-Corsa mattutina, fisioterapia e discorsi complicati.-
Buonasera cari lettori, come state ?
Oggi mi son svegliato in modo brillante. Ho avuto un ottimo sonno e un ottimo risveglio grazie alla mia solita colazione e caffè.
8 ore di sonno. Sono molto rilassato e felice di aver iniziato questa settimana di scarico dalle corse lunghe fatte in questa preparazione alla maratona.
Mi godo la colazione, oggi il cielo è meno bello del solito. Ma fa nulla.
Leggo, scrivo e mi rilasso nel letto. Come ogni mattina tengo il telefono lontano dai miei occhi per la prima ora dal mio risveglio.
Mi dedico a vivermi la mattina senza dispositivi elettronici, semplicemente io, il mio libro, il mio diario e le piccole cose.
Anche se il tempo è brutto e non mi piace assai correre senza il sole, io sono un professionista in ciò che faccio. Mi presento ogni giorno, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.
14km di ripetute, oggi ero super in forma. Ma, verso la fine della corsa avverto un dolore al tendine della caviglia. Ebbene si. Questo è il chiaro segnale che un altro paio di scarpe è andato. Paio che mi ha accompagnato per tutta questa tosta preparazione alla maratona.
Ci ho corso quasi tutti i mie lunghi. Queste scarpe saranno un pezzo importante che segna il mio percorso nella corsa. Grato di avervi avuto ai piedi e di avermi sorretto in ogni km. 450km assieme. Grazie.
Resta il fatto che ho un po di dolore alla caviglia, leggero ma c’è. Torno a casa. Mi preparo una tisana con le bacche di goji e vado dalla fisioterapista.
Seduta di ultrasuoni. Necessito di manutenzione e rodaggio in prossimità della mia maratona. Tutto va per il meglio. Le gambe son pronte. La mia mente è pronta.
Pranzo, mi godo il buon cibo che mi nutre e mi rende energico per la mia attività. Non si tratta solo di cibo ma di un momento in cui riesco a essere presente. Cucinare, assemblare le mie pietanze, condirle. Tutte cose che mi rendono presente e che apprezzo a pieno.
Il cibo non lo vedo solo come qualcosa che serve per nutrirmi, ma anche come bene prezioso. Son sempre stato una persona a cui piace mangiare. Ma con il tempo ho imparato ad apprezzarlo realmente. Amo provare cibo nuovo, amo mangiare bene e sopratutto amo cucinare per le altre persone.
Non c’è cosa che mi rende più felice di poter cucinare per gli altri. È per me fonte di piacere e gratificazione. Il poter prendermi cura e far godere le persone con del buon cibo. Atto di amore, di espressione.
Ed è il modo migliore in cui riesco ad esprimermi.
Questo pomeriggio, ho inoltre affrontato un discorso alquanto delicato con mia mamma. Si tratta di mio fratello che non va bene a scuola. E del fatto che secondo me è inutile inveire contro di lui per cercare di forzare le cose.
I genitori lo fanno per il nostro bene. Ci sgridano, ci mettono in punizione, ci dicono che essere bocciati è un male perché perdiamo anni della nostra vita. Ma in fondo la realtà delle cose è un altra.
I nostri genitori vogliono il meglio per noi. Ma che cosa è realmente la cosa più giusta per noi ? Prendiamo scelte di vita così difficili in giovane età. Ci mettono difronte a scelte difficili in anni difficili. Non so neanche io cosa voglio essere nella mia vita a 24 anni, non oso immaginare mio fratello a 18.
Ci viene detto di studiare, di essere promossi, di trovare un lavoro sicuro.
Da un lato capisco la mentalità dei genitori odierni, ma mi trovo in pieno disaccordo con tutto ciò. Son dell’idea che a questa età dobbiamo provare, scoprire e capire chi siamo.
La vita è una, non è fatta per essere sprecata a prendere scelte che gli altri reputano giuste per noi.
A volte bisogno andare contro al volere dei propri genitori. Suonerà sbagliato, da egoista.
Ma per stare bene con noi stessi dobbiamo prima capire chi siamo e cosa vogliamo.
Io sto ancora cercando di capirlo a 24 anni.
Non so chi sono, né cosa voglio e né dove voglio stare.
Voglio il meglio per mio fratello, ma so che anche lui sta passando un periodo adolescenziale non facile. So che anche lui troverà la sua strada, e non è un voto o un anno andato male a definire la persona che è.
Detto ciò, ho cercato nel modo più pacato possibile di far ragionare mia mamma sul fatto che inveire contro di lui non è di certo la scelta giusta.
È stato uno scambio di opinioni costruttivo, e son felice di ciò.
A domani cari lettori, vi auguro a tutti voi di capire chi siate e cosa volete nella vita, e nel caso lo aveste già trovato, tenetevi stretta la vostra visione e andate avanti per quella strada. Siate felici.