• Ep.18 – Achille


    -Doppio allenamento, tendine d’Achille fuori uso, e pomeriggio a lavoro.-

    Buonasera cari lettori, come state ?

    Dopo un ottimo sonno, una buona colazione e la mia solita routine di lettura e scrittura andiamo a correre.

    Ebbene sì, oggi decido di correre alle 8. Anche se solitamente corro più tardi, oggi ho voluto andare presto per poi poter andare in palestra.

    Tutto sembra andare per il meglio, primo km andati con succede. Ma non è andata come volevo. Al km 8 inizio a sentire un forte dolore al polpaccio sinistro.

    Tendine di Achille. 

    Finisco di correre a stento, dolore. Faccio fatica ad appoggiare il piede. Brutta situazione. Sebbene son cosciente del fatto che il grosso della preparazione alla maratona è fatto, ho comunque un po di timore.

    Torno a casa, mi dispero un po. Faccio uno snack con pane, miele e banana. Mi bevo un caffè. E vado in palestra ad allenarmi.

    Faccio fatica ad appoggiare il piede, la cosa mi turba assai. Cerco di non pensarci più di tanto e mi concentro sul muovere ghisa.

    Allo specchio sono in forma, ho ottime forme e mi vedo bene con me stesso.

    Aver scaricato un po di km dalla corsa e aver ripreso ad allenamenti in sala pesi, mi sta aiutando a far riposare il corpo.

    Correre tanto è bello, ma dopo un po accumuli molta fatica. Necessitiamo tutti di periodi di scarico.

    Siamo a -2 settimane dalla maratona e penso a quanto non ci volesse questo inconveniente del tendine di Achille. Mi tocca riposare dalla corsa. Almeno 3 giorni.

    Se in passato mi sarei disperato, ora provo solo un po di fastidio ma son fiducioso e prosperoso di riprendermi in tempo e fare un ottimo tempo in maratona.

    Saranno alcuni giorni di stop, ricarica e cardio leggero sulla bike.

    Non voglio fasciarmi troppo la testa e voglio rimanere concentrato. Non è ora di certo il momento per disperarsi.

    La vita non è solo questo. Dopo domani parto per Copenhagen e sono estremamente felice. Non vedo l’ora.

    Questa sera provo un po’ di dolore, mi fa male il polpaccio e faccio fatica a camminare. Non voglio farmi condizionare da questa situazione. Ora metterò un po’ di ghiaccio e gel antinfiammatorio. Stanotte riposerò e cercherò di far recuperare al meglio questo piccolo inconveniente.

    Il grosso è fatto. I km che c’erano da fare son stati fatti, e gli allenamenti lunghi pure. Son contento di come è andato questo percorso ? Certo. Non sarà di sicuro questo episodio a demoralizzarmi. Mancano due settimane e siamo sul pezzo. Io mi prenderò tutto.

    Oggi turno 14-22. È volato. Aver interagito con i colleghi, e aver potuto imparare qualcosa di nuovo ha notevolmente fatto scorrere questa giornata in maniera rapida. Non mi son neanche accorto di queste ore passate a lavoro. La cosa è positiva.

    Ora mi godo una serata a casa, guardando un be film e sorseggiando una tazza di the caldo.

    A domani cari lettori.


  • Ep.17 – Affrontare le cose

    -Corsa mattutina, fisioterapia e discorsi complicati.-

    Buonasera cari lettori, come state ?

    Oggi mi son svegliato in modo brillante. Ho avuto un ottimo sonno e un ottimo risveglio grazie alla mia solita colazione e caffè.

    8 ore di sonno. Sono molto rilassato e felice di aver iniziato questa settimana di scarico dalle corse lunghe fatte in questa preparazione alla maratona.

    Mi godo la colazione, oggi il cielo è meno bello del solito. Ma fa nulla.

    Leggo, scrivo e mi rilasso nel letto. Come ogni mattina tengo il telefono lontano dai miei occhi per la prima ora dal mio risveglio.

    Mi dedico a vivermi la mattina senza dispositivi elettronici, semplicemente io, il mio libro, il mio diario e le piccole cose.

    Anche se il tempo è brutto e non mi piace assai correre senza il sole, io sono un professionista in ciò che faccio. Mi presento ogni giorno, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. 

    14km di ripetute, oggi ero super in forma. Ma, verso la fine della corsa avverto un dolore al tendine della caviglia. Ebbene si. Questo è il chiaro segnale che un altro paio di scarpe è andato. Paio che mi ha accompagnato per tutta questa tosta preparazione alla maratona.

    Ci ho corso quasi tutti i mie lunghi. Queste scarpe saranno un pezzo importante che segna il mio percorso nella corsa. Grato di avervi avuto ai piedi e di avermi sorretto in ogni km. 450km assieme. Grazie.

    Resta il fatto che ho un po di dolore alla caviglia, leggero ma c’è. Torno a casa. Mi preparo una tisana con le bacche di goji e vado dalla fisioterapista.

    Seduta di ultrasuoni. Necessito di manutenzione e rodaggio in prossimità della mia maratona. Tutto va per il meglio. Le gambe son pronte. La mia mente è pronta.

    Pranzo, mi godo il buon cibo che mi nutre e mi rende energico per la mia attività. Non si tratta solo di cibo ma di un momento in cui riesco a essere presente. Cucinare, assemblare le mie pietanze, condirle. Tutte cose che mi rendono presente e che apprezzo a pieno.

    Il cibo non lo vedo solo come qualcosa che serve per nutrirmi, ma anche come bene prezioso. Son sempre stato una persona a cui piace mangiare. Ma con il tempo ho imparato ad apprezzarlo realmente. Amo provare cibo nuovo, amo mangiare bene e sopratutto amo cucinare per le altre persone.

    Non c’è cosa che mi rende più felice di poter cucinare per gli altri. È per me fonte di piacere e gratificazione. Il poter prendermi cura e far godere le persone con del buon cibo. Atto di amore, di espressione.

    Ed è il modo migliore in cui riesco ad esprimermi.

    Questo pomeriggio, ho inoltre affrontato un discorso alquanto delicato con mia mamma. Si tratta di mio fratello che non va bene a scuola. E del fatto che secondo me è inutile inveire contro di lui per cercare di forzare le cose.

    I genitori lo fanno per il nostro bene. Ci sgridano, ci mettono in punizione, ci dicono che essere bocciati è un male perché perdiamo anni della nostra vita. Ma in fondo la realtà delle cose è un altra.

    I nostri genitori vogliono il meglio per noi. Ma che cosa è realmente la cosa più giusta per noi ? Prendiamo scelte di vita così difficili in giovane età. Ci mettono difronte a scelte difficili in anni difficili. Non so neanche io cosa voglio essere nella mia vita a 24 anni, non oso immaginare mio fratello a 18.

    Ci viene detto di studiare, di essere promossi, di trovare un lavoro sicuro.

    Da un lato capisco la mentalità dei genitori odierni, ma mi trovo in pieno disaccordo con tutto ciò. Son dell’idea che a questa età dobbiamo provare, scoprire e capire chi siamo.

    La vita è una, non è fatta per essere sprecata a prendere scelte che gli altri reputano giuste per noi.

    A volte bisogno andare contro al volere dei propri genitori. Suonerà sbagliato, da egoista.

    Ma per stare bene con noi stessi dobbiamo prima capire chi siamo e cosa vogliamo. 

    Io sto ancora cercando di capirlo a 24 anni.

    Non so chi sono, né cosa voglio e né dove voglio stare.

    Voglio il meglio per mio fratello, ma so che anche lui sta passando un periodo adolescenziale non facile. So che anche lui troverà la sua strada, e non è un voto o un anno andato male a definire la persona che è.

    Detto ciò, ho cercato nel modo più pacato possibile di far ragionare mia mamma sul fatto che inveire contro di lui non è di certo la scelta giusta.

    È stato uno scambio di opinioni costruttivo, e son felice di ciò. 

    A domani cari lettori, vi auguro a tutti voi di capire chi siate e cosa volete nella vita, e nel caso lo aveste già trovato, tenetevi stretta la vostra visione e andate avanti per quella strada. Siate felici.


  • Ep.16 – Boost naturale

    -Ottimo sonno, sole splendente e una buona mattinata.-

    Ore 6:00am, suona la sveglia.

    Mi sento fresco, rigenerato. Come se il pranzo di domenica fosse acqua passata.

    Guardo il garmin, sleep score 100. 8 ore di sonno, hvr basso, e il mio corpo è rigenerato. Mi guardo allo specchio…mi vedo super bene. I miei timori e paranoie riguardo il mega pranzo di domenica son svanite. Aver mangiato tutto quel cibo, ed essermelo goduto a pieno non ha fatto altro che migliorare i miei livelli di cortisolo, riempire le mie scorte di glicogeno che oramai erano vuote, e darmi energia a sufficienza per affrontare gli allenamenti.

    Sono felice di vedermi bene, e son contento di aver iniziato così questa settimana.

    6:20am. Mi preparo il caffè, faccio la mia amata colazione. Leggo, scrivo e mi godo un buon risveglio. Oggi, ho voglia di correre presto. Mi metto le scarpe, e vado. 9km molto easy portati a casa, e come solita tappa : Pane fresco !

    Non posso dire di aver avuto una buona giornata se no ho comprato il pane in panificio. Son veramente grato di avere la possibilità di permettermi di comprare del pane fresco. Immensamente grato.

    Torno a casa, faccio il letto ed è già ora di andare in palestra. Ma prima, decido di ricaricare le mie energie. Oramai snack consolidato nella mia routine di allenamento, due fette di pane bianco, banana e miele. Il giusto bilanciamento di carboidrati, per sostenere i miei allenamenti.

    Dopo più di una settimana che non toccavo i pesi, oggi faccio la mia seconda sessione della settimana. E siamo solo a martedì !

    Spesa veloce, pranzo con pane fresco e uova. Una goduria. Sebbene mi venga sempre rinfacciato il fatto che i miei pasti siano noiosi e ripetitivi, io non trovo nulla di più buon del pane con formaggio spalmabile e una dose di proteine sopra. Chiamatemi noioso, ma io AMO ciò che mangio.

    Preparo la cena da portare a lavoro, il mio snack da godermi con il caffè e si vola a lavoro. Il tempo è passato veloce, mi son goduto questa bella mattinata.

    Son pronto ad affrontare una nuova giornata.

    A domani cari lettori.


  • Ep.15 – Carbo coma

    -Sonno pessimo, stanchezza cronica e ottima ripresa con la corsa.-

    Buon pomeriggio cari lettori.

    Oggi c’è un sole pazzesco, la giornata è perfetta se non fosse che è iniziato tutto non nel migliore dei modi. Ore 10:30pm ieri, prendo sonno. La mia pancia è super piena e faccio fatica a dormire.

    Ieri, mi son abbuffato in maniera poco intelligente. Ho mangiato fette di pane con la nutella alla sera, nonostante fossi già pieno. Chiaro segno di ansia. Lo so bene, e ne sono consapevole di ciò che ho fatto.

    L’unica cosa che mi salva è che il mangiare questo quantitativo di carboidrati ha riempito le mie scorte di glicogeno dopo mesi di deficit pesante e oggi stavo al settimo cielo fisicamente.

    Tralasciando questo episodio, dopo essermi addormentato mi alzo due volte. Una delle quali sento un reflusso molto pesante. Son rimasto sveglio per 1 ora intera, causando così uno scombussolamento al mio risveglio questa mattina.

    Ore 6:00am, mi alzo nonostante la mia sveglia fosse alle 07:30am. Mi alzo, bevo acqua e mi accorgo di avere il frigo vuoto. Riprendo sonno e mi alzo alle 08:00am.

    Faccio la spesa, tutto ancora destabilizzato da una notte poco piacevole. Mi sento drenato, esausto. Torno a casa, faccio colazione e sistemo la spesa. Mi faccio il letto, spalanco la finestra e faccio entrare un pò di aria pulita.

    Nel frattempo, sono in divano a guardare i social e scrollare come un cretino. Attendo 2 ore e mi vesto. Oggi riprendo a correre dopo 1 giorno di fermo post 38km. Avevo proprio bisogno di riposare ieri e godermi quel cibo. Nonostante ho esagerato con le porzioni, ciò mi è servito per ricaricarmi un pò.

    Mi vesto, inizio a correre. Nessun dolore, respiro facile e gambe che vanno. Se da un lato mi son detto parole tutta la mattinata, per non essermi controllato ieri, da un lato son felice che riesco ad allenarmi con estrema facilità e sebbene appena sveglio ero privo di energia, mentre correvo mi son sentito particolarmente energico.

    Finisco di correre, son veramente felice di stare così bene. Di aver recuperato così in fretta dopo 38km di sabato.

    Pranzo, il solito. Pane, sfilacci e verdure. Caffè e relax. Mi pianifico con cura i caffè, ristoranti e musei da vedere a Copenhagen. Ho deciso che non correrò come un dannato per vedere più cose possibili. Ma godermi questa città senza pressione.

    MI godrò dei buoni caffè, visiterò in modo leggero, e andrò alla scoperta della città nel modo più spontaneo possibile.

    Certo, mi son pianificato qualche posto storico da vedere, ma non penso entrerò e farò il turista come ho sempre fatto. Voglio godermi 5 giorni di break. Voglio correre, farmi la spesa, camminare o pedalare lungo le ciclabili, e rilassarmi davanti a un cardamom bun e un ottima tazza di caffè o matcha.

    Nulla di più. questo voglio ed è esattamente ciò di cui ho bisogno.

    Registrerò il mio primo video youtube, creerò contenuti per la mia pagina social e cercherò di fare un pò di connessioni.

    Da oggi inizia ufficialmente la prima settimana di scarico pre maratona. Il lavoro grosso è stato portato a termine con successo. 1 mese e mezzo di preparazione, sudore e focus. Mese e mezzo in cui ho dato tutto me stesso, in cui ho cercato di fare del mio meglio. Ho completato tutti gli allenamenti e i lunghi che dovevo fare. Ho saputo destreggiarmi con grande successo.

    Quel che è fatto è fatto. Ora si scarica, ci si gode gli ultimi allenamenti e si cerca di arrivare pronti il 26 aprile. 42km di pura gioia mi si aspettano in quella data.

    Sarò io, le mie gambe e la strada da percorrere.

    Nulla di più.

    Siamo pronti.

    Oggi, ho fatto giorno di doppio. Nel pomeriggio, son andato a fare una piccola sessione di allenamento in sala pesi. Ora che correrò meno, ho intenzione di ritornare più spesso in palestra. Non solo perché voglio riprendere un pò di volume ma anche per cercare di recuperare e rinforzare le gambe. Chi corre sa bene di quanto sia importante allenare le gambe in palestra.

    Era da più di una settimana che non andavo in sala pesi. Ora che ho concluso l’ultima settimana impegnativa di corsa, cercherò di andare almeno 3 volte di cui 2 volte darò focus alle gambe. Voglio arrivare alla maratona super in forma, e con delle gambe cariche. Pronte a dare tutto. Questa maratona non mi spaventa. Mi sento pronto, e mi prenderò tutto ciò che mi spetta.

    Sarà la mia prima maratona, e il mio obiettivo principale è finirla, e di godermela. Certamente vorrei concluderla con i tempi che mi son prestabilito e sicuramente lo farò, ma in primis devo ricordarmi che devo godermi di più queste cose, e non badare solo al risultato ma anche al processo.

    Nel pomeriggio, ho affrontato una lunga seduta di self talking con me stesso e il mio diario. Era da parecchio tempo che non mi analizzavo così a fondo, e oggi son andato veramente deep.

    La giornata è quasi volta al termine, mi godrò una buona cena assieme alla mia famiglia, mi guarderò un bel film e leggerò qualche pagina del libro iniziato da poco.

    Sebbene, io in questo periodo sto avendo zero voglia di leggere, cerco sempre in qualche modo di non rompere questa abitudine. Leggo anche solo 10 pagine, ma lo faccio. Anche contro voglia. Ho provato sulla mia stessa pelle, cosa vuol dire interrompere un abitudine per più di 2 giorni. Si finisce con il perderla.

    Quindi almeno sul diario, lettura e daily journal cerco di essere costante. Di andare anche contro voglia e farlo. Non importa se poco o tanto, ma farlo. Questo è il giusto approccio.

    Non devo interrompere le mie routine. Rotta 1 volta, rotta 2, rotta per sempre.

    Non c’è nulla di male nel interrompere le abitudini per un giorno, può succedere. Ma l’importante è non farlo per 2 giorni consecutivi.

    Detto ciò, io vi auguro una buona serata. Ora mi concederò un buon film, accompagnato da una buona cena.

    A domani.


  • Ep.13/14 – Pasqua

    -Long run, cena con Thomas e… Pasqua.-

    Buon pomeriggio cari lettori, vi auguro una buona Pasqua e di trascorrerlo con serenità in famiglia.

    Oggi, mi son goduto un buon pranzo assieme alla mia famiglia. ho un pò esagerato, ho mangiato molto ma son felice. Un buon pranzo non rovina tutti i miei progressi, sopratutto dopo una bella corsa portata a termine ieri.

    Ieri non son riuscito a scrivere il mio daily post quindi lo recupero oggi con un breve riassunto.

    Giorno 04/04, sveglia alle 6. Colazione, la solita. Sento un pò il corpo teso, sento la pressione di dover affrontare un 38km con il tendine del femorale dolorante. Attendo 1 ora post colazione, mi preparo i miei gel, la mia borraccia di acqua e sali e siamo pronti.

    Faccio un leggero stretching, sospiro e prego che tutto vada bene, consapevole che ho un leggero dolore. Ma non mi importa. La mia voglia di portare a termine quell’allenamento è più forte di ogni altra cosa.

    Ci sono solo io e quella dannata corsa, la più lunga finora. La mia testa c’è. Le gambe un po meno ma sono in pieno focus.

    Parto, musica alle orecchie e ascolto il mio corpo. Km dopo km, gel dopo gel, le gambe iniziano a girare. Il dolore si allevia, il mio respiro inizia a fluire leggero come una libellula.

    Son felice. Corro e sorrido. Sorrido per tutti i sacrifici che ho fatto, per tutti i km che ho macinato in questi mesi e della costanza che son riuscito a mantenere.

    Rifletto su tutta la motivazione che mi ha permesso di portare a termine un percorso tosto e che mi ha messo a dura prova tra piccoli infortuni e volte in cui avrei non voluto correre.

    La mia mente è forte, è pronta a tutto. Io sono pronto, a mangiarmi quei dannati 42km.

    Ieri, il sole splendeva sopra la mia testa. Un aria fresca mi asciugava il sudore, e la mia pelle diventava sempre più salata. 10 giri completi del parco, 5 gel e 1 litro di acqua. I km scorrono a una velocità impressionante, fatico a rendermene conto. Arrivo a 38km con tranquillità. Il mio tendine chiede pietà, lo ascolto.

    Finisco, mi siedo e mi bevo un gatorade al sole nel parco. Sono felice. Quasi non piango dall’emozione. Ciò mi ricorda di cosa sono capace. E del fatto che non sono inutile come penso, e se credo in qualcosa io posso ottenerla.

    Concludiamo la settimana con 110km, wow. Picco più alto fatto finora. Son felice ma leggermente stanco.

    Prendo la bici, torno a casa. Pane, sfilacci di cavallo e fragole, non potevo chiedere di meglio. Un ottimo pasto rigenerante e gratificante.

    Il pomeriggio lo passo in cucina a preparare e organizzare tutto il menù per oggi, 5 aprile, giorno di Pasqua.

    Preparo il vitello, cotto alla perfezione.

    Mi lavo, mi vesto e mi vedo con Thomas. Un ottimo pomeriggio a Padova, a farci un bel giro assieme, a parlare del più e del meno e arriva il momento di decidere cosa mangiare.

    Crudo di pesce, un pacchero ai gamberi e un buon tiramisù. Si, ogni tanto mi tolgo via anche io certi sfizi. Celebro la fine di una lunga e faticosa preparazione con un ottima cena con un buon amico. Son felice di aver trovato una persona così, genuina, brava e di buon cuore.

    Grazie Thomas, per esserci. Sei una brava persona.

    Finiamo la serata a Venezia, in buon buon cocktail bar. Io bevo un alcolico dopo mesi. Un buon fermentato di kombucha, e me lo godo. Ore 23:30, iniziamo ad avviarci verso la macchina. Sono cotto, son pieno di sonno, e mi si aspettava una sveglia presto per questa mattina.

    5 aprile 2026, 07:00am.

    Sveglia, mi alzo e vado a ritirare i dolci per il pranzo. Ancora un pò indolenzito da ieri, e con i postumi del sonno. Ritiro i dolci, torno a casa e faccio la mia solita colazione. Mangio, mi bevo un buon flat white e inizia una lunghissima mattinata ai fornelli.

    Dalle 8:00am alle 12:30am, tra primi, secondi e contorni. Cucino con amore, passione e perfezione. Si, io son un perfezionista nato in cucina. Per me tutto deve essere perfetto. Niente deve essere fuori posto, e tutto deve essere cucinato alla perfezione.

    Quando cucino, mi sento bene, lo faccio con il cuore. Per me, cucinare per qualcuno è la forma di amore più grande che esista. E questo è il mio modo per esprimerlo verso gli altri. Prendermi cura delle persone che amo, metterci passione nel cibo e vedere la loro reazione.

    Ho sempre avuto questo approccio con il cibo, anche quando ero fidanzato. Ho sempre cercato di esprimere il mio amore attraverso una forma di comunicazione diversa dal solito. Trasmettere emozioni e sentimenti, cucinando.

    Non si tratta del cibo in se, ma dell’atto stesso.

    Attenzione alla materia prima, ai condimenti, all’impiattamento. Tutto deve essere perfetto, curato e cotto bene.

    Oggi ho cucinato tutto. Antipasti con pasta sfoglia e feta greca, bruschette con salsiccia e stracchino. Bigoli all’anatra, cannelloni ricotta e spinaci e vitello tonnato. Tutto è stato buonissimo. Mi sento super pieno, anche perchè oltre al pranzo ho voluto togliermi via uno sfizio appena tornato a casa.

    Del buon gelato. Erano mesi, e mesi che non ne mangiavo. Ho preso talmente tanto a cuore la mia preparazione e la mia alimentazione che oramai mi ero dimenticato di certi sapori.

    Ma durante questi mesi non si è trattato di privazione, ma soltanto del fatto che amo ciò che mangio regolarmente. Il pane con il salmone o sfilacci, son cibi che mangerei costantemente senza stancarmi.

    Amo mangiare bene, amo vedermi bene e sentirmi pieno di energie. ma a volte bisogna lasciarsi andare.

    Ed oggi, è uno di quei giorni. La fine e la gratificazione di una preparazione. Pasqua. Momento in cui si sta tutti assieme e si condivide del cibo. Sebbene mi sento un pò in colpa per aver mangiato così tanto, fino a esser pieno come un uovo, sono felice.

    Chiedo sempre tanto dal mio corpo, e oggi ho voluto ricompensarlo con un buon pranzo.

    Felice e grato di questa giornata.

    Domani, si ritorna alla routine.

    Partono così, le ultime 3 settimane di tapering pre maratona. E sono un sacco felice che tra 6 giorni partirò per Copenhagen !

    Sono al settimo cielo, non vedo l’ora di visitare questa città. Erano mesi, che sognavo questa meta. E ora sta per diventare realtà.

    Domani mi strutturerò un piccolo itinerario, anche se l’unico scopo che ho, è di godermi 5 giorni di tranquillità, tra musei di architettura e specialty coffee.

    -6, Copenhagen.

    Colgo l’occasione per esprimere la mia gratitudine verso:

    -Me stesso, per il buon percorso che sto affrontando verso la mia prima maratona.

    -La mia famiglia che mi supporta in tutto e per tutto.

    -La mia ex ragazza che ha saputo sopportarmi e formarmi al meglio.

    -Thomas, che è un ottimo amico.

    A Dio, che sei sempre con me in tutti i miei momenti di alti e bassi, e cerchi sempre di aiutarmi in tutto. Che trovi sempre un metodo per farmi rialzare da tutti i miei momenti di negatività e depressione. Grazie.

    A domani, cari lettori.