• Day 43/75 – Dolore, maledetto dolore

    Day 43/75 – Dolore, maledetto dolore

    -Pensieri e azioni negative, dolore forte al polpaccio e coffee break più che meritato.-

    Buon pomeriggio, cari lettori. Che si dice?

    Oggi, nel mio diario mattutino, ho scritto come avrei voluto comportarmi durante la giornata: cercare di essere buono con tutti, non avere pregiudizi e non agire in modo negativo.
    E niente… a lavoro faccio fatica.

    Troppe cose e troppe persone turbano il mio stato d’animo, e so benissimo che, alla fine, la responsabilità è mia. Do troppa importanza a cose superflue e di poco valore, prendo tutto sul personale, anche situazioni che non mi riguardano minimamente. Ma sul momento mi colpiscono, mi infastidiscono, mi fanno perdere lucidità.

    Ed è lì che inizio a perdere il controllo: parlare male, reagire in modo poco piacevole, lasciarmi trascinare. Sto facendo davvero fatica a controllare il mio io e a preservare la mia pace interiore nell’ambiente lavorativo. Mi sta mettendo a dura prova. Non perché odi il posto in sé, ma perché sono troppo esposto a dinamiche che mi istigano o mi fanno sentire chiamato in causa.

    Devo imparare a lasciare andare tutto ciò che non mi riguarda. Non devo permettere a situazioni o persone di intaccare la mia integrità mentale e la mia pace interiore. Devo lasciar correre, senza dare peso a ciò che potrebbe urtare il mio sistema nervoso ed emotivo. Accettare le cose per come sono, senza giudicarle.

    Non voglio farlo solo perché “è giusto così”. Voglio farlo per preservare la mia felicità e la mia calma. Se riesco a mantenere il controllo proprio nelle situazioni in cui sono più vulnerabile, allora avrò fatto centro.

    Allenarmi in contesti difficili mi permette di forgiare una mente forte, capace di reagire in modo positivo anche agli stimoli negativi. Voglio trasformare il mio ambiente lavorativo in un vero e proprio campo di allenamento mentale: un luogo dove esercitarmi a rispondere con calma, consapevolezza e bontà.

    Obiettivo: lasciar scivolare via tutto ciò che è superfluo e di poco valore, e riuscire ad agire con amore, felicità e rispetto in ogni situazione. Questo sarà il mio focus nei prossimi mesi.
    Io riuscirò a forgiare il mio carattere e le mie reazioni, preservando la mia pace interiore. Lo prometto a me stesso. Non per dimostrare qualcosa agli altri, ma per vivere meglio.

    Oggi pomeriggio ho corso 12 km. Andavano bene, ma verso la fine il polpaccio ha detto no. Eh sì… il polpaccio è dolorante, tira e fa male. Ammetto che mi ha buttato un po’ giù, perché gli allenamenti stanno andando alla grande e non vorrei interrompere questo momento positivo.

    Stasera darò il massimo: stretching, massaggi e recupero totale. Farò tutto il possibile per riuscire a correre domani. Non posso permettermi stop proprio ora, nel pieno della preparazione per la mia prima maratona. Ho un obiettivo da portare a termine, e niente deve intralciare il mio percorso.

    Io credo che domani il polpaccio starà meglio. Lo so.
    Ora basta pensare in negativo. Devo reagire con positività a ogni avversità. Non esistono situazioni brutte o sfortunate: esiste solo il modo in cui le percepisco e reagisco. È tutto lì. Sempre lì.

    Mentre scrivo, mi sono goduto una meritata tazza di flat white con latte di mandorla. Nient’altro poteva rendermi più felice in questo momento. Sono calmo, appagato, e ho un solo compito davanti a me: recuperare il polpaccio e continuare sulla mia strada.

    Ho un sub 3 ore da chiudere. Non è il momento di scoraggiarsi. Fa parte del gioco.
    La resistenza prova a mettermi alla prova, ma io vinco e lei perde. Sempre.

    Ricapitolando:
    – userò il lavoro come palestra mentale
    – allenerò la mia calma in ogni situazione
    – recupererò il polpaccio con intelligenza
    – reagirò sempre in modo positivo

    Se imparo a gestire me stesso lì, potrò farlo ovunque nella vita. Mi piace questa visione. Mi motiva. Mi gasa.

    Ora vi saluto, cari lettori.
    Mi aspetta una serata di recovery.

    A domani, buona serata.
    Stay strong. 💪


  • Day 42/75 – Incubi

    -Pervaso da un senso di vuoto, un incubo dentro la mia testa, non mi lascia, ma io lo combatto.-

    Buon pomeriggio, cari lettori.

    Oggi giornata fresca, con un bel sole in cielo. Eppure, per me, non è iniziata nel migliore dei modi. Di solito giornate così, luminose e serene, riempiono il mio umore di gioia, ma oggi purtroppo non è stato così. O almeno, non fino ad ora.

    Sfogare pensieri ed emozioni attraverso questo blog mi aiuta molto a capire cosa provo e a scaricare le emozioni negative. Stanotte ho fatto un incubo molto forte. Dentro di me non vorrei raccontarlo, ma sento il bisogno di liberarmene il prima possibile.

    L’incubo riguardava me e mio fratello. Eravamo in un appartamento e stavamo litigando. Non ricordo tutto nei dettagli, ma quelle poche immagini che mi sono rimaste impresse sono molto vivide. Se ci ripenso ora sento un vuoto dentro e faccio fatica a trattenere le lacrime, tanto è stato forte per me.

    Nel sogno litigavamo, poi siamo passati alle mani. Lui cercava di pugnalarmi con un coltello più volte, finché io non ho reagito e l’ho messo KO. Non si rialzava da terra, sembrava quasi senza vita. Poi ricordo un altro frammento: lui prendeva la macchina e si dirigeva a tutta velocità verso qualcosa, schiantandosi. Io urlavo, urlavo forte, cercando in ogni modo di fermare quello scempio, ma non riuscivo a fare nulla. Non sono arrivato in tempo prima che decidesse di schiantarsi.

    Mi sono svegliato di colpo, con un magone enorme. Ho provato a meditare appena sveglio per rassicurarmi e ricordarmi che era solo un brutto incubo, ma non è bastato. Durante la meditazione mi sono scese le lacrime, e questo peso me lo porto dietro da stamattina.

    A lavoro ho avuto pensieri negativi e un mood pessimo. Avevo voglia di rispondere male a chiunque mi parlasse, di inveire se qualcuno provava a dirmi qualcosa. È stato davvero brutto. Devo ancora metabolizzare tutto questo, e forse scriverlo qui mi aiuterà a sentirmi un po’ meglio. Magari serve solo tempo. Ma oggi mi sono sentito davvero molto provato, come se stessi trascinando uno scoglio enorme con me.

    Sono anche mortificato dal fatto di non essere riuscito a controllare i miei pensieri e le mie emozioni. La mia mente inconscia ha avuto la meglio su di me: mi ha preso, girato e rigirato come ha voluto, senza darmi modo di reagire. Mi ha colto di sorpresa e non ho saputo difendermi.

    Ora però voglio trovare la forza per sostituire questi pensieri negativi con qualcosa di positivo.

    Ho appena concluso una corsa di 10 km, lenta, rigenerante, di recupero. Media 4’40” al km, 142 battiti medi. Una corsa che mi ha aiutato a scaricare un po’ di ansia, anche se non è bastato del tutto.

    Poi ho preso le mie cose e sono venuto in un posto nuovo che ho iniziato a frequentare: un bar cinese, dove sento un buon feeling. Mi piace sedermi qui e bere un ottimo tè nero alla pesca che mi scalda il cuore e l’anima. Sono qui, a scrivere e a riflettere su tutto ciò che mi frulla in testa, cercando comunque di godermi questa bella giornata e aspettando le 17:30 per il mio secondo allenamento della giornata.

    Ho avvertito qualche doloretto a quadricipiti e polpacci, quindi è il caso di andare in palestra a rinforzare questi gruppi muscolari. Ne sento il bisogno. Fisicamente sto benissimo: energico, asciutto, e corro forte.

    Ora, seduto davanti al mio tè, leggerò un libro e pianificherò il mio percorso sui social. Lo voglio davvero, e avrò la meglio sulla resistenza che sta cercando di opporsi con forza negativa. Io sono più forte di lei. Io vinco, lei perde.

    Io sono un professionista e mi presento ogni giorno, a qualsiasi costo. Posso anche andare a rilento, ma mi presento sempre e cerco di dare il meglio. So cosa voglio e lo raggiungerò. Sono forte, ho le capacità. Lo visualizzo, lo immagino, e so che ciò che visualizzo può diventare reale.

    Io ci credo.
    Io ci provo.
    Io ce la faccio.

    Matteo


  • Day 41/75 – La via

    Day 41/75 – La via

    -Riflettendo sulla vita, sognando collaborazioni, creando la mia realtà.-

    Buonasera, cari lettori.

    Ieri, post bivacco, il mio collo era KO e anche il mio fisico, nonostante non presentasse particolari dolori, era molto stanco e spossato. Ho preso sonno alle 20:40. È stato bellissimo e rigenerante.

    Stamattina sveglia alle 4:30. Questo vuol dire solo una cosa: si riprende a lavorare e si torna alla solita routine. Ma ora c’è qualcosa di diverso. Non sono più qui ad annoiarmi e a farmi mille paranoie: l’unica cosa a cui penso è prendere la macchina e andare in montagna.

    Questa esperienza mi ha dato tanto. Mi ha fatto capire cosa voglio dalla vita, per cosa vale davvero la pena lottare e cosa rende felici sul serio. Faticare per salire in cima, camminare per ore per poi godersi un panorama e una bella tazza di tè: questo voglio. La goduria di togliersi gli scarponi, accendere la stufa e mangiare insieme. Vivere e immortalare con la videocamera questi paesaggi incredibili non ha prezzo.

    Io voglio vivere di questo. Voglio collaborare con brand allineati alla mia visione e viaggiare documentando e raccontando le bellezze che questa terra ci regala. Questo è ciò che voglio.

    Oggi ho fatto una bella meditazione mattutina e, per il resto della giornata, ho cercato di mantenere pensieri positivi. Facile a dirsi a casa, un po’ meno in ambiente lavorativo, dove le cose si complicano. Odio quell’ambiente: pieno di astio e competitività, con una punta di invidia che rende tutto ancora più pesante e stressante.

    È facile avere pensieri positivi quando si è circondati da persone e contesti positivi. Il vero successo, però, arriverà quando riuscirò a dominare la mia mente anche in ambienti ostili, dove viene messa a dura prova. Ma io ce la farò. E sarà in quel momento, quando riuscirò a controllare davvero i miei pensieri, che avrò raggiunto la mia pace più profonda.

    Quando nulla e nessuno sarà in grado di scalfire la mia mente, quando i pensieri e i sentimenti repressi lasceranno spazio a positività e gioia, lì avrò raggiunto il mio nirvana. Io ce la farò. Non solo in questo, ma anche nel raggiungere i miei obiettivi lavorativi e di vita. Ne sono certo.

    Oggi corsa da 13 km. Gambe dure e respiro affannato. Sto imparando a conoscere il mio corpo e noto che spesso questo accade quando interrompo la continuità degli allenamenti. Ma va bene così: non sempre si può essere al massimo. Domani è un altro giorno e la corsa andrà meglio. Non devo demoralizzarmi per un allenamento andato meno bene del solito.

    L’importante resta sempre una cosa sola: portare a termine il lavoro.

    Vi auguro una buona serata, cari lettori.
    A domani


  • Day 39-40/75 – Bivacco

    Day 39-40/75 – Bivacco

    -Corsa all’alba, bivacco tra le dolomiti e momenti di condivisione e gioia.-

    Buonasera, cari lettori.
    Come avete visto, ieri non ho scritto il giorno 39, ma recupero oggi, perché l’esperienza vissuta in questi due giorni è stata unica.

    La giornata di ieri è iniziata con 12 km di corsa, giusto per svegliare la mente. Facili, senza pretese, chiudendo così la settimana a 93 km. Molto soddisfatto di questo risultato. Le mie gambe stanno diventando sempre più forti, i chilometri aumentano e anche velocità e resistenza. Sono davvero contento.

    Ore 10:15. Si parte. Direzione montagna. Gasato come poche altre volte. La mia felicità inizia a emergere dopo Ponte nelle Alpi, per me grande simbolo dell’infanzia, quando andavo a fare la settimana bianca a Sappada. Tanti ricordi riaffiorano: luoghi che da piccolo erano sommersi di gente ora appaiono deserti. Le cose cambiano, l’attitudine delle persone pure, e di conseguenza molti posti finiscono nel dimenticatoio.

    Parcheggiamo. Non si conosce la meta, ma solo il percorso. Si inizia a camminare. Il profumo di legna bagnata, i rumori degli animali, gli ululati dei cani e la neve che cade sul viso. Neve, tanta neve, quasi fino al ginocchio. Non ho pensieri, se non quello di arrivare in cima, godermi la vista del bivacco e bere una tisana calda. Sono questi gli unici pensieri che mi attraversano la mente.

    La fatica c’è, non troppa, ma l’ossigenazione è difficile. Mille metri di dislivello in 3 km: un percorso che ti mette a dura prova. A metà camminata, 2 km segnati dal Garmin, sono già passate 2 ore. Inizia a nevicare più forte, ci copriamo e continuiamo con un unico obiettivo in comune: la cima.

    Passo dopo passo, barretta dopo barretta, scorgiamo l’ultimo tratto di salita. Il respiro si fa più calmo. Ci siamo. Siamo arrivati.
    4 ore e 9 minuti: stanchi ma felici, affamati e con una voglia incontenibile di toglierci gli scarponi, accendere un fuoco e riscaldarci. Il collo è massacrato, 15 kg sulle spalle si fanno sentire, ma non importa. Penso solo a calore, fuoco, cibo e sacco a pelo.

    Passiamo una bellissima serata: scattiamo foto, arrostiamo marshmallow e chiacchieriamo. Nulla di più, come una volta. Una convivialità che mi mancava. Una stanza condivisa, senza pregiudizi o cattiveria, solo amore, gioia e felicità per un obiettivo comune. Abbiamo condiviso il bivacco con due persone che non conoscevamo ed è stato davvero bello. Mi ha ricordato il mio viaggio in Sri Lanka, tra ostelli e guest house.

    Il sonno è stato difficile, con molti risvegli. Forse non sono abituato a tenere lo zaino sulle spalle per così tante ore, o forse è stato il cuscino gonfiabile. Sta di fatto che il risveglio è stato traumatico: cervicale a pezzi e forte mal di testa. Mi sentivo come se avessi combattuto su un ring. Frastornato e stanco, poco rigenerato. Ma non importa: l’alba andava vista.

    Colazione, tisana, antidolorifico e via. Ci godiamo la mattinata tra foto, video e chilling. Abbiamo scattato tantissime foto ricordo, immortalato le luci del cielo e inaugurato così il mio primo bivacco.

    È ora di scendere. Si preparano gli zaini, ancora pesanti ma più leggeri rispetto alla salita. Restano solo 0,5 litri d’acqua nelle borracce. Un obiettivo: scendere, godersi la neve fresca, respirare il profumo del bosco e, ovviamente, trovare acqua.

    Dopo 1 ora e 45 minuti di camminata intravediamo la macchina. Un sospiro di sollievo per la fatica fatta, ma anche un velo di tristezza nel lasciare un posto così magico. I miei occhi sono stanchi, ho bisogno di riposo.

    Al ritorno non vedevo l’ora di farmi una bella doccia. È stata meravigliosa: l’acqua calda che scorre sulla pelle, il calore che avvolge il corpo e la stanchezza che lentamente se ne va. Cena presto, diario, lettura. E così si conclude un weekend immerso nella natura, con grandi ricordi da portare con me.

    Vi auguro una buona serata, cari lettori, e una buona settimana


  • Day 38/75 – 26km

    -Corsa lunga, pensieri positivi e stato di flow.-

    Buonasera, cari lettori, come state?

    Oggi, nonostante il cielo non sia stato dei migliori, la giornata è andata di bene in meglio. Sveglia alle 7:30: dovevo recuperare un po’ di sonno dalle giornate precedenti. Porridge, banana, burro di arachidi e un bicchiere di acqua con sale. Questo vuol dire solo una cosa: corsa lunga.

    Prima volta nella mia vita sopra i 21 km. Oggi ne toccavano 26. Ero gasatissimo, non vedevo l’ora di mettermi a correre. Non vedevo l’ora di entrare in quello stato ipnotico in cui tutto sparisce e rimani solo tu, il tuo respiro e le tue gambe. Non mi sono nemmeno accorto delle 2 ore e 2 minuti passati a correre. Le gambe fluivano, il respiro era docile e la mente lucida. Tutto era in armonia. Io ero in armonia con i miei pensieri. Ero in stato di flow.

    Sento spesso dire che le corse lunghe sono noiose e che chi si allena per le maratone le detesta un po’. Io no. Io non vedo l’ora che arrivi il weekend per andare a macinare chilometri. Mi piace correre, correre a lungo. Questa preparazione sta andando a meraviglia: chilometro dopo chilometro, senza stanchezza e sempre con lucidità.

    Sono gasato all’idea di correre lontano, distante da tutto e dai pensieri negativi. Ci sono solo io, i miei pensieri belli e la nebbia a banchi che mi avvolge nelle sue tenebre. Allenamento concluso nel migliore dei modi: non potevo chiedere di più. Ora mi ritrovo qui, a fine giornata, con le gambe freschissime, non doloranti e pronte ad affrontare nuove sfide.

    Nel pomeriggio sono andato a fare un giro nei negozi di montagna, convinto di dover comprare qualcosa che potesse servirmi. Devo smetterla di comprare in modo impulsivo: non devo dare spazio a spese inutili, ma imparare a ponderare meglio il capitale che ho a disposizione. Paradossalmente mi sono sentito più stanco a girare come un criceto tra i negozi che dopo la corsa.

    Basta cose inutili e spese superflue: mi faccio bastare ciò che ho. Credo anche di aver mangiato un po’ poco oggi, perché mentre ero in giro mi sono sentito come se avessi un calo di zuccheri. Devo mangiare di più quando corro lunghe distanze. Integrare è fondamentale: è la benzina che alimenta il mio corpo. Devo dargli ciò che mi chiede.

    E ora, rullo di tamburi… domani parto per due giorni in montagna. Spero saranno due bei giorni, anche se le previsioni danno un po’ di pioggia. Sono gasatissimo. Non vedo l’ora di salire al bivacco, respirare aria buona, meditare immerso nella natura e condividere bei momenti con un amico.

    Non potevo chiedere di meglio da questa settimana: allenamenti svolti alla perfezione, corsa lunga riuscita alla grande e un weekend in montagna. Mi sento felice e grato.

    Domani e domenica vi aggiornerò. Ora è tempo di infilarsi sotto le coperte e riposare. Saranno due giornate impegnative, ma rigeneranti.

    Buon weekend, lettori. A domani 🌲🏃‍♂️