• Ep.02 – Io, una Lime e la Senna.

    -Azioni cattive, ricordi di una serata indimenticabile e un buon inizio giornata.-

    Buongiorno cari lettori, come state ?

    7:12am, dopo una buona colazione, aver parlato a me stesso nel mio diario e una buona lettura sono qui a scrivere.

    La mattina è iniziata nei migliori dei modi. Son fresco e rilassato ma con delle cose da dirvi.

    Ieri, ho peccato. Una delle cose che voglio smettere di fare, è dar peso a persone e azioni che non meritano la mia attenzione. Devo imparare a lasciar andare, a non farmi prendere da situazioni potenzialmente dannose. Iniziare a provare compassione nei confronti delle persone che si comportano in mala fede.

    Con il tempo ho capito una cosa. Se qualcuno trova tempo per parlarti male, o per gettare fango su ciò che fai, si tratta di una riflessione dei sentimenti e azioni che prova per se stesso. Quindi, non devo fare altro che provare amore e compassione verso tutto ciò.

    Agire con bontà e compassione. Non voglio più perdere la pazienza e consumarmi per queste situazioni. La mia pace interiore e calma, valgono più di tutto ciò. Avere una mente calma e buona sono l’obiettivo di vita primario.

    Ora però voglio tornare a parlare di cose che mi fanno star bene. Son sulla mia sedia, rilassato e guardo fuori dalla finestra. C’è il sole, lo ringrazio e sono felice.

    Adoro quando il sole splende, il cielo è azzurro e il clima mite. Primavera e autunno, le mie stagioni preferite. Non c’è nulla di più bello, i fiori iniziano a sbocciare, gli uccelli escono a cantare, e tutto sembra più colorato. Ciò mi riempie il cuore e mi rende produttivo.

    Questa mattina, mi è riaffiorato un bellissimo ricordo di Parigi, e vorrei parlarvene.

    Parigi, Le Marais. Ore 22.

    Cena da Chez Janou. Non so dirvi quanto io ami quel posto, mi sento a casa. Filetto di anatra e patate arrosto, emozione per le mie papille gustative.

    La gente che mangia felice, che si diverte, tutti sono spensierati e si godono la serata. Non c’è spazio per altro.

    Il cibo è buonissimo, l’atmosfera è incantevole. Mi guardo attorno, e mi rendo conto di quanto io sia fortunato.

    Una Lime, lungo la Senna. Pedaliamo, senza meta ben precisa. Seguiamo il fiume, osservando i tetti delle case e le luci che illuminano questa splendida città.

    Mezzanotte, Tour Eiffel. Saliamo sopra. Vedere la città dall’alto non ha prezzo. Son felice e grato, e capisco di quanto io sia fortunato a poter vedere certe cose.

    Ricordi indelebili, che hanno segnato la mia vita.

    Vedete, Parigi è per me fonte di vita e ispirazione. Qualsiasi cosa, dalla più piccola alla più grande, riesce a nutrire la mia anima in modo genuino. Dal caffè appena servito con amore, alla biciclettata fatta in compagnia, alla bellezza dei tetti. Tutto in qualche modo mi rende felice. Amo quella vita.

    La vita che un giorno farò, in un posto che chiamerò casa, Parigi.


  • Ep.01 – Parigi, arrivo.

    Ep.01 – Parigi, arrivo.

    -Resoconto 75 days challenge, e un nuovo inizio alle porte.-

    Buongiorno cari lettori, e buon inizio settimana.

    Oggi il sole splende, il cielo è sereno e la temperatura è perfetta. Che altro potevo chiedere ?

    Oggi voglio prendermi del tempo per trarre le conclusioni e chiudere in bellezza questo periodo concluso dei 75 days challenge.

    Che dire, il tempo passa davvero in fretta, non me ne sono neanche reso conto.

    Son stati 2 mesi e mezzo di alti e bassi. Ho passato bellissimi momenti ma altrettanti brutti, in cui mi son visto sotterrare dalle emozioni e dalla resistenza. Ma nonostante tutto siamo qua oggi, forti, a parlarne.

    Voglio rendere grazie a me stesso, per i progressi fatti, e per le cattive abitudini che son riuscito a sconfiggere.

    La cosa di cui più vado grato, è sicuramente la mia vittoria contro la cattiva relazione con il cibo. Io ho vinto, non son più dipendente dal cibo processato e ho smesso di abbuffarmi come un dannato, fino a stare male e scoppiare. Non ho più sfogato rabbia e emozioni negative con il cibo, non ho più sensi di colpa quando mangio fuori, e ho smesso di tracciare i valori nutrizionali. Mangio, seguo una corretta alimentazione ma senza crearmi ansie e preoccupazioni di alcun genere.

    Certo, rifiuto molte volte di mangiare fuori, o di mangiare dolci processati. Ma non si tratta di paura, ma per il semplice fatto che sto per affrontare l’obiettivo posto a livello atletico di quest’anno. Maratona sub 3 ore. Manca 1 mese, e voglio agire al massimo delle mie possibilità, dare tutto me stesso e mangiare il meglio che posso.

    Son fiducioso nel raggiungimento del mio traguardo, mi sento pronto e son fresco sotto ogni punto di vista.

    Detto ciò, voglio passare in rassegna delle cose di cui sono felice e di cui posso migliorare senza ombra di dubbio.

    Iniziamo dalle cose positive :

    • Ho sistemato la mia relazione con il cibo e non sfogo più tristezza e ansia in abbuffate fuori controllo. Mangio fuori si, ma con moderazione, godendomi tutto ma con controllo. Mangio fino a essere pieno del 85% delle mie capacità.
    • Ho meditato per circa 55/60 giorni su 75, con una media di 10/15 minuti al giorno. Ho letto almeno 10 pagine di un libro, e inoltre ho scritto il mio daily journal e blog ogni giorno.
    • Cosa di cui vado molto fiero, è la totale assenza di utilizzo del telefono e stimoli visivi la prima ora dal risveglio. Questo per me è stato molto rilassante e l’ho fatto veramente con piacere.
    • Mi son allenato almeno 1 volta al giorno, favorendo attività all’aperto, come la corsa.
    • Ho iniziato a prediligere un ottimo sonno, accompagnato da una sveglia mattutina tra le 6am e 6.30am e questo mi ha reso davvero molto orgoglioso di me stesso, sopratutto perché sto dormendo meglio e il mio corpo è più rilassato.
    • Ho iniziato a scattare di più con la mia macchina fotografica, e a prendere la mano con l’utilizzo di esse.

    Bene, posso ritenermi soddisfatto certo, ma ora guardiamo il faccia anche l’altra medaglia delle cose, e mettiamo in rassegna tutto ciò che ho trascurato e che devo migliorare.

    • Ho scrollato in modo compulsivo i social, a oltranza in alcune circostanze. Per i primi 30/40 giorni ero riuscito a limitare l’uso generale di social e schermo, ma poi son ricaduto in tentazione e ho ripreso a scrollare.
    • Non ho rispettato la regola imposta di spegnere il telefono 1 ora prima di dormire.
    • Non ho ancora postato qualcosa sul mio profilo, questo è un tasto dolente che mi prende molto. Son 75 giorni che dico che avrei postato qualcosa, e avrei iniziato la mia carriera da content creator, e la sto procrastinando al massimo.
    • Non ho lavorato a pieno sulla mia vocazione, ma mi son fatto battere dalla resistenza costantemente, prediligendo l’uso del telefono a sproposito e son stato un consumatore e non produttore.
    • Ho speso molti soldi inutilmente, compensando la mancanza di qualcosa con l’atto di comprare e spendere soldi.
    • Non ho postato un video su youtube, ecco. Questa era una di quelle cose che avrei veramente voluto, e che non ho ancora fatto.

    Ora che ho tratto le conclusioni delle cose di cui vado fiero e di cosa posso migliorare, vorrei parlarvi a livello emotivo di come è andata e di cosa son grato.

    Meditando e leggendo molto, sto imparando a saper gestire le mie emozioni e il modo in cui affrontare la vita. Si, ho sempre avuto problemi del controllo emotivo, della rabbia e dell’uso spropositato di offese. Ma durante questi 75 giorni qualcosa è cambiato. Ho iniziato ad agire in modo più benevolo, a saper un minimo controllare le mie emozioni negative e a saper dosare l’uso della parola. Si, a volte ho veramente perso la ragione e sono esploso, ma è successo non troppe volte. Meditare credo sia stata la ragione di tutto ciò. Mi ha fatto prendere consapevolezza di me stesso e pieno possesso dell’uso delle mie emozioni.

    Ogni giorno che mi alzo, esprimo gratitudine per qualcosa. Cerco sempre di agire con bontà e altruismo e sto cercando di essere meno serpente, a offendere e prendere in giro meno le altre persone, e agire come se fossimo tutti fratelli e sorelle. Sebbene, a volte perdo la pazienza e esagero, poi mi metto in rassegna con me stesso, e cerco di prendere atto del fatto che ho agito in mala fede, e provo a migliorarmi. molte volte ci facciamo trascinare dalle altre persone, ci facciamo prendere la mano. E ciò causa comportamenti che non vano bene.

    Altra cosa che devo migliorare, è il lasciar andare le cose, lasciar passare tutto ciò che potrebbe danneggiare la mia integrità del mio Io profondo, e della mia calma. Io voglio imparare ad agire con indifferenza e sorriso di fronte a tutte le cose che mi generano cattiveria, ansia, repressione e sentimenti negativi. Voglio poter mantenere integra la mia pace interiore, ad agire solo con amore anche davanti a situazioni che tendo a perdere la pazienza. imparare a fregarmene della gente che mi parla male, e ad avere compassione per chi prova risentimento nei miei confronti.

    Questo è il vero obiettivo per me. Lasciamo da parte tutto e pensiamo a questo. Una mente sana, uno spirito libero, e la calma interiore. Cos’altro c’è di più gratificante e forte di ciò ? Certamente ho un sacco di obiettivo di vita, ma penso che raggiungere il nirvana, la pace interiore ed il saper star bene e essere calmo di fronte a qualsiasi situazione non abbia prezzo.

    Questo è ciò a cui voglio puntare. Raggiungere i miei obiettivi di vita e i miei obiettivi a livello interiore. Mente calma, pensieri e emozioni positive, bontà, amore e compassione verso tutte le cose e persone che mi circondano. Agire con tranquillità, il saper muoversi con calma e lentezza e non aver foga.

    Questo voglio.

    Detto ciò chiudiamo così un grosso capitolo della mia vita, una sfida che mi ha dato molto e che mi ha insegnato tanto, e di cui son felice di aver portato a termine. Con ciò non vuol dire che tutto finirà così, ma che ora è giunto il momento di portare avanti i valori imparati, e di conseguire le cose che ho trascurato.

    Ma da oggi in poi, si apre un nuovo capitolo. Parigi, arrivo.

    Vi porterò con me, tutti assieme, verso la mia vocazione più grande. La mia nuova vita a Parigi. Io voglio conseguire la mia ragione di vita più grande. Penso che dentro di me ci sia un fuoco acceso da 1 anno a questa parte, che nonostante tutto non si è mai spento. La resistenza mi ha battuto tante volte, mi ha messo al tappeto come un principiante ma se c’è una cosa che non è mai riuscita a piegare è la mia fiamma interiore. Parigi, fiamma ardente e forte che si trova dentro di me. I brividi che provo ogni volta che ne parlo. Sebbene sia una città molto criticata e non compresa per me resta la città più bella, il posto che un giorno sarò felice di chiamare casa.

    Si, io sono un viaggiatore nato, amo alla follia viaggiare e continuerò a farlo fino alla fine dei miei giorni, ma la mia base sarà Parigi. Ancora non ho un piano di come arrivarci e cosa fare, ma lo troverò. Ho capito delle cose molto importanti nel corso di questi 75 giorni, e di cui ne ho parlato un sacco di volte nei miei articoli, e ciò si tratta dei pilastri fondamentali.

    Viaggi, Parigi, riprese, fotografia e creazione di contenuti. Ciò è quello per cui io voglio e ho deciso che lotterò. Questa è la mia ragione di vita, ciò per cui voglio lottare e che vale la pena conseguire. Tutto il resto per me non ha importanza. Questo è ciò che voglio, ciò che mi fa battere il cuore e che mi da felicità. E ovviamente, correre. Queste 6 cose sono e saranno al centro della mia vita, e mi accompagneranno in questo lungo percorso di vita.

    Son lieto di annunciarvi così, l’inizio del mio nuovo capitolo di vita.

    Parigi, arrivo.


  • Day 75/75 – Chiusura del capitolo

    -Giunti al termine, fotografia e…Venezia.-

    Buonasera cari lettori, come state ?

    Giornata volta al riposo, più che meritato. Si conclude una settimana di sacrifici e sudore, con un totale di 105km di corsa e due sessioni di fotografia.

    Oggi, ho deciso di rilassarmi, di fare un piccolo allenamento di recovery in palestra e di passare il pomeriggio a Venezia a scattare.

    Non vi nascondo che oggi nonostante dovesse essere una giornata bella e gioiosa, ho provato parecchio senso di malinconia. Ultimamente è un sentimento che sto provando parecchi. Provo dolore, tristezza e disprezzo per ciò che sono ora.

    Passo giornate a sognare e vivere dentro la mia mente, creandomi il film della mia vita ideale. E tutto volge a una sola parola, che mi gira attorno da un anno ormai, Parigi.

    La sogno, la desidero la vedo. E’ con me. Il pensiero e il desiderio sono forti.

    Oggi, si chiude un capitolo durato 75 giorni, dove abbiamo fatto progressi notevoli. Sebbene ci son state cose negative, io voglio vederla dal lato positivo.

    Rendermi conto e gratificarmi del fatto che ho superato una cattiva abitudine che mi accompagnava da quando son piccolo. Non soffro più di binge eating. Non riverso più la mia ansia e tristezza nel cibo fino a sentirmi male. Ed ora è più di 2 mesi che son guarito. Il mio rapporto con il cibo è sano.

    Ciò che mi ha fatto rendere conto di questa cosa è stato proprio ieri, in cui ho voluto mettermi alla prova. Sushi all you can eat. Per me, è sempre stato un debole. Un posto in cui ho sempre mangiato a sproposito come se non ci fosse un domani. Ordinavo come un dannato, fino a sentirmi talmente pieno da non riuscire ad alzarmi.

    Ieri invece, nonostante avessi una fame allucinante, dovuta da 36km di corsa, ho mangiato con parsimonia. E’ vero, ho mangiato più del solito, ma ho mangiato fino che non mi sentissi sazio per il 90% delle mie possibilità. Ho prediletto sashimi, e uramaki non fritti. Mi son goduto tutto, ho provato tante tipologie diverse ma senza ordinarne più di una volta lo stesso tipo, ho detto di no all’ingordigia. Ciò mi ha fatto capire di quanto io sia migliorato e di quanto sia cresciuto sotto questo punto di vista.

    Dal 6 gennaio, io non ho più toccato zuccheri raffinati. Niente biscotti, merendine e cibi altamente processati. Son stati due mesi e mezzo in cui ho prediletto cibi veri, sani e con un vero gusto. Son molto grato di me stesso.

    Oggi, tra una fotografia e l’altra ho avuto un down totale. Mi son sentito perso e solo, nonostante avessi migliaia di persone attorno. Mi sentivo invisibile al mondo, isolato. Mi son sentito perso, inutile e mi son posto una domanda. Perché non sono in grado di scattare come voglio ? Appena mi son posto questa domanda, è come se un masso mi fosse caduto addosso. Mi son sentito destabilizzato. Come se la resistenza avesse sganciato una bomba atomica sopra di me. Ma non te la do vinta.

    Son all’inizio, ho iniziato a scattare da relativamente poco. Ho strada da fare, e tanto da imparare.

    Detto ciò, domani mattina voglio prendermi del tempo per chiudere questo capitolo, e mettere nero su bianco le condizioni del prossimo capitolo che si aprirà da domani.

    Son troppo gasato dall’idea di far partire una nuova era, una nuova sfida per me stesso.

    A domani cari lettori, buonanotte.


  • Day 74/75 – 36km

    -Long run, pane alla frutta e chilling.-

    Buon pomeriggio cari lettori, come state ?

    Oggi il cielo è nuvoloso, la temperatura è ottima e mi son svegliato molto rilassato. 8 ore di sonno, sleep score di 99, vogliamo dirlo ? Ottimo.

    Sveglia alle 6.30am, colazione con fette biscottate, yogurt, banana e burro di arachidi. Ormai è la mia preferita e per nessun altra cosa al mondo la cambierei.

    Un pò di ansia pervade il mio corpo, non capisco se si tratta di ansia dovuta al fatto che mi sento perso o del fatto che sto per correre 36km. Avete capito bene, 36km. Mangio, medito e scrivo per scaricare un pò di tensione.

    Mi metto sul divano, attendo, attendo e attendo che la digestione faccia il suo dovere. Mi preparo, 4 gel e una borraccia con sali, sono pronto sto per partire.

    Scendo le scale, il cuore inizia a battere, e ci prepariamo. Guardo dritto verso il sole, tiro due respiri profondi e avvio il garmin.

    Ora non si torna più indietro. Ci siamo dentro del tutto.

    Inizio a correre, non percepisco fatica ma paura, paura di una distanza a me sconosciuta, ma fa nulla, io continuo a correre. I battiti salgono, anche senza percepire fatica effettiva. Questo vuol dire solo una cosa, ansia da prestazione.

    Mi guardo dentro me stesso, respiro e mi dico di quanto io sia forte, e continuo a ripetermi : “mind over body”. Me lo ripeto per un centinaio di volte. Il respiro piano piano inizia a calmarmi, il battito si stabilisce e inizio a trovare il mio flow.

    Non ho musica, non ho nessuno. Son le 8:45 e son appena entrato nel parco, in cui correrò per altri 30km al suo interno. La mia mente è forgiata a livelli altissimi, a tal punto da correre un percorso di 3.5km per 9 volte. Sono forte, lo percepisco.

    Guardo l’orologio, segna 7km, abbiamo appena percorso 1 giro del parco. Bene, ne mancano altri 8.

    Corro, corro, mi faccio accarezzare dall’aria fresca e continuo il mio giro. Corro guardando la laguna di Venezia, il rumore dell’acqua salmastra e il profumo di sale. Mi godo ogni singolo momento, e capisco di quanto io debba essere grato, non solo di poter correre ma di vivere una vita che molti altri sognano.

    Ci soffermiamo sempre a lamentarci di quanto schifosa sia la nostra vita, delle cose che vogliamo cambiare, e delle disgrazie che ci capitano. Ma non ci fermiamo mai un minuto, a renderci conto che la vita che stiamo vivendo molte persone la desiderano più di ogni altra cosa.

    Siamo degli stolti, ingrati delle cose che abbiamo, e consumisti. Vogliamo sempre di più, di più e di più. Ora mentre scrivo, voglio prendermi un minuto per esprimere la gratitudine che provo per questa vita magnifica che sto vivendo.

    Sono grato, per vivere, per correre e per avere la possibilità di decidere cosa voglio fare. Eternamente grato.

    Continuo a correre, i pensieri che mi pervadono son principalmente basati sulle ultime righe che vi ho riportato. 2 ore e 50 minuti la corsa di oggi, di cui 2 ore e 30 minuti passate a interrogarmi sulla mia vita. Ponendomi dubbi, senzazioni e desideri che voglio raggiungere.

    Vago, tra pensieri positivi e negativi. Mi punisco, di come a volte spreco il mio tempo in gratificazioni momentanee di poca importanza, e di come la resistenza si abbatte su me stesso. Mi fa pressione, e la sento. Ultimamente sta cercando di colpirmi anche mentre dormo, e questa cosa è assai frustrante. Lasciamo dormire in pace dannazione.

    Invece no, mi colpisce anche la.

    Guardo l’orologio, siamo a metà. Inizio a consumare il mio carburante, i miei gel. Mi sento carico, le gambe vanno e la testa è presente. Soltanto che la mia ansia sale, non a causa della corsa, ma del fatto che ho inveito contro chi cammina con le racchette al parco.

    Ciò mi crea frustrazione. So bene che dovrei lasciar stare queste situazioni inutili, ma a volte esplodo. faccio ancora fatica a evitare queste cose, e molto spesso mi ritrovo ad agire con impulsività e rabbia. Devo imparare ad agire con calma e indifferenza.

    Siamo a ridosso dell’ultimo blocco di corsa di 11km a 4:30, son contento. Son felice che ci stiamo avvicinando alla fine. Il traguardo è dietro l’angolo. Procedo con lucidità, km dopo km senza accorgermene.

    Manca sempre meno, e i miei pensieri costanti si riducono a uno solo. Cosa compro al panificio oggi ? Potrà suonare strano ma per me comprare il pane fresco al sabato è un rituale che difficilmente riesco a farne a meno. Pane di montagna, pane con la frutta e una focaccia per mio fratello.

    Ahhhhhhhh ci siamo, compro il pane e percorro l’ultimo km. Sento il sale in faccia, la sete si fa sentire e il profumo del pane caldo mi motiva a correre. 36km portati a casa con facilità. Sto bene, le gambe son leggermente indolenzite ma nulla di eclatante, e mentalmente sto una favola.

    Salgo le scale, soddisfatto. Mi cambio, mi lavo e mi distendo in divano. Riposo, meritato riposo. Attendo un po, ed è ora del pranzo. Come ve lo posso spiegare, che per me il pane fresco con avocado, formaggio alle erbe e salmone sono il mio comfort food. Ed è proprio così che decido di pranzare. Una sorta di premio, di privilegio per ringraziare il mio corpo e la mia mente dello sforzo sostenuto.

    Mangio con gratitudine, mi assaporo il salmone, e il formaggio spalmabile. Dio mio, quanto è dannatamente buono. Lo divoro così velocemente che neanche me ne accorgo. La fame è tanta, devo reintegrare. Ma, aspettate, c’è il panfrutto. Me ne taglio una fettina, e procedo a mangiarla. Albicocca, noci, uvetta, le mie papille gustative stanno festeggiando. Il mio corpo mi ringrazia e la mia mente si è nutrita a dovere.

    Settimana da 105km, immensamente grato che le mie gambe riescano a sopportare un effort simile. Se solo mi guardo indietro al 13 gennaio, quando decisi di intraprendere questo percorso, sorrido. Sorrido perchè mai avrei pensato che nel giro di 2 mesi sarei riuscito a progredire così in fretta e con così tranquillità. Amo correre, forse è questa la differenza.

    Vedete, il segreto è proprio questo. Fallo con amore. Ama follemente ciò che stai facendo. Ogni fatica, dolore e sofferenza svanisce. Dall’inizio ad ora non ho mai pensato di mollare, ho sempre creduto in me, e nonostante l’obiettivo ambizioso che mi son posto, son sempre stato costante e devoto. Certo, anche io molte volte corro senza voglia, o con stanchezza addosso. Ma è proprio qua che si distingue un amatore da un professionista. Io mi presento ogni giorno, che sia bello o brutto, che sia in forma o meno, ma son sempre qua presente a fare ciò che devo. Non invento scuse, non procrastino ma eseguo.

    Devo usare questo approccio anche nel mio lavoro. Non posso usarlo solo nella corsa, ma devo farlo anche verso la mia carriera. Ho tanti sogni che voglio raggiungere, e la maggior parte delle volte procrastino.

    Ho sconfitto la resistenza nella corsa, ma non ancora nel mio lavoro. Devo riuscirci. Io ti batterò cazzo.

    Ultimamente, i miei pensieri son tutti indirizzati su una cosa sola, Parigi. La sogno, la vivo nella mia mente, e sogno ad occhi aperti il mio futuro lì.

    Io, una corsa mattutina, la mia baguette sotto al braccio e la mia fujifilm al collo. Io, il mio lavoro da fotografo e regista, e il mio appartamento con un terrazzino.

    Sogno, immagino e vivo nella mia testa tutto ciò. Se è vero che per arrivare dove si vuole bisogna manifestare e attrarre, solo dio sa quanto sto manifestando in questo periodo. Passo ore, a scrivere e immaginare quella città. E’ diventata la mia ossessione, qualcosa che non posso fare a meno.

    Da quando son stato la prima volta e l’ho vissuta veramente qualcosa si è acceso dentro di me. Un piccolo punto di luce, che nel corso degli ultimi due anni è diventata un fuoco ardente. Vive dentro di me, si alimenta e non si spegne mai. Ma è li forte che mi sostiene.

    Io vivrò a Parigi, ad ogni costo.

    Son grato di aver ripreso a meditare ed oggi è il giorno 2 in cui re instauro quell’abitudine. Anche oggi 5 minuti, il minimo certo. Ma il giusto per renderla appetibile, e non stancarmi di farlo.

    Oggi pomeriggio uscirò a fare un giro con Thomas, il mio amico. E chi lo sa, magari mi delizierò di qualche pietanza ottima.

    Penso che oggi me lo sia meritato, dopo tale sforzo e traguardo, mi son meritato una buona cena e ovviamente una buona tazza di specialty coffee. Non potete capire di quanto io sia ossessionato dal profumo e dal sapore che ha il caffè. So bene che andrebbe moderato e bevuto con parsimonia, ma è più forte di me. Ogni sorso che faccio, mi rende felice.

    Siamo quasi giunti al giorno finale della challenge, domani sarà il day 75. Da qui si chiuderà il primo capitolo di questo blog, e accoglieremo con amore il prossimo capitolo che ci accompagnerà per un bel periodo.

    Domani farò il resoconto di questi 75 giorni, cosa abbiamo portato a casa e cosa ho imparato, dove ho peccato e dove c’è da migliorare.

    Ora cari lettori, vado a godermi questo bel pomeriggio.

    A domani cari lettori, vi voglio bene.


  • Day 73/75 – Malinconia

    -Consumato, esausto, e con un enorme peso sulle spalle.-

    Buonasera cari lettori, oggi sarò breve.

    Stamattina ottima corsa con variazioni a ritmo gara, doccia e via al mercato. Ho approfittato per portarmi con me la mia nuova macchina per scattare un po di scene quotidiane.

    Adoro scattare e immortalare la spensieratezza e disinvoltura delle persone quando vengono colte da una fotocamera. Le sensazioni che ho quando scatto son ineguagliabili. Avere la macchina in mano, curare i dettagli delle varie situazioni mi rende felice.

    Spesa fatta, uova e cibo fresco, che nutre il mio corpo.

    Stanotte ho avuto un brutto colpo dalla resistenza, è come se mi avesse aperto il cranio e messo dentro la visione peggiore della mia vita. Mi son alzato di colpo alle 5 di mattina, son andato in bagno e frame della mia vita mi sono apparsi.

    Scene di me, che mi piangevo addosso del fatto che non riuscirò mai a raggiungere i miei obiettivi, e del fatto che non sarò mai chi voglio diventare.

    Ciò oggi mi ha reso un po triste, abbattuto e svogliato. Ma son certo di una cosa. Che se ora la resistenza sta agendo in questo modo è perché ha capito che son vicino, vicino a prendermi ciò che mi spetta.

    Oggi ho ripreso a meditare come promesso, 5 minuti per iniziare di nuovo. Meglio 5 che niente. Respiri profondi, e nient’altro. Non forzo nulla, agisco e prendo le cose come vengono.

    Detto ciò, turno 14-22 a lavoro, e ora sono a casa a scrivere, pronto ad andare a dormire per poter affrontare la sessione di corsa più lunga mai fatta. Ebbene si, domani son 36km. Wow, non stento a crederci. Prima volta il vita mia. Darò il meglio di me stesso, promesso. E come ogni corsa lunga, mi delizierò di qualche ricetta post corsa, per celebrare questi traguardi che per me son molto importanti.

    Chiudo questa giornata un po triste, e malinconica. Dove penso sempre a quanto stia in qualche modo sprecando la mia vita, e di quanto mi sento inutile a volte. Ma allo stesso tempo, capisco di quanto son fortunato ad avere ciò che ho, e di quanta gente in questo momento stia desiderando ciò che ho. Quindi ciò mi fa stare meglio e mi fa capire di quanto io debba essere grato di ciò che ho.

    A domani cari lettori.