-Domenica rigenerante, attività fisica e pensieri. Riflessioni, ricerca interiore.-

Buon pomeriggio, cari lettori, come state?

Oggi è domenica. Sono molto felice e rilassato. Mi sono svegliato alle 7:30 questa mattina, dopo ben 9 ore di sonno super rigenerante. Ne avevo davvero bisogno, il mio corpo me lo stava implorando. La giornata è iniziata nel migliore dei modi: una buona colazione, 20 minuti di meditazione e un po’ di attività fisica.

Sebbene credessi di aver recuperato al 100% il polpaccio, oggi ho avvertito ancora un leggero dolore. Sì, non ci voleva. Siamo a due mesi dalla maratona e questo polpaccio ha iniziato a dare qualche segnale. Devo andarci cauto, fare le cose con testa e non chiedere più del dovuto al mio corpo.

Peso di stamattina: 79,95 kg. Sono davvero felice, perché mi vedo molto bene. Sono asciutto, tonico, dormo bene. Ho tanta energia, mangio pulito e mi concedo prelibatezze senza esagerare. Sono 47 giorni che non ho problemi di binge eating: sto evitando cibi ultra-processati, fast food e zuccheri raffinati, ma mi concedo con piacere cibo vero. Cibo di montagna, ramen, torte fatte in casa.

Questo modo di nutrirmi mi ha fatto riscoprire il valore del cibo vero. Non sento più la mancanza del cibo spazzatura. Prima sfogavo ansia e sentimenti repressi sul cibo, con veri attacchi di fame incontrollata. Ora, quando provo ansia o tristezza, scrivo, leggo e medito.

Anche se oggi i miei progetti e obiettivi procedono un po’ a rilento — o forse semplicemente non do loro troppo peso — a livello mentale sono cresciuto tantissimo. Ho affrontato molti demoni interiori, fatto i conti con cattive abitudini e ne sto uscendo vittorioso. Mi sento più in armonia con il mio corpo, più rilassato.

Certo, ci sono ancora giornate no, in cui non riesco a controllare al 100% emozioni e reazioni. Ma ora cerco di psicoanalizzarmi, capire il perché di certe azioni, scrivere, analizzarmi e individuare dove posso migliorare. Non sopprimo le emozioni: le tiro fuori e le scarico attraverso questo blog. Essere trasparente con voi mi rende felice. Anche quando parlo di situazioni delicate, lo faccio senza filtri.

La sfida è iniziata come un “75 giorni alla perfezione”, con regole rigide, ma ora sto cercando di trasformarla in uno stile di vita. Non la percepisco più come una sfida. È vero, non rispetto tutto alla lettera: nel weekend mi sveglio più tardi delle 6, a volte spengo il telefono 30 minuti prima di dormire invece che un’ora. Ma nonostante questo, vedo e sento i miglioramenti.

Percepisco chiaramente che sto attraversando un periodo di cambiamento. Qualcosa dentro di me si sta trasformando. Non provo più quella forte repressione verso il lavoro, forse perché nella mia vita è entrata la montagna. Una valvola di sfogo diversa dalla corsa, diversa da tutto il resto.

L’altro ieri e ieri non ho scritto sul blog: ero stanco e non avevo con me il computer. Ho comunque pubblicato un articolo che racchiudeva entrambi i giorni in quota, senza soffermarmi troppo sulle emozioni, perché ero davvero esausto. Oggi, però, voglio parlarvi meglio del mio rapporto con la montagna.

Per me, andare sulle cime sta diventando quasi un’ossessione. Non si tratta solo di arrivare in alto, ma della soddisfazione che provo lungo il sentiero, della felicità quando intravedo la meta dopo ore di camminata. Gioia. È così che la chiamo. La bellezza che vedono i miei occhi, la passione di creare e immortalare paesaggi e luci attraverso la macchina fotografica. Amo fare riprese, amo camminare, amo dormire al freddo nel sacco a pelo. Sono emozioni difficili da descrivere.

La mia vita ha preso una direzione particolare. Ho obiettivi, passioni vere e provo amore per ciò che faccio. Ora devo concretizzare. Ho una battaglia interiore da vincere contro la Resistenza, quella forza che cerca di opporsi ai miei sogni. Non vuole che io posti contenuti, non vuole che lavori ai miei progetti, vuole che io scelga il comfort.

Ma io la batterò.

So che cerca di proteggermi dall’ignoto, da ciò che reputa pericoloso, ma non voglio darle ascolto. Voglio perseguire i miei sogni. La deluderò? Sì. Ma questa è la mia vita. Questo è il mio percorso.

Non voglio essere un amatore. Voglio diventare un professionista. Un filmmaker, un fotografo, un viaggiatore alla ricerca di luoghi sperduti. Amo fotografare e fare video non solo per passione, ma per le emozioni che provo quando riguardo quei contenuti. C’è un fuoco dentro di me che aspetta solo di uscire.

Perché ho così paura di pubblicare quel contenuto? Perché voglio che sia perfetto al 100%?
Resistenza.
Ma io ti batterò.

Senza fretta, senza aspettative, ma con costanza. Io visualizzo chiaramente ciò che voglio diventare: artista, padrone di me stesso, viaggiatore. Voglio creare film, raccontare storie e collaborare con brand allineati alla mia visione. Voglio correre, allenarmi, viaggiare, fare spedizioni e creare contenuti mostrando il mondo attraverso la mia lente.

Non si tratta di follower. Si tratta di creare ciò che vedo nella mia mente.

So che non sarà facile, ma non mi importa. Ho il mio lavoro, il mio stipendio, e anche se un giorno vorrò lasciarlo, oggi scelgo di agire come un professionista nel ruolo di Matteo: filmmaker, fotografo e viaggiatore.

Amo la natura, amo dormire in tenda, amo condividere il fuoco con le persone. Amo le stelle, il cielo notturno in montagna, così limpido e profondo. Quando osservo il cielo, mi rendo conto di quanto sia fortunato.

Sono grato per tutto questo.
Sono grato di poter scegliere chi essere.

Sono felice. Anche con un tendine infiammato.
Non permetterò a questo di rovinare la mia gioia.

Ogni cosa ha il suo tempo. Vivo con filosofia, senza forzare nulla, agendo con amore e gratitudine.

Stasera mi godrò un buon ramen.
And that’s it.

Vi auguro una buona domenica, cari lettori.
A domani