-Race day, crampi e caldo.-

Buon pomeriggio cari lettori, come state ?

Sveglia alle 5. Ottima colazione siamo carichi. Tra non meno di 3 ore e 30 inizia la mia prima maratona.

Il mio debutto verso le 3 ore. Sono carico, con un pò di ansia ma tutto secondo i piani.

Mi vesto, ascolto della buona musica e mi preparo i gel. Mi preparo la mia borraccia con i sali, mi metto le scarpe e tiro un sospiro liberatorio. Sono focus, son pronto a prendermi ciò che mi spetta.

Scendo le scale, visualizzo già il mio arrivo, lo sento già mio, siamo pronti.

Parto, senza esagerare. Mantengo fisso il mio passo di 4 minuti e 09 secondi al km. Tutto procede per il meglio. 5km, 10km, 21km, tutto secondo i miei piani.

Inizio a sentire caldo, a soffrirlo e patirlo. Arrivo così al 28esimo km, tutto sembra andare per il meglio ma qualcosa mi prende di soppiatto.

Crampo allo stomaco, un dolore lancinante che mi pervade tutta la parete addominale. Non ci voleva. Cerco di resistere e correre stringendo i denti. Il dolore è tanto, insopportabile e mi rende debole, mi fa sentire una preda.

Nella mia testa, i pensieri sono molti. Penso a come farò a chiudere gli ultimi 13km, penso al fatto che forse non arriverò neanche al traguardo, e che non porterò a termine la mia maratona.

Ma qualcosa in me, mi tiene in piedi. Procedo, ma in maniera molto lenta. Ogni km che passa, sento sempre più dolore. Km dopo km, minuto dopo minuto mi trascino al traguardo.

3 ore e 29, finisce così il mio debutto alla maratona. Il caldo ha avuto la meglio su di me, i dolori hanno vinto. Sebbene il mio obiettivo era di stare sulle 3 ore, non possiamo controllare tutto. Succede, e va accettato il fatto che può succedere. Non per questo io mi dispero, sia perché chiudere la mia prima maratona era uno degli obiettivi di quest’anno ma anche perché ho abbracciato a pieno questi mesi di preparazioni.

Non avrò fatto il tempo sperato, ma questo mi aiuta a capirmi meglio, a gestirmi per le prossime corse. Amo correre, e questa sarà la prima di tante. Una bellissima esperienza che mi servirà in futuro. Non sempre le cose vanno come ci aspettiamo, ma sta a noi capire come reagire a questi eventi. E io ho deciso di affrontarlo in maniera costruttiva.

Rosico solo un pò come è giusto che sia, ma non la prendo come una sconfitta. La prendo come parte del processo. Senza avere risentimenti ne tristezze represse.

E’ andata così, e si migliorerà. Forse ho alzato troppo l’asticella ? Fa nulla, io mi ero preparato per quello, e sono contento così.

All’arrivo c’era la mia famiglia che faceva il tifo per me, e questo vale più di ogni tempo sulla maratona. Ho pranzato assieme a loro, ci siamo goduti un buon pranzo, e questo per me vale già tutto.

Ho dormito qualche ora, mi son concesso un buon caffè, e ora mi riposo. Tra poco andrò a cena con un mio amico, a mangiare qualcosa assieme e viverci la serata.

Domani è un altro giorno, e prendiamo tutto con serenità.

A domani cari lettori.

E’ stata una bella battaglia oggi, una delle tante che verranno.