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-Stanchezza, overtraning, telefono e shopping pazzo.-
Buonasera cari lettori, oggi la giornata è di poche parole.
Un buon risveglio, una corsa forzata con dolori qua e la, niente meditazione solita routine. La stanchezza si fa viva, la procrastinazione all’ordine del giorno e null’altro.
Sento particolare tensione ad andare a lavoro, mi sta pensando assai. Odio il non far nulla, e spendere il mio tempo in cose che non mi appagano.
Ho bisogno di stimoli, di aria nuova, di persone che rafforzano il mio cerchio. Io ho estremamente bisogno di persone che stanno affianco a me con cui condividere passioni. Amo fotografare, è un dato di fatto. Sarà una di quelle cose che mi accompagnerà nella mia vita.
Voglio farne il mio lavoro, la mia ragione per cui voglio svegliarmi la mattina e essere felice di fare ciò che amo.
Creare, viaggiare e fotografare.
Nient’altro.
Padrone di me stesso, preservando la mia felicità e il mio IO interiore. Vivendo una vita degna di essere ricordata e vissuta, facendo ciò che amo, con le mie mani. Sarà dura, si. Ma il passo più difficile che devo superare è iniziare.
Devo iniziare ad agire, non parlare e basta. Che cazzo parlo a fare, devo agire!
Ho comprato una nuova macchina fotografica, sono eccitato. Mi serviva? Ecco, forse no. Ma una cosa devo dirvi. Non ho vizi, non fumo, non bevo e non vado a feste. Non ho macchina, casa, mutuo e finanziamenti. Ho 24 anni, se non lo faccio ora. Sto investendo su qualcosa che mi serve per lavorare. Per crearmi qualcosa di mio. Si, non è necessario avere una macchina nuova, ma se mi aiuterà a perseguire i miei sogni e ad abbattere la paura del postare ne sarò grato.
E’ stata una bella spesa certo, ma una è la vita. Ho sudato anni di lavoro, ho accumulato e speso soltanto nell’ultimo anno. Son mega eccitato di scattare con la nuova macchina. E’ da mesi che ho la sony e non ho mai postato, sarà ora il momento buono ?
Io credo nelle mie potenzialità, so cosa voglio. So chi voglio essere, e cosa voglio fare. Sogno una città dove vivere, ho la pelle d’oca ogni volta che ne parlo. Ne sono innamorato. Mi brontola lo stomaco solo a pensarci.
Parigi.
Ti amo Parigi.
Ti vedo, ti sogno ti desidero. Arriverò, è una promessa.
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-Malinconia, stanchezza e paura.-
Buongiorno cari lettori, oggi scrivo la mattina. Sebbene è una cosa che capita raramente oggi voglio sfogarmi e buttar giù tutto ciò che si nasconde dentro di me.
Vi racconto però, cosa è successo in Lapponia. 5 giorni meravigliosi, tra natura, ore di macchina e attività mozzafiate. Ho visto l’aurora boreale, non ci credo ancora. Nonostante sia stata di piccole dimensioni e forza, c’era, era li e son riuscito a immortalarla.
Sabato 7 marzo, volo di ritorno. 1 ora di ritardo dalla Finlandia. Arrivo a Dublino, corro, corro e corro. Cerco di prendere il volo per Venezia, ma nulla. Volo perso. 8 di sera, 3 amici in aeroporto e pensieri. Cosa facciamo cosa non facciamo, sfruttiamo la situazione, prenotiamo un hotel, in centro. Il mio cervello si attiva, cerco, guardo, cosa fare dove mangiare e cosa visitare. Non ce la faccio proprio a non avere il pieno controllo sulla città.
Io amo pianificare cosa mangiare e dove in posti nuovi, mi rende felice e grato. Amo provare tutte le bakery delle città in cui vado, amo mangiare il locali tipici e amo crearmi l’itinerario per visitare. E mi riesce anche assai bene.
8 marzo, si torna. Volo per Venezia. Tornato la sera tardi, stanchezza, ma felice. Son teso, sapendo che il giorno dopo ho da fare 32km a 4:27. Dubbi che svaniscono nel momento in cui faccio l’allenamento. Che dire, uno dei migliori allenamenti mai fatti. Gambe fresche, mente fresca e corpo che reagisce bene a ogni stimolo. Son felice, sia perché ho chiuso un bellissimo allenamento, sia perché ho apprezzato a pieno Dublino, mi ha lasciato una bella sensazione.
Città piccola, tanti pub, bei posti e molto accogliente. Architettura simile a quella Londinese, tanta birra ma ottimo cibo. Mi è veramente piaciuta.
Ieri sera ho avuto un crollo emotivo. Come se un cumulo di mattoni mi fosse caduto in testa ed ora mi ritrovo sotto le macerie. Mi sento soffocare, ho una sensazione di mancanza d’aria che mi pervade su tutto il petto. Ma di cosa si tratta ? Io lo so. E’ il peso di dover sostenere na vita che non mi appartiene ma che sto scegliendo di vivere. Mi sto autosabotando. Sto procrastinando come un dannato nell’attesa di un punto di svolta. Sto tralasciando tutte le cose che devo fare per raggiungere i miei obiettivi in cambio di stimoli non veritieri. Ma perché ? La verità è che ho grossi obiettivi, tanto grandi. A tal punto da generare in me stesso sensazione di paura e timore, e la resistenza ama tutto ciò. Si sta prendendo gioco di me. Sta godendo come una dannata nel vedermi stare così male, a vedermi soffrire per una vita che ho indirettamente scelto di vivere che non mi rappresenta a pieno.
Sto vivendo la vita di qualcun’altro. Sto sopravvivendo, non sto vivendo. Ma tutto ciò l’ho voluto io. Io e soltanto io. So anche bene che se voglio cambiare le cose, spetta solo a me e a nessun altro. Mi sto facendo prendere a calci in culo dalla resistenza e lei ama tutto ciò.
Ride, mi guarda e ride. Così la immagino. Non vede l’ora che io faccia un passo falso per prendersi gioco di me e farne una beffa. Ora sta vincendo, sta avendo la meglio su di me e sui miei sentimenti, sui miei obiettivi e sul mio voler essere un artista. Lei lo sa, che io sono un artista. Lei lo sa. Ma non vuole che la mia reale vocazione venga fuori.
Io so cosa voglio fare, dove voglio essere e chi io sono. Ma faccio fatica, ho una paura folle del lanciarmi nel vuoto e creare. Ho tutto ciò che posso avere per raggiungere questo scopo ma pecco in forza di volontà e capacità di combattere questa forza oscura che mi stritola come un serpente.
Si la identifico così, come un pitone che mi avvolge. Più cerco di dimenarmi per togliermelo di dosso, più stringe e fa pressione. Mi soffoca, mi cerca di ammazzare. Nel momento che mollo la presa e smetto di dimenarmi per prendere aria, lei lascia la presa perché sa che ha vinto una battaglia, ma non la guerra.
Perché è così, lei ha vinto tante battaglie ma mai la guerra. Io non ho mai definitivamente detto di lasciar stare la mia vocazione da artista, ma ho sempre ceduto, ma mai mollato del tutto. Ho un pitone di 100kg al collo che stringe, sta solo a me togliermelo di dosso. Devo soffrire all’inizio. Farmi stringere, sopportare, e trovare un modo per ammazzarlo. Potrà pure farmi pressione, ma io devo essere più forte di lui.
Resistenza, così la definisco. Così la percepisco.
Odio tornare dai viaggi, è dura per me. Mi destabilizza. Non per il fatto di tornare a lavoro, ma perché viaggiare, fotografare fare video è la mia vocazione. Ne posso assaporare il gusto per qualche giorno, ma quando torno qua tutto svanisce. Questo è ciò che mi genera tristezza. La resistenza ama tutto ciò. Sa bene, che quando sono via lei può guardarmi stare bene e gioire mentre mi faccio le idee più belle della mia vita, su come potrebbe essere la mia vita se vivessi solo di ciò che amo, ma poi non vede l’ora che io torni qua per rimettermi con i piedi a terra, e ridere mentre io piango e mi dispero del fatto che sto soltanto sopravvivendo, e sto cedendo a questa forza oscura. Il pitone stringe, io cedo, e lui gode. Gode immensamente nel vedermi triste e a farmi i complessi. Si nutre di ciò. Le mie ansie e preoccupazioni, pianti e tristezze son la sua benzina. Devo togliergli carburante. Devo diventare un professionista.
Devo presentarmi ogni giorni, farlo ogni giorno, indipendentemente da tutto.
Io devo vincere, devo sopportare e stringere i denti, mentre il pitone stringe e cerca di ammazzarmi. Devo prendere coraggio e liberarmi dalla presa mortale. La resistenza posso batterla, non andrà mai via, si presenterà in altre forme, ma almeno imparo a combatterla.
Sono io che devo prendermi gioco di lei, non viceversa. Son io che devo essere padrone delle mie scelte, diventare professionista nel mio settore, e vivere la vita che ho sempre sognato.
Son anni, che lotto questa forza nera che mi stringe, anni di sofferenze, in cui son stato male. Ansie, Paranoie e depressioni a periodi. Mi sento dentro a un tunnel a senza unico senza portine di emergenza, e la luce in fondo non si vede ancora.
Così, da 5 anni. Il pitone diventa sempre più grosso, e stringe sempre più sul collo.
Ma io ti batterò, è una promessa.
Io avrò la meglio, sto soltanto resistendo, affilando la lama con cui ti colpirò nel momento in cui capirai di essere vulnerabile.
E’ una promessa.
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-Pensieri, dubbi e buio.-
Sto vivendo o sto sopravvivendo ? Ho come l’impressione di guardare la mia vita scorrere, e io, non farne parte. Si, mi sento come uno spettatore che guarda un film. La mia vita è il film e io dovrei essere il protagonista…Ma non mi sento così. Mi sento come una comparsa, che sta li a guardare, seguire ordini e fare tutto ciò che gli viene chiesto. Vivere o sopravvivere ? E’ libera la persona che vive come vuole, senza essere costretta, ne ostacolata, ne limitata, le cui scelte non sono frenate, i cui desideri arrivano a compimento e non cade in ciò che detesta. E’ triste pensare al tempo che molti di noi trascorrono ogni giorno a fare cose che sentono di dover fare. Così mi sento. Pesce fuor d’acqua. Uomo e corpo in ambiente che non mi rispecchia. A fare qualcosa che non mi piace, auto costringendomi a farmelo andar bene, lamentandomi ogni volta delle mie abitudini e scelte di vita quando l’unica persona in grado di prendere scelta e azione sono IO. IO, esatto. Mi lamento sempre, di quanto faccia schifo il mio lavoro e la mia vita, di quanto procrastino ogni giorni, si è vero lo faccio, ma sta solo a me cambiare le carte in tavola. Posso decidere di essere e di poter fare ciò che voglio, ora. Ma devo avere la forza. Avrò la forza di prendere atto che tutto ciò di cui mi lamento può essere cambiato solo da me ? Ce la farò ?
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-Long run, ritorno alla normalità e nostalgia.-
Buonasera cari lettori, sole le 10pm e son smontato da lavoro. Ebbene si, siamo tornati alla solita routine. Sveglia presto, allenamento, lavoro e mille pensieri.
Oggi mi son svegliato stanchissimo post aereo serale da Dublino. E se vi chiederete del perché sia tornato ieri e non sabato, ve lo racconterò domani. Oggi non ho tanta voglia di scrivere, maaa lo faccio lo stesso anche se in maniera molto chill.
Incredibile ma vero, nonostante tutto, oggi ho chiuso 32km con una facilità incredibile. Non mi sembra vero. Ce l’ho fatta e sto benissimo, son felice di aver percorso questa distanza, dato che era la prima volta che mi spingevo così oltre. Ho girato per 30km nel parco, e capisco bene che possa sembrare strano, ma la mia mente è talmente forte che è pronta a tutto.
La corsa per me è meditazione, ad occhi aperti. Dove tutto passa, dove trovo me stesso e parlo con il me interiore. Son felice di tornare alla routine, di cucinarmi i miei piatti e di riprendere le mie morning routine e le mie letture quotidiane. Mi mancava tutto ciò.
Ho ripreso lavoro, un pò son stufo di dover passare il mio tempo in qualcosa che non mi entusiasma ma per ora devo farlo. Lo faccio per potermi permettere di avere una stabilità economica mentre cerco di capire me stesso e andare all-in con quella che sarà la mia strada definitiva. Per ora le cose stanno così e me ne devo fare una ragione.
Ho provato un pò di nostalgia. Dei viaggi passati, dei momenti trascorsi, e della spensieratezza che mi avvolgeva mentre le mie uniche preoccupazioni erano quelle di esplorare, guidare in mezzo a radure sperdute, e bere una guinness in un pub Dublinese. Ma non ci posso fare nulla, ora devo pensare al presente e concentrarmi su ciò.
Ora vado a dormire, la stanchezza sta prendendo il sopravvento, a domani cari lettori.
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-Voli, attese, aurore e tanta gioia.-
Buon pomeriggio cari lettori, come state?
siamo giunti al termine di questa fantastica avventura in Lapponia durata 5 giorni. Ora sono in aeroporto, in attesa di prendere il primo dei due voli con scalo a Dublino.
Mi sento felice, rilassato e sono in ottima forma. Il mio corpo è sano e anche la mia mente. Sono grato per tutto ciò che ho fatto durante questi giorni e per le esperienze che ho potuto vivere.
Ieri pomeriggio ero un po’ triste per non essere riuscito a vedere l’aurora boreale durante il soggiorno. Ma ieri sera l’ho vista. Ci sono riuscito. Certo, non è stata un’esplosione di colori e luci, ma c’era. Era presente e si vedeva.
Non riesco a spiegare come possa accadere una cosa del genere, e non riesco neanche a descrivere quanto felice sono stato. Non è stata esattamente come l’avevo immaginata, ma sono comunque felice.
Il mio intento principale in questo viaggio era proprio vederla, ma durante questi giorni ho capito che il vero bello di questa avventura è stato passare del buon tempo con gli amici: la calma, le saune calde, le cene insieme e tutte le attività che abbiamo fatto.
Sono rimasto incantato dai chilometri di strade in mezzo al nulla, dai laghi ghiacciati, dai ponti che attraversavano laghi e fiumi e dalla foresta di Riisitunturi. Mi ha stregato. Mi sono sentito come dentro Narnia.
Ammetto che ho provato un po’ di frustrazione per il fatto che non abbiamo mai visto il sole e che il tempo è stato sempre nuvoloso, ma ho cercato comunque di apprezzare ciò che c’era. Non sempre le cose vanno come ce le immaginiamo, ed è proprio lì che bisogna trovare la felicità anche nelle situazioni diverse da come le avevamo pensate.
Ho dormito davvero bene, ho mangiato cibo buono e non ho avuto episodi di abbuffate. Ho cercato di mantenere la mia alimentazione non perché sia fissato, ma perché non vedo la necessità di mangiare a sproposito cibo processato o spazzatura.
Ho mangiato fuori una volta per provare un piatto tipico locale, ma per il resto ho preferito mantenere le mie abitudini. Certo, non ho pesato tutto al grammo e ho anche saltato un allenamento di corsa, ma poco importa. Ho scelto di dare priorità alla mia salute, al sonno e al mio benessere, senza sensi di colpa.
Ho mangiato parecchio salmone, uova, avocado e philadelphia. Amo tutto questo. Decisamente il mio cibo preferito, il mio comfort food.
Pane nero o bagel con formaggio spalmabile alle erbe, crema di avocado e salmone affumicato. È diventata quasi un’ossessione a cui non riesco a resistere.
Da stasera riprenderanno tutte le mie abitudini. Sono felice di tornare a meditare la mattina nella mia cameretta e di poter leggere la sera con una buona tisana calda.
Ora mi aspettano circa 7 ore di volo. In passato, quando volavo, provavo spesso sentimenti negativi nell’attesa o nella noia. Oggi invece sono calmo e felice di godermi questi momenti di lentezza. Voglio trasformarli in qualcosa di prezioso, avere tempo libero e viverlo con presenza.
Stasera arriverò a casa verso le 23 e sono anche felice perché domani mi aspettano 32 km di corsa. Le distanze si stanno allungando e sarà una bella sfida che mi metterà alla prova.
Sono anche molto curioso di provare le scarpe con cui correrò la maratona. Sono eccitato all’idea di affrontare questa sfida e di conquistare questo obiettivo.
Ora mi godrò un po’ di tranquillità qui in aeroporto e domani sarà di nuovo tempo di allenamento.
Buona serata cari lettori,
a domani.
