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-Ansia, paranoia, uso compulsivo del cellulare e tristezza.-
Mi sento ricoperto da noia e stanchezza. Mi sento inutile, come se stessi sacrificando tutti i miei sogni e obiettivi per una vita mediocre. Sto accettando senza controbattere tutto ciò che mi sta capitando.
Oggi, entrare nel posto dove lavoro mi ha inghiottito in una morsa che stringe. Quando varco quel cancello mi sento come se una pellicola invisibile, colma di ansia, tristezza e invidia, mi intrappolasse. Non so bene come definire questa situazione, ma fuori dal lavoro mi sento bene, spensierato, a caccia dei miei obiettivi; mentre quando entro in quella “bolla” sto male. Sto proprio male. Mi sento solo e senza via di scampo.Guardo la mia vita passarmi davanti, crogiolandomi nell’indifferenza e nella tristezza. Mi dico che le cose andranno meglio, ma in realtà cerco solo di rassicurarmi sul nulla. Esco, entro in macchina, provo tristezza e inizio a piangere ascoltando la musica.
Mi sto sfogando o sto cercando di ribellarmi a un sistema a cui non mi sento di appartenere?Mi guardo, non esteriormente ma dentro di me, e capisco che c’è qualcosa che non va. Sebbene ogni giorno cerchi di andare avanti, mi rendo conto che sto solo cercando di scappare dal mio Io più grande. Perché non riesco a dare voce alle mie intenzioni più profonde? Perché non perseguo ciò che voglio davvero ottenere? Cosa ho di sbagliato rispetto agli altri? Perché io? Perché?
Ho tante cose in mente, ma non ne concretizzo nemmeno una. Voglio filmare le mie avventure, allo stesso tempo essere un regista, altre volte un modello o un attore, altre ancora un fotografo, un atleta, un amante della montagna. Che cosa c’è che non va in me? Perché ho tutte le intenzioni di questo mondo ma non riesco a perseguire qualcosa?
Ho tanto da dare, tanto da dimostrare a me stesso, ma faccio fatica. Mi sento come se la distanza tra me e i miei obiettivi fosse vicina e lontana allo stesso tempo. Mi sento come un pezzo di una calamita e i miei obiettivi fossero l’altro pezzo, solo che non siamo orientati nello stesso verso. Ogni volta che provo ad avvicinarmi, la forza del campo magnetico rende tutto impossibile. Siamo poli opposti: in costante ricerca di attrazione, ma girati nel verso sbagliato.
Devo invertire i poli e lasciarmi attrarre da tutto ciò che voglio realizzare. Basta opposizione, solo attrazione. Sì, lo dico ogni volta, ma faccio fatica a farlo. Ogni giorno mi alzo con una gran voglia di fare e, man mano che la giornata scorre, mi rendo conto di quanto tempo sto sprecando nella mia vita, di quante opportunità e scelte mancate.
Ma mi rendo conto anche di una cosa fondamentale: io posso essere chi voglio.Siamo umani. Posso prendere e partire per un altro paese seduta stante, oppure decidere come stare in questo preciso momento. Non c’è nulla che mi impedisca di essere felice ora, se non me stesso. Ecco di cosa si tratta. Ora ci arrivo.
Devo essere io a scegliere come voglio stare ora e cosa voglio fare ora.Aspetto sempre conferme, o mi preoccupo di postare solo il contenuto perfetto. Fanculo. Questa è la resistenza che non vuole che io posti. Basta. Io posterò qualsiasi cosa voglio. Film, avventura, sport, cinema. Qualsiasi cosa mi senta di fare in ogni momento della mia vita. Sono una persona dai mille obiettivi e idee: perché dovrei soffermarmi su una sola cosa?
Creo. Devo creare. Qualsiasi cosa io voglia. Voglio fare fotografia di strada? Lo farò. Voglio essere un art director o filmmaker? Lo farò. Voglio viaggiare e filmare? Lo farò. Voglio cambiare città? Ci penserò e, se sarà la cosa giusta per me, lo farò.
Io posso decidere di essere chi voglio in questo preciso istante.Non esiste il momento giusto, la situazione giusta o il tempismo perfetto. Esiste solo questo preciso momento: ora. Il mio destino è nelle mie mani e posso decidere chi voglio essere adesso. Non ho bisogno di un’etichetta, ma solo di essere me stesso.
Voglio scrivere nero su bianco ciò che mi rappresenta: viaggiare, Parigi, filmare, correre, esplorare, essere fotografato, fotografare e fare video, condividere i miei lavori, filmarmi ed editare, cibo etnico, creare film, fare l’attore, essere un creativo.
Io viaggio, corro, mi alleno, fotografo, filmo, mangio etnico, esploro, creo film e sono padrone della mia vita.Amo prendermi cura della mia salute, mangiare bene, cucinare. Amo vestirmi bene, viaggiare, e mi emoziono ogni volta che prendo un aereo. Amo fotografare e riguardare le mie foto, scorrere i video dei viaggi passati, scrivere.
Ripenso a quante volte mi hanno detto che non ero in grado di fare qualcosa, a quando mi sentivo un fallito a scuola, ai brutti voti nei temi, all’incomprensione dei professori. Ricordo quanto odiavo leggere e scrivere, quanto mi sentivo fuori luogo.
Mi guardo ora: amo leggere e scrivere, ho riempito pagine di pensieri, rabbia, gioia e traguardi. Scrivere questo blog mi rende fiero di me stesso. Mi fa stare bene.Prima di scrivere mi sentivo sopraffatto dalla vita, assalito da sentimenti negativi e repressione emotiva. Ora sono più leggero. Non vuoto in senso negativo, ma come se l’analisi di me stesso mi stesse aiutando.
Non mi definisco un filosofo né uno stoico. Sto solo cercando di capirmi e di trovare me stesso. Non siamo tutti uguali: c’è chi trova la propria strada subito, chi lotta tutta la vita e chi si arrende alla resistenza.
Provo compassione per chi si è arreso. Tutti meritano di inseguire i propri sogni.Questa è la battaglia più grande della nostra vita. Quanti talenti si sono persi perché non hanno avuto il coraggio di ascoltare quella voce che dice “fallo”?
Io non voglio arrivare all’ultimo respiro con il rimorso di non aver vissuto davvero.Io perseguirò i miei sogni. Posterò ciò che voglio. Creerò le storie dei miei video. Sarò il direttore artistico della mia vita.
Perché la verità è una sola: non esiste il momento perfetto, esiste solo come reagisci a dove sei ora.Battiti per ciò che ritieni giusto, Matteo.
Scegli come stare. Nessuno può dirti come sentirti. Tutto è passeggero. Se decidi di essere felice, puoi farlo.Finisco dicendo che oggi ho usato troppo il telefono. Non me ne vergogno. La resistenza ha provato a prendermi, ma ora basta. Voglio riprendere in mano la mia vita e farne ciò che voglio.
A domani.
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-Long run, pianificazione Lapponia e chilling.-
Buon pomeriggio cari lettori. Come state?
Oggi la giornata è nebbiosa, ma non importa: sono felice, fanculo i brutti pensieri. Ultimo giorno del mese, chiuso in bellezza. Che dire, non potevo chiedere di più.8 ore e 30 di sonno, sleep score 98. Sono le 6 del mattino: mi alzo, medito, mangio. Sempre il solito rituale, grazie. Ho capito cosa funziona per me prima delle corse: fette biscottate, yogurt greco, banana e burro di arachidi. Nulla di più. Semplicità ed efficacia. Le papille gustative apprezzano, sono soddisfatto di quello che mangio e felice di bere la mia tazza calda di tè sencha.
Leggo, sempre lo stesso libro: La guerra dell’arte. Voglio farmelo entrare in testa fino in fondo, al punto da entrare in azione, diventare protagonista della mia vita e un professionista a tutti gli effetti. Scrivo, scrivo sul mio diario. Butto giù emozioni e sentimenti, come voglio sentirmi, ed esprimo gratitudine per ciò che ho e per ciò che sono. Sono grato, molto. Grato per avere due gambe forti e sane, per essere in salute e avere un tetto sopra la testa. Grazie.
Finisco la routine, apro la finestra: aria fresca. Sveglio il corpo, cambio aria. Poi sì, mi rimetto a letto e scrollo un po’, con l’ansia di dover correre a lungo. Ansia sì, ma non noia. Sono euforico, non vedo l’ora di correre quei fottuti 30 km e mangiarmeli. C’è nebbia, tanta. Aspetto.
Esco a bere una tisana con il mio amico, parliamo e ci godiamo la mattinata insieme. Ed è ora. Stomaco rilassato, vuoto, non affaticato. Mi vesto, forse un po’ troppo pesante: da sistemare le prossime volte. Preparo i gel, l’acqua, i sali. La tensione sale. Indosso la vest da trail, infilo i gel, stringo i lacci, mi assicuro di essere pronto. Tiro un sospiro e parto.
Niente musica, niente distrazioni. Solo il mio battito, i miei passi e mille pensieri. Avanzo, passo 4:35, facile. Respiro dal naso, non sento fatica. Nella mente tanti pensieri, ma nessuno negativo. Overthinking sì, sul futuro, su cosa devo fare per cambiare vita, su come mi sento. Mi pongo in analisi, medito a occhi aperti e mi ripeto costantemente: devi iniziare. Inizia, Matteo. Inizia.
È la parte più profonda di me che parla, che prende il sopravvento sulla resistenza e mi indica la via. “Matteo, ascoltami. Inizia. Datti da fare. Combatti questa resistenza che non fa altro che affossarti.”
Si presenta come procrastinazione, noia, malinconia, rabbia, invidia. Evitala. Non darle ascolto. Sii forte, Matteo. Battila. La costanza è la chiave. La parte più difficile non è fare le cose, ma iniziare.Due ore e diciannove minuti di conversazione intensa con me stesso. Analisi, motivazione, respiro. I chilometri passano, i gel finiscono. Arrivo ai 27. La fatica si fa sentire: distanze mai fatte. I minuti diventano ore, ma tiro dritto. Macino, con costanza, senza fermarmi. Ci siamo. Vedo casa. Rallento, defaticamento, stoppo il Garmin.
Sono felice. Gambe fresche, un po’ indolenzite ma nulla di doloroso, solo tensione da sciogliere. Realizzo: ho fatto 30 km. Incredibile. Penso che la maratona saranno “solo” 12 km in più. Lo faremo. Manca sempre meno, ma lo faremo.
Salgo le scale, arriva la stanchezza, arriva la fame. Tanta fame. Ma so che devo stare attento. Dopo ieri e l’attacco di gastrite ho paura di mangiare. Mangio lentamente, in bianco, senza esagerare. Tè caldo. Finisco e sto bene. Incredibile. Sono felice.
Ieri sera stavo malissimo, ma fanculo: devo stare positivo. Ho appena fatto 30 km, non sarà il mal di stomaco a rovinarmi la felicità. Doccia calda, pace totale. Mi sento come se avessi meditato per due ore e diciannove minuti. Non è stata solo una corsa: la mia mente stava meditando.
Non conosco nulla di più bello che meditare a occhi aperti. Paradossalmente ho meno pensieri mentre corro che quando medito la mattina. Sono quieto, in stato di calma e flow. Esausto ma felice. Fiero di aver corso questa distanza a 4:39. Il respiro è leggero, il cuore è calmo e scrivo con il sorriso in faccia.
Se ieri i miei pensieri erano tutti sul dolore allo stomaco, oggi non ho pensieri negativi. Sono in uno stato di felicità e gioia, rilassato e calmo. Musica tranquilla in sottofondo, penso alle cose belle che voglio fare: viaggiare, filmare, correre. Nient’altro. Penso alla Lapponia e sono felicissimo.
Ora mi dedicherò all’itinerario definitivo, cucinerò un buon dolce e mi rilasserò a letto davanti a un bel film. Ho portato a termine tutto oggi: routine, corsa lunga. Ora mi prendo tempo per me e mi godo questo stato di euforia e calma.
Buon weekend cari lettori, a domani
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-Il miglior allenamento fatto finora, difficoltà a mangiare, fitte e brividi.-
Buonasera cari lettori, sono le 20:44 e il mio mood è un po’ basso.
Giorno di riposo, visita dal nutrizionista e doppio allenamento. Giornata iniziata nel migliore dei modi: meditazione, scrittura e lettura. Una buona colazione e un buon umore. Sto bene, sono felice e mi sveglio rilassato. Avevo proprio bisogno di dormire 8 ore dopo tutta la settimana con la sveglia alle 4.Ore 11: corsa di 11 km lenti, passo 4:46. Miglior allenamento fatto fino ad ora. Battiti medi 130, zero fatica, zero affanno. Solo flow.
Flow potentissimo. Gambe in simbiosi con il respiro e con la mia mente. Frivolo. Vado forte, leggero, come un uccello che prende il volo. Il tempo scorre, io macino chilometri senza accorgermene. Finisco, sensazione di soddisfazione. Sorrido, guardo l’orologio e penso a quanto sia stato un buon allenamento.Pranzo. Fitta allo stomaco. Dolore, forte ma sostenibile. Mi distendo sul letto e scrollo, sì. Oggi ho scrollato parecchio.
Palestra: buon allenamento, la forza c’è. Torno a casa, doccia, spuntino e si va a fare commissioni.Ore 19:00, la fame è molta. Cena. Non faccio in tempo a finire di mangiare che… fitta forte allo stomaco. Inizio a sudare, tanto. Non riesco a muovermi e penso a domani, ai 30 km che mi aspettano. Cerco di non darci peso, o almeno ci provo.
La preoccupazione sale. Penso che la settimana prossima devo partire e non posso permettermi brutti scherzi. Dolore lancinante, tensione addominale e brividi. Sono preoccupato, teso, paranoico. Disteso sul letto, con zero voglia di fare, scrivo. Scrivo controvoglia. Non voglio esprimere troppo, voglio solo rendervi partecipi dei miei pensieri e delle mie preoccupazioni.
Ora camomilla. Voglio solo distendermi e guardare un film. Non voglio leggere né fare altro. Voglio concedermi un po’ di comfort, anche sapendo che la sera non è il massimo. Ma poco importa: ho mal di pancia e voglio solo stare tranquillo, cercando di non pensarci.
Domani è un altro giorno. 30 km nel menù. Li farò easy, senza esitazioni, musica o paranoie. Solo io, le mie gambe e il mio respiro. Riposo necessario, almeno 8 ore. Correre senza ansia, facendo il meglio che posso. Niente paranoie. Correre a ruota libera, senza pensieri negativi.
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-Nuovi pantaloni da neve, dolori forti alla pancia, brividi e un ottimo allenamento.-
Buonasera cari lettori, come procede.
Giornata nebbiosa e cupa, con un umido fastidioso. Sveglia alle 4:30, rilassato e rigenerato. Nonostante le sole 6 ore e 30 di sonno, mi sono alzato in modo brillante. Meditazione, lettura, scrittura e super colazione.La mattinata a lavoro è volata, non l’ho neanche sentita. Domani e sabato riposo. Relax: si stacca la testa e si pensa a correre, rilassarsi e pianificare l’itinerario per la Lapponia. Sono felice, molto.
Nel menù: 30 km sabato. Emozionato e non vedo l’ora. Prima volta nella mia vita che percorro una distanza così lunga. Gasato, e un filo teso.
Oggi pomeriggio ho corso: 8,5 km a 4:49, battiti sotto controllo, fiato ok, ma con un inizio di mal di pancia terribile. Non riesco a digerire. Sono tre settimane che sto male. Mangio forse troppa verdura, non lo so. Fatto sta che ora mi ritrovo a scrivere questa pagina di diario con un dolore allucinante e pungente alla bocca dello stomaco.
Brividi e nausea stanno penetrando nella mia serata. È pungente, così lo sento. Pizzica lo stomaco, come se avessi ancora tutto il pranzo fermo lì. Una sensazione di bruciore. Odio questa cosa.
Ma fa nulla: resisto, tiro avanti e provo a non pensarci.Giornata di acquisti oggi: nuovi pantaloni da neve. Veramente fighi e, soprattutto, scontati del 75%. Erano necessari? Sì. La Lapponia non perdona, il freddo è un’arma dura. Ma lo adoro. Mi piace il freddo, quando è secco. Mi fa stare bene, mi dà una sensazione di gioia e leggerezza.
Sono troppo eccitato all’idea di partire martedì. Che dire, manca sempre meno.
Ora mi rilasso, mi bevo un tè caldo e cerco di far passare questo dolore. Meno ci penso e meno gli do peso, meglio è.
Sono stato breve oggi, ma non sto benissimo e voglio dormire 8 ore. Svegliarmi domani in splendida forma e correre.Questo voglio. E questo succederà.
A domani
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-Mi sento stanco, senza motivazione, ma cerco di stringere i denti e non demordere.-
Buon pomeriggio cari lettori,
oggi la giornata è stata grigia fino a poco fa. Ora c’è un bel sole splendente e fa molto caldo. Giornata di lavoro, sveglia presto e rituali mattutini. Ammetto di essermi svegliato un po’ stanco e di aver fatto un po’ di fatica ad alzarmi, ma ad ogni modo la mia mente è più forte del mio corpo e mi sono alzato subito.Meditazione, colazione e lettura. Pace dei sensi, con qualche interruzione di pensieri durante la meditazione. Fa nulla: prendo le cose come vengono, senza fasciarmi la testa e senza darmi colpe.
Oggi seconda corsa dopo l’infortunio. È andata veramente bene: corso molto tranquillo e senza dolori. Sono molto contento di aver ripreso a correre e di non sentire alcun fastidio. Ora devo giocarmela bene, andando cauto e rispettando il piano. Siamo di nuovo in carreggiata: testa sull’obiettivo e si riga dritto.
Sono un po’ giù di morale per i miei problemi intestinali. Ho costantemente la pancia gonfia, mi sento pesante e il mio intestino è irregolare. Questa cosa mi rende molto provato e mi fa stare un po’ male. Tutto ciò è iniziato da quando sto facendo il turno 06–14: mi si è scompensato tutto. Stasera inizierò una terapia di fermenti lattici per un mese e spero davvero bene, sono fiducioso.
Mi sto accorgendo di essere leggermente svogliato e stressato nell’ultimo periodo. Forse perché non sto benissimo con la pancia, forse perché sono stato infortunato. Me ne accorgo dal fatto che uso di più il cellulare, faccio più fatica a leggere e a lasciare il telefono un’ora prima di dormire. Voglio riacquisire amore e forza anche in queste piccole cose.
Nonostante la svogliatezza, mi costringo a farle. Leggo, anche solo dieci pagine, ma lo faccio. Non voglio interrompere la serie positiva che sto portando avanti. Devo riprendere a spegnere il telefono prima di dormire, anche solo trenta minuti. Al mattino è facile: a volte resto senza telefono anche due o tre ore da quando mi alzo, e questa cosa mi rende molto felice.
La difficoltà arriva la sera, quando ansie, preoccupazioni e stress presentano il conto e cerco in qualche modo di compensare questi sentimenti davanti allo schermo. Sarà anche sbagliato, lo so, ma sono un po’ giù. È normale avere momenti così e non me ne faccio una colpa. Succede, si stringono i denti e si va avanti. Siamo umani, e accetto tutto ciò che arriva senza forzare nulla.
L’unica cosa che forzo è il mantenere le mie buone abitudini, a tutti i costi. Specialmente quelle più importanti: quelle sì, le tengo sempre.
Oggi doppio allenamento. Ultimamente sono sempre più svogliato ad andare in palestra, ma mi sono obbligato ad andarci almeno due volte a settimana. Voglio mantenere i miei volumi fisici e rinforzare le gambe, così da avere una buona base per la corsa.
Detto ciò, ora vado a fare il secondo allenamento.
A domani, lettori.