-Long run, pane alla frutta e chilling.-
Buon pomeriggio cari lettori, come state ?
Oggi il cielo è nuvoloso, la temperatura è ottima e mi son svegliato molto rilassato. 8 ore di sonno, sleep score di 99, vogliamo dirlo ? Ottimo.
Sveglia alle 6.30am, colazione con fette biscottate, yogurt, banana e burro di arachidi. Ormai è la mia preferita e per nessun altra cosa al mondo la cambierei.
Un pò di ansia pervade il mio corpo, non capisco se si tratta di ansia dovuta al fatto che mi sento perso o del fatto che sto per correre 36km. Avete capito bene, 36km. Mangio, medito e scrivo per scaricare un pò di tensione.
Mi metto sul divano, attendo, attendo e attendo che la digestione faccia il suo dovere. Mi preparo, 4 gel e una borraccia con sali, sono pronto sto per partire.
Scendo le scale, il cuore inizia a battere, e ci prepariamo. Guardo dritto verso il sole, tiro due respiri profondi e avvio il garmin.
Ora non si torna più indietro. Ci siamo dentro del tutto.
Inizio a correre, non percepisco fatica ma paura, paura di una distanza a me sconosciuta, ma fa nulla, io continuo a correre. I battiti salgono, anche senza percepire fatica effettiva. Questo vuol dire solo una cosa, ansia da prestazione.
Mi guardo dentro me stesso, respiro e mi dico di quanto io sia forte, e continuo a ripetermi : “mind over body”. Me lo ripeto per un centinaio di volte. Il respiro piano piano inizia a calmarmi, il battito si stabilisce e inizio a trovare il mio flow.
Non ho musica, non ho nessuno. Son le 8:45 e son appena entrato nel parco, in cui correrò per altri 30km al suo interno. La mia mente è forgiata a livelli altissimi, a tal punto da correre un percorso di 3.5km per 9 volte. Sono forte, lo percepisco.
Guardo l’orologio, segna 7km, abbiamo appena percorso 1 giro del parco. Bene, ne mancano altri 8.
Corro, corro, mi faccio accarezzare dall’aria fresca e continuo il mio giro. Corro guardando la laguna di Venezia, il rumore dell’acqua salmastra e il profumo di sale. Mi godo ogni singolo momento, e capisco di quanto io debba essere grato, non solo di poter correre ma di vivere una vita che molti altri sognano.
Ci soffermiamo sempre a lamentarci di quanto schifosa sia la nostra vita, delle cose che vogliamo cambiare, e delle disgrazie che ci capitano. Ma non ci fermiamo mai un minuto, a renderci conto che la vita che stiamo vivendo molte persone la desiderano più di ogni altra cosa.
Siamo degli stolti, ingrati delle cose che abbiamo, e consumisti. Vogliamo sempre di più, di più e di più. Ora mentre scrivo, voglio prendermi un minuto per esprimere la gratitudine che provo per questa vita magnifica che sto vivendo.
Sono grato, per vivere, per correre e per avere la possibilità di decidere cosa voglio fare. Eternamente grato.
Continuo a correre, i pensieri che mi pervadono son principalmente basati sulle ultime righe che vi ho riportato. 2 ore e 50 minuti la corsa di oggi, di cui 2 ore e 30 minuti passate a interrogarmi sulla mia vita. Ponendomi dubbi, senzazioni e desideri che voglio raggiungere.
Vago, tra pensieri positivi e negativi. Mi punisco, di come a volte spreco il mio tempo in gratificazioni momentanee di poca importanza, e di come la resistenza si abbatte su me stesso. Mi fa pressione, e la sento. Ultimamente sta cercando di colpirmi anche mentre dormo, e questa cosa è assai frustrante. Lasciamo dormire in pace dannazione.
Invece no, mi colpisce anche la.
Guardo l’orologio, siamo a metà. Inizio a consumare il mio carburante, i miei gel. Mi sento carico, le gambe vanno e la testa è presente. Soltanto che la mia ansia sale, non a causa della corsa, ma del fatto che ho inveito contro chi cammina con le racchette al parco.
Ciò mi crea frustrazione. So bene che dovrei lasciar stare queste situazioni inutili, ma a volte esplodo. faccio ancora fatica a evitare queste cose, e molto spesso mi ritrovo ad agire con impulsività e rabbia. Devo imparare ad agire con calma e indifferenza.
Siamo a ridosso dell’ultimo blocco di corsa di 11km a 4:30, son contento. Son felice che ci stiamo avvicinando alla fine. Il traguardo è dietro l’angolo. Procedo con lucidità, km dopo km senza accorgermene.
Manca sempre meno, e i miei pensieri costanti si riducono a uno solo. Cosa compro al panificio oggi ? Potrà suonare strano ma per me comprare il pane fresco al sabato è un rituale che difficilmente riesco a farne a meno. Pane di montagna, pane con la frutta e una focaccia per mio fratello.
Ahhhhhhhh ci siamo, compro il pane e percorro l’ultimo km. Sento il sale in faccia, la sete si fa sentire e il profumo del pane caldo mi motiva a correre. 36km portati a casa con facilità. Sto bene, le gambe son leggermente indolenzite ma nulla di eclatante, e mentalmente sto una favola.
Salgo le scale, soddisfatto. Mi cambio, mi lavo e mi distendo in divano. Riposo, meritato riposo. Attendo un po, ed è ora del pranzo. Come ve lo posso spiegare, che per me il pane fresco con avocado, formaggio alle erbe e salmone sono il mio comfort food. Ed è proprio così che decido di pranzare. Una sorta di premio, di privilegio per ringraziare il mio corpo e la mia mente dello sforzo sostenuto.
Mangio con gratitudine, mi assaporo il salmone, e il formaggio spalmabile. Dio mio, quanto è dannatamente buono. Lo divoro così velocemente che neanche me ne accorgo. La fame è tanta, devo reintegrare. Ma, aspettate, c’è il panfrutto. Me ne taglio una fettina, e procedo a mangiarla. Albicocca, noci, uvetta, le mie papille gustative stanno festeggiando. Il mio corpo mi ringrazia e la mia mente si è nutrita a dovere.
Settimana da 105km, immensamente grato che le mie gambe riescano a sopportare un effort simile. Se solo mi guardo indietro al 13 gennaio, quando decisi di intraprendere questo percorso, sorrido. Sorrido perchè mai avrei pensato che nel giro di 2 mesi sarei riuscito a progredire così in fretta e con così tranquillità. Amo correre, forse è questa la differenza.
Vedete, il segreto è proprio questo. Fallo con amore. Ama follemente ciò che stai facendo. Ogni fatica, dolore e sofferenza svanisce. Dall’inizio ad ora non ho mai pensato di mollare, ho sempre creduto in me, e nonostante l’obiettivo ambizioso che mi son posto, son sempre stato costante e devoto. Certo, anche io molte volte corro senza voglia, o con stanchezza addosso. Ma è proprio qua che si distingue un amatore da un professionista. Io mi presento ogni giorno, che sia bello o brutto, che sia in forma o meno, ma son sempre qua presente a fare ciò che devo. Non invento scuse, non procrastino ma eseguo.
Devo usare questo approccio anche nel mio lavoro. Non posso usarlo solo nella corsa, ma devo farlo anche verso la mia carriera. Ho tanti sogni che voglio raggiungere, e la maggior parte delle volte procrastino.
Ho sconfitto la resistenza nella corsa, ma non ancora nel mio lavoro. Devo riuscirci. Io ti batterò cazzo.
Ultimamente, i miei pensieri son tutti indirizzati su una cosa sola, Parigi. La sogno, la vivo nella mia mente, e sogno ad occhi aperti il mio futuro lì.
Io, una corsa mattutina, la mia baguette sotto al braccio e la mia fujifilm al collo. Io, il mio lavoro da fotografo e regista, e il mio appartamento con un terrazzino.
Sogno, immagino e vivo nella mia testa tutto ciò. Se è vero che per arrivare dove si vuole bisogna manifestare e attrarre, solo dio sa quanto sto manifestando in questo periodo. Passo ore, a scrivere e immaginare quella città. E’ diventata la mia ossessione, qualcosa che non posso fare a meno.
Da quando son stato la prima volta e l’ho vissuta veramente qualcosa si è acceso dentro di me. Un piccolo punto di luce, che nel corso degli ultimi due anni è diventata un fuoco ardente. Vive dentro di me, si alimenta e non si spegne mai. Ma è li forte che mi sostiene.
Io vivrò a Parigi, ad ogni costo.
Son grato di aver ripreso a meditare ed oggi è il giorno 2 in cui re instauro quell’abitudine. Anche oggi 5 minuti, il minimo certo. Ma il giusto per renderla appetibile, e non stancarmi di farlo.
Oggi pomeriggio uscirò a fare un giro con Thomas, il mio amico. E chi lo sa, magari mi delizierò di qualche pietanza ottima.
Penso che oggi me lo sia meritato, dopo tale sforzo e traguardo, mi son meritato una buona cena e ovviamente una buona tazza di specialty coffee. Non potete capire di quanto io sia ossessionato dal profumo e dal sapore che ha il caffè. So bene che andrebbe moderato e bevuto con parsimonia, ma è più forte di me. Ogni sorso che faccio, mi rende felice.
Siamo quasi giunti al giorno finale della challenge, domani sarà il day 75. Da qui si chiuderà il primo capitolo di questo blog, e accoglieremo con amore il prossimo capitolo che ci accompagnerà per un bel periodo.
Domani farò il resoconto di questi 75 giorni, cosa abbiamo portato a casa e cosa ho imparato, dove ho peccato e dove c’è da migliorare.
Ora cari lettori, vado a godermi questo bel pomeriggio.
A domani cari lettori, vi voglio bene.