-Pensieri e azioni negative, dolore forte al polpaccio e coffee break più che meritato.-
Buon pomeriggio, cari lettori. Che si dice?
Oggi, nel mio diario mattutino, ho scritto come avrei voluto comportarmi durante la giornata: cercare di essere buono con tutti, non avere pregiudizi e non agire in modo negativo.
E niente… a lavoro faccio fatica.
Troppe cose e troppe persone turbano il mio stato d’animo, e so benissimo che, alla fine, la responsabilità è mia. Do troppa importanza a cose superflue e di poco valore, prendo tutto sul personale, anche situazioni che non mi riguardano minimamente. Ma sul momento mi colpiscono, mi infastidiscono, mi fanno perdere lucidità.
Ed è lì che inizio a perdere il controllo: parlare male, reagire in modo poco piacevole, lasciarmi trascinare. Sto facendo davvero fatica a controllare il mio io e a preservare la mia pace interiore nell’ambiente lavorativo. Mi sta mettendo a dura prova. Non perché odi il posto in sé, ma perché sono troppo esposto a dinamiche che mi istigano o mi fanno sentire chiamato in causa.
Devo imparare a lasciare andare tutto ciò che non mi riguarda. Non devo permettere a situazioni o persone di intaccare la mia integrità mentale e la mia pace interiore. Devo lasciar correre, senza dare peso a ciò che potrebbe urtare il mio sistema nervoso ed emotivo. Accettare le cose per come sono, senza giudicarle.
Non voglio farlo solo perché “è giusto così”. Voglio farlo per preservare la mia felicità e la mia calma. Se riesco a mantenere il controllo proprio nelle situazioni in cui sono più vulnerabile, allora avrò fatto centro.
Allenarmi in contesti difficili mi permette di forgiare una mente forte, capace di reagire in modo positivo anche agli stimoli negativi. Voglio trasformare il mio ambiente lavorativo in un vero e proprio campo di allenamento mentale: un luogo dove esercitarmi a rispondere con calma, consapevolezza e bontà.
Obiettivo: lasciar scivolare via tutto ciò che è superfluo e di poco valore, e riuscire ad agire con amore, felicità e rispetto in ogni situazione. Questo sarà il mio focus nei prossimi mesi.
Io riuscirò a forgiare il mio carattere e le mie reazioni, preservando la mia pace interiore. Lo prometto a me stesso. Non per dimostrare qualcosa agli altri, ma per vivere meglio.
Oggi pomeriggio ho corso 12 km. Andavano bene, ma verso la fine il polpaccio ha detto no. Eh sì… il polpaccio è dolorante, tira e fa male. Ammetto che mi ha buttato un po’ giù, perché gli allenamenti stanno andando alla grande e non vorrei interrompere questo momento positivo.
Stasera darò il massimo: stretching, massaggi e recupero totale. Farò tutto il possibile per riuscire a correre domani. Non posso permettermi stop proprio ora, nel pieno della preparazione per la mia prima maratona. Ho un obiettivo da portare a termine, e niente deve intralciare il mio percorso.
Io credo che domani il polpaccio starà meglio. Lo so.
Ora basta pensare in negativo. Devo reagire con positività a ogni avversità. Non esistono situazioni brutte o sfortunate: esiste solo il modo in cui le percepisco e reagisco. È tutto lì. Sempre lì.
Mentre scrivo, mi sono goduto una meritata tazza di flat white con latte di mandorla. Nient’altro poteva rendermi più felice in questo momento. Sono calmo, appagato, e ho un solo compito davanti a me: recuperare il polpaccio e continuare sulla mia strada.
Ho un sub 3 ore da chiudere. Non è il momento di scoraggiarsi. Fa parte del gioco.
La resistenza prova a mettermi alla prova, ma io vinco e lei perde. Sempre.
Ricapitolando:
– userò il lavoro come palestra mentale
– allenerò la mia calma in ogni situazione
– recupererò il polpaccio con intelligenza
– reagirò sempre in modo positivo
Se imparo a gestire me stesso lì, potrò farlo ovunque nella vita. Mi piace questa visione. Mi motiva. Mi gasa.
Ora vi saluto, cari lettori.
Mi aspetta una serata di recovery.
A domani, buona serata.
Stay strong. 💪
