter “scappare” dalla vita reale per un’ora mi tranquillizza. Il dovermi concentrare nel dare tutto me stesso mi permette, in certe occasioni, di non pensare a nulla, ma di avere il totale controllo su me stesso, su ciò che voglio pensare e sul mio respiro. La preparazione sta procedendo davvero bene. Sono molto contento.

Ma ora voglio concentrarmi su ciò che conta davvero. Voglio iniziare a postare contenuti sui social: trail running, hiking e fotografia. Voglio creare la mia realtà. Voglio crearmi il mio impiego e non appartenere a nessun sistema centralizzato. Voglio viaggiare, fare spedizioni in posti sperduti e fare il filmmaker. Voglio collaborare con brand nel settore sport e natura.

Voglio diventare una persona influente nel mio campo, non solo per mostrare i miei lavori alle aziende, ma in primis per me stesso. Ho bisogno di aria, vita e natura. Ho bisogno di viaggiare, esplorare e documentare. Questo è ciò che voglio. Voglio correre in altitudine, accamparmi a 3000 metri e godermi albe, tramonti e notti stellate. Questa vita voglio.

La stabilità non è il mio forte. Non voglio fare affidamento sugli altri, ma creare chi e cosa voglio essere con le mie stesse mani. Questa sera ho avuto una discussione con i miei genitori. Devo cercare di essere meno irascibile e impulsivo quando parlo. Non posso non controllare i miei sentimenti e le mie emozioni. Che uomo sono? Devo essere più stoico e meno impulsivo.

Devo vivere con più leggerezza e cercare la pace, la gioia, la benevolenza e la tranquillità. Vivere, ma vivere in modo sereno, secondo i miei standard. Non voglio sopravvivere. Voglio crearmi un impiego in cui ogni mattina mi alzo con l’adrenalina di iniziare a fare ciò che amo, con il sorriso sul viso, dimenticandomi di tutto il resto e pensando solo a ciò che mi fa stare bene.

Per me questa è felicità: running, hiking, viaggiare e filmare.
Questa è vita.
Questa diventerà la mia realtà.

È una promessa. Una promessa a me stesso.

A domani, cari lettori.