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-Dolore al polpaccio, vecchie abitudine, umore grigio, così definisco la mia giornata.-
Buon pomeriggio, cari lettori. Come va?
Vi auguro a tutti un buon inizio settimana.Oggi a lavoro ho cercato di essere il più presente possibile e di viverla con serenità. Ci sono riuscito: ho lasciato da parte pregiudizi e cattive azioni, ho cercato di non essere duro o prendere in giro nessuno. La giornata è passata molto velocemente e questa cosa mi sta aiutando tanto.
Se da un lato sono contento di questo, dall’altro oggi mi sento un po’ demoralizzato e emotivamente giù. Il polpaccio non dà segni di miglioramento e non riesco a correre. Mi sento un po’ in gabbia e preoccupato, perché tra due mesi e due giorni c’è la maratona. Non ci voleva proprio.
Se da una parte sono felice di aver abbandonato molte cattive abitudini alimentari, dall’altra noto che ansia e nervosismo li sto riversando sullo scrolling compulsivo. Sono due giorni che uso parecchio il telefono, tra social e video su YouTube. Ci sta. Sono umano. Ho bisogno dei miei tempi, di prendere atto di ciò che faccio e sistemare quello che non va.
Oggi sono giù di morale, sì, ma non posso farmene una colpa. Ci saranno giorni in cui sono immensamente felice, come quando vado in montagna, e giorni così. Fa parte della vita. Accolgo queste emozioni e cerco di prendermene cura, senza giudicarmi.
Anche se cerco sempre di essere un “soldato” e rispettare tutto ciò che mi prefisso — come limitare l’uso del cellulare o spegnerlo un’ora prima di dormire — resto umano. Faccio errori anch’io. E se da un lato oggi mi rimprovero per queste due abitudini che non sto rispettando al 100%, dall’altro riconosco che molte altre cattive abitudini le ho eliminate.
Medito e leggo ogni giorno, mangio con gusto, mi godo il cibo senza abbuffarmi e prendo la vita con molta più leggerezza di prima. Cerco di analizzarmi giorno dopo giorno, di migliorarmi, di capirmi meglio. Non sarò perfetto al 100%, ma provo a fare quel 0,1% in più ogni giorno. Questa è la mia filosofia di vita.
So bene quali sono i miei obiettivi e so anche quanto, a volte, la mia testa cerchi di dirmi:
“Non puoi farlo.”
“Non ne sei capace.”All’inizio ci credo e mi demoralizzo. Poi però mi rendo conto che è sempre lei: la resistenza. Quella voce che cerca di sabotarmi. A quel punto capisco quanto poco valore abbiano davvero quei pensieri.
Una cosa è certa: entro questi 75 giorni, io farò il mio primo post su Instagram. Non esiste un “no”. Potrà non essere perfetto, ma ci sarà. Quello sarà l’inizio della mia carriera da professionista. Non come hobby, non solo per passione. Non per soldi o fama, ma per me stesso. Per creare.
Io sono un artista. Creo, scrivo, leggo, penso. Mi riconosco in questo. Sono nato per dare spazio alla mia creatività e per costruire quella che chiamo la mia vita. Solo io posso dare voce a quella parte di me che mi spinge ad andare avanti e a creare.
Crea, Matteo. Devi creare.
Non si tratta di denaro. Si tratta di dare una possibilità a quella voce soffocata che nasce dal cuore. Devo ascoltarla.Oggi non posso correre. Sono demoralizzato? Un pochino.
Ma fanculo. Andrò a fare bici e piscina. Nulla e nessuno mi impedirà di muovermi e di nutrire la parte sana della mia mente. Se le sfide arrivano, le accetto. Non ne faccio una colpa.Non potrò correre, è vero. Ma non esiste solo la corsa. Ho una vita davanti. Farò bici, nuoterò, proverò cose nuove. Non mi abbatto.
Io dico no alla resistenza.
Io non ci sto.
Non giocherò al tuo gioco.Io ti affronto.
A domani. 💪
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-Domenica rigenerante, attività fisica e pensieri. Riflessioni, ricerca interiore.-
Buon pomeriggio, cari lettori, come state?
Oggi è domenica. Sono molto felice e rilassato. Mi sono svegliato alle 7:30 questa mattina, dopo ben 9 ore di sonno super rigenerante. Ne avevo davvero bisogno, il mio corpo me lo stava implorando. La giornata è iniziata nel migliore dei modi: una buona colazione, 20 minuti di meditazione e un po’ di attività fisica.
Sebbene credessi di aver recuperato al 100% il polpaccio, oggi ho avvertito ancora un leggero dolore. Sì, non ci voleva. Siamo a due mesi dalla maratona e questo polpaccio ha iniziato a dare qualche segnale. Devo andarci cauto, fare le cose con testa e non chiedere più del dovuto al mio corpo.
Peso di stamattina: 79,95 kg. Sono davvero felice, perché mi vedo molto bene. Sono asciutto, tonico, dormo bene. Ho tanta energia, mangio pulito e mi concedo prelibatezze senza esagerare. Sono 47 giorni che non ho problemi di binge eating: sto evitando cibi ultra-processati, fast food e zuccheri raffinati, ma mi concedo con piacere cibo vero. Cibo di montagna, ramen, torte fatte in casa.
Questo modo di nutrirmi mi ha fatto riscoprire il valore del cibo vero. Non sento più la mancanza del cibo spazzatura. Prima sfogavo ansia e sentimenti repressi sul cibo, con veri attacchi di fame incontrollata. Ora, quando provo ansia o tristezza, scrivo, leggo e medito.
Anche se oggi i miei progetti e obiettivi procedono un po’ a rilento — o forse semplicemente non do loro troppo peso — a livello mentale sono cresciuto tantissimo. Ho affrontato molti demoni interiori, fatto i conti con cattive abitudini e ne sto uscendo vittorioso. Mi sento più in armonia con il mio corpo, più rilassato.
Certo, ci sono ancora giornate no, in cui non riesco a controllare al 100% emozioni e reazioni. Ma ora cerco di psicoanalizzarmi, capire il perché di certe azioni, scrivere, analizzarmi e individuare dove posso migliorare. Non sopprimo le emozioni: le tiro fuori e le scarico attraverso questo blog. Essere trasparente con voi mi rende felice. Anche quando parlo di situazioni delicate, lo faccio senza filtri.
La sfida è iniziata come un “75 giorni alla perfezione”, con regole rigide, ma ora sto cercando di trasformarla in uno stile di vita. Non la percepisco più come una sfida. È vero, non rispetto tutto alla lettera: nel weekend mi sveglio più tardi delle 6, a volte spengo il telefono 30 minuti prima di dormire invece che un’ora. Ma nonostante questo, vedo e sento i miglioramenti.
Percepisco chiaramente che sto attraversando un periodo di cambiamento. Qualcosa dentro di me si sta trasformando. Non provo più quella forte repressione verso il lavoro, forse perché nella mia vita è entrata la montagna. Una valvola di sfogo diversa dalla corsa, diversa da tutto il resto.
L’altro ieri e ieri non ho scritto sul blog: ero stanco e non avevo con me il computer. Ho comunque pubblicato un articolo che racchiudeva entrambi i giorni in quota, senza soffermarmi troppo sulle emozioni, perché ero davvero esausto. Oggi, però, voglio parlarvi meglio del mio rapporto con la montagna.
Per me, andare sulle cime sta diventando quasi un’ossessione. Non si tratta solo di arrivare in alto, ma della soddisfazione che provo lungo il sentiero, della felicità quando intravedo la meta dopo ore di camminata. Gioia. È così che la chiamo. La bellezza che vedono i miei occhi, la passione di creare e immortalare paesaggi e luci attraverso la macchina fotografica. Amo fare riprese, amo camminare, amo dormire al freddo nel sacco a pelo. Sono emozioni difficili da descrivere.
La mia vita ha preso una direzione particolare. Ho obiettivi, passioni vere e provo amore per ciò che faccio. Ora devo concretizzare. Ho una battaglia interiore da vincere contro la Resistenza, quella forza che cerca di opporsi ai miei sogni. Non vuole che io posti contenuti, non vuole che lavori ai miei progetti, vuole che io scelga il comfort.
Ma io la batterò.
So che cerca di proteggermi dall’ignoto, da ciò che reputa pericoloso, ma non voglio darle ascolto. Voglio perseguire i miei sogni. La deluderò? Sì. Ma questa è la mia vita. Questo è il mio percorso.
Non voglio essere un amatore. Voglio diventare un professionista. Un filmmaker, un fotografo, un viaggiatore alla ricerca di luoghi sperduti. Amo fotografare e fare video non solo per passione, ma per le emozioni che provo quando riguardo quei contenuti. C’è un fuoco dentro di me che aspetta solo di uscire.
Perché ho così paura di pubblicare quel contenuto? Perché voglio che sia perfetto al 100%?
Resistenza.
Ma io ti batterò.Senza fretta, senza aspettative, ma con costanza. Io visualizzo chiaramente ciò che voglio diventare: artista, padrone di me stesso, viaggiatore. Voglio creare film, raccontare storie e collaborare con brand allineati alla mia visione. Voglio correre, allenarmi, viaggiare, fare spedizioni e creare contenuti mostrando il mondo attraverso la mia lente.
Non si tratta di follower. Si tratta di creare ciò che vedo nella mia mente.
So che non sarà facile, ma non mi importa. Ho il mio lavoro, il mio stipendio, e anche se un giorno vorrò lasciarlo, oggi scelgo di agire come un professionista nel ruolo di Matteo: filmmaker, fotografo e viaggiatore.
Amo la natura, amo dormire in tenda, amo condividere il fuoco con le persone. Amo le stelle, il cielo notturno in montagna, così limpido e profondo. Quando osservo il cielo, mi rendo conto di quanto sia fortunato.
Sono grato per tutto questo.
Sono grato di poter scegliere chi essere.Sono felice. Anche con un tendine infiammato.
Non permetterò a questo di rovinare la mia gioia.Ogni cosa ha il suo tempo. Vivo con filosofia, senza forzare nulla, agendo con amore e gratitudine.
Stasera mi godrò un buon ramen.
And that’s it.Vi auguro una buona domenica, cari lettori.
A domani
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-Tra le montagne, silenzio, e momenti di condivisione.-
Buonasera, cari lettori.
Felicità e pace. Questo è ciò che ho da dirvi.Ho passato due giorni bellissimi, immerso nella natura, tra le impronte degli animali, il vento e il silenzio. Sta diventando quasi un’ossessione per me: la gioia che provo e la pace che tutto questo mi regala non hanno prezzo. La fatica del salire e del camminare, le risate con il mio amico, dormire al fresco nel sacco a pelo… tutto questo mi riempie di felicità.
Trovare il comfort anche nelle situazioni meno confortevoli mi piace. Dormire su un tavolo, senza stufa, con il freddo della montagna che entra nelle ossa: per molti può sembrare estremo o scomodo, ma io ci trovo qualcosa di bello, emozionante e profondamente gratificante.
Svegliarmi all’alba, alzarmi, sentire i piedi congelati e aprire la porta per vedere il sole sorgere da dietro la montagna… non ha prezzo. La bellezza del condividere un luogo, del mangiare insieme in armonia e del condividere passioni comuni vale più di qualsiasi altra cosa.
Stasera sono davvero stanco. Dopo la nottata in quota e la discesa, mi sono fermato a pranzo in un ottimo ristorante di montagna: zuppa d’orzo e gulasch. Non serve nemmeno dirlo, era tutto sublime. Tornato a casa, mi sono concesso una bella bowl di yogurt e cereali e, per concludere in bellezza, un’ora e mezza di cardio in palestra.
Sono cotto, ho bisogno di dormire. Sono stanco, ma felice.
E, oltretutto, c’è una novità sensazionale: non ho più dolore al polpaccio. Sì, dovrò andarci con cautela, ma domani proverò a correre di nuovo. Sono felice, non vedo l’ora.Buona serata, cari lettori.
Le riflessioni più profonde su questi due giorni le lascio a domani: perdonatemi, ma stasera voglio godermi il calduccio e questo momento di pace.A domani, cari lettori, e buon weekend
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-Ultimo giorno di lavoro settimanale, un tendine infiammato e una teglia di granola per tirare su il morale.-
Buon pomeriggio, cari lettori, come procede?
Oggi sveglia presto: lettura, meditazione e poi via a lavoro. La giornata è stata piovosa fino a poco fa, ora (sono le 17:11) è uscito un bel sole e questo mi mette di buon umore.
Ieri sera sono corso dal mio fisioterapista: dovevo trattare il dolore che è comparso dopo l’ultima corsa. È stato piuttosto doloroso, ha manipolato il tendine e sciolto diverse tensioni. Questa mattina, appena sveglio, facevo fatica a camminare, e scendere le scale è stato davvero complicato.
Sono un po’ demoralizzato dal fatto di non poter correre. Oggi ho avuto un calo emotivo legato all’ansia per la mia prima maratona: questo dolore non ci voleva proprio. Da un lato resto fiducioso che tutto andrà per il meglio, dall’altro è stato un colpo duro. Ho avuto molti pensieri su quando migliorerò e su quando potrò tornare a correre.
Per me correre non è solo allenamento, ma una vera valvola di sfogo, un atto di liberazione. Non a caso amo le lunghe distanze. Oggi mi sento un’anima un po’ in pena, e mi accontenterò di riposare e fare 40 minuti di bike leggera in palestra. È dura per me, ma non concederò la vittoria alla resistenza.
Oggi la resistenza cercava di convincermi a smettere di correre, ad abbandonare l’idea della maratona. Ma io sono più forte. Combatterò con tutte le mie forze per uscire da questo piccolo infortunio e tornare a correre al 100%. Ci vorrà qualche giorno, questo è certo, ma non demordo. Darò priorità al riposo, allo stretching e alla calma, senza cadere in ansie inutili.
Oggi ho iniziato anche il mio diario dei pensieri e delle azioni negative a lavoro. Ne ho individuate due.
La prima: prendere in giro i colleghi o correggerli in modo sgarbato quando dicono qualcosa di sbagliato.
La seconda: intromettermi in conversazioni che non mi riguardano, prendendo sul personale questioni che non sono mie battaglie.Me ne sono reso conto subito e ho cercato di rimediare, senza permettere a queste dinamiche di influenzare la mia giornata. Non tanto perché siano “sbagliate” in assoluto, ma perché creano disordine nella mia pace interiore e mi rendono ansioso e burbero.
Devo imparare da questi episodi: non intromettermi, trattare tutti come fratelli, senza pregiudizi o cattivi modi. Siamo tutti fratelli e sorelle, viviamo insieme e siamo nati per collaborare.
Dopo aver riconosciuto i miei errori e averli annotati, ho cercato di essere più gentile e comprensivo, mantenendo conversazioni tranquille e ordinate, senza prevalere sugli altri ma semplicemente ascoltando. Sono anche uscito ad addestrarmi con un collega che solitamente non consideravo e non sopportavo molto. La giornata è scivolata via più velocemente e in modo più piacevole, e questo mi ha subito restituito calma e integrità interiore.
Non avendo battaglie interiori da combattere, e non prendendo tutto sul personale, sono riuscito a mantenere il mio io calmo. Voglio raggiungere questo stato in ogni situazione. Non a caso considero il lavoro il mio vero campo di addestramento mentale: gran parte delle tensioni, tristezze e delusioni che ho vissuto finora sono nate proprio lì.
Credo quindi che sia l’ambiente giusto per imparare a controllare me stesso e la mia interiorità. Non si tratta di ignorare tutto e tutti, ma di prendere atto delle cose e reagire con gentilezza e amore, senza farmi colpire personalmente. Voglio raggiungere un’imparzialità tale da poter essere in pace in qualsiasi situazione, anche quando sono coinvolto direttamente in parole dure o azioni sgradevoli.
Il mio obiettivo è una pace costante, anche nelle situazioni peggiori, quelle in cui facilmente perdiamo il controllo e ci trasciniamo dietro ansie e film mentali inutili per tutta la giornata.
Detto questo, voglio liberarmi dei pensieri negativi che ho avuto oggi riguardo l’infortunio. Voglio concentrarmi sul recupero, godermi due giorni in montagna e smettere di farmi paranoie che non portano a nulla.
Per sviare un po’ dai pensieri, oggi ho cucinato una bella teglia di granola, il mio comfort food per eccellenza. Adoro gratificarmi con una ciotolina di granola e yogurt: mi rende davvero felice.
Ora andrò a fare un po’ di bike in palestra, dello stretching leggero, una buona cena e poi un bel recupero serale davanti a una tazza di tè e un buon libro. Stanotte mi concederò 8 ore piene di sonno.
Con questo do ufficialmente inizio al mio weekend. Voglio godermi tutto ciò che la vita ha da offrirmi, affrontando le sfide con serenità e accogliendo con amore sia le cose negative, come il tendine infiammato, sia quelle positive. Voglio usare ogni ostacolo per forgiare me stesso e imparare ad accogliere con calma e impassibilità tutto ciò che mette alla prova la mia emotività.
Vi auguro una buona serata, cari lettori.
A domani
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-Pensieri e azioni negative, dolore forte al polpaccio e coffee break più che meritato.-
Buon pomeriggio, cari lettori. Che si dice?
Oggi, nel mio diario mattutino, ho scritto come avrei voluto comportarmi durante la giornata: cercare di essere buono con tutti, non avere pregiudizi e non agire in modo negativo.
E niente… a lavoro faccio fatica.Troppe cose e troppe persone turbano il mio stato d’animo, e so benissimo che, alla fine, la responsabilità è mia. Do troppa importanza a cose superflue e di poco valore, prendo tutto sul personale, anche situazioni che non mi riguardano minimamente. Ma sul momento mi colpiscono, mi infastidiscono, mi fanno perdere lucidità.
Ed è lì che inizio a perdere il controllo: parlare male, reagire in modo poco piacevole, lasciarmi trascinare. Sto facendo davvero fatica a controllare il mio io e a preservare la mia pace interiore nell’ambiente lavorativo. Mi sta mettendo a dura prova. Non perché odi il posto in sé, ma perché sono troppo esposto a dinamiche che mi istigano o mi fanno sentire chiamato in causa.
Devo imparare a lasciare andare tutto ciò che non mi riguarda. Non devo permettere a situazioni o persone di intaccare la mia integrità mentale e la mia pace interiore. Devo lasciar correre, senza dare peso a ciò che potrebbe urtare il mio sistema nervoso ed emotivo. Accettare le cose per come sono, senza giudicarle.
Non voglio farlo solo perché “è giusto così”. Voglio farlo per preservare la mia felicità e la mia calma. Se riesco a mantenere il controllo proprio nelle situazioni in cui sono più vulnerabile, allora avrò fatto centro.
Allenarmi in contesti difficili mi permette di forgiare una mente forte, capace di reagire in modo positivo anche agli stimoli negativi. Voglio trasformare il mio ambiente lavorativo in un vero e proprio campo di allenamento mentale: un luogo dove esercitarmi a rispondere con calma, consapevolezza e bontà.
Obiettivo: lasciar scivolare via tutto ciò che è superfluo e di poco valore, e riuscire ad agire con amore, felicità e rispetto in ogni situazione. Questo sarà il mio focus nei prossimi mesi.
Io riuscirò a forgiare il mio carattere e le mie reazioni, preservando la mia pace interiore. Lo prometto a me stesso. Non per dimostrare qualcosa agli altri, ma per vivere meglio.Oggi pomeriggio ho corso 12 km. Andavano bene, ma verso la fine il polpaccio ha detto no. Eh sì… il polpaccio è dolorante, tira e fa male. Ammetto che mi ha buttato un po’ giù, perché gli allenamenti stanno andando alla grande e non vorrei interrompere questo momento positivo.
Stasera darò il massimo: stretching, massaggi e recupero totale. Farò tutto il possibile per riuscire a correre domani. Non posso permettermi stop proprio ora, nel pieno della preparazione per la mia prima maratona. Ho un obiettivo da portare a termine, e niente deve intralciare il mio percorso.
Io credo che domani il polpaccio starà meglio. Lo so.
Ora basta pensare in negativo. Devo reagire con positività a ogni avversità. Non esistono situazioni brutte o sfortunate: esiste solo il modo in cui le percepisco e reagisco. È tutto lì. Sempre lì.Mentre scrivo, mi sono goduto una meritata tazza di flat white con latte di mandorla. Nient’altro poteva rendermi più felice in questo momento. Sono calmo, appagato, e ho un solo compito davanti a me: recuperare il polpaccio e continuare sulla mia strada.
Ho un sub 3 ore da chiudere. Non è il momento di scoraggiarsi. Fa parte del gioco.
La resistenza prova a mettermi alla prova, ma io vinco e lei perde. Sempre.Ricapitolando:
– userò il lavoro come palestra mentale
– allenerò la mia calma in ogni situazione
– recupererò il polpaccio con intelligenza
– reagirò sempre in modo positivoSe imparo a gestire me stesso lì, potrò farlo ovunque nella vita. Mi piace questa visione. Mi motiva. Mi gasa.
Ora vi saluto, cari lettori.
Mi aspetta una serata di recovery.A domani, buona serata.
Stay strong. 💪


